religione

Quattro lebbrosi e malati di emorragie guariti da S. Francesco

Gelsomino Del Guercio Archivio fotografico Sacro Convento

Le loro vicende sono narrate nel “Trattato dei Miracoli”

San Francesco d’Assisi ha guarito per sua intercessione lebbrosi e persone affette da importanti emorragie. Il “Trattato dei Miracoli” riporta quattro miracoli di questo tipo.  

LA CONSACRAZIONE DEL LEBBROSO MORIBONDO

Il primo episodio narrato riguarda un giovane di San Severino Marche. Il suo nome era Atto. Era lebbroso ormai all'ultimo stadio. Tutte le sue membra erano tumide e gonfie, e guardava ogni cosa con sguardo orribile. Giaceva così quasi sempre a letto, e infondeva ai suoi parenti un'infinita tristezza. 

Un giorno suo padre rivolgendosi a lui, lo persuase a consacrarsi al beato Francesco. Egli acconsentì con gioia alla proposta, e il padre si fece portare uno stoppino di candela, col quale misurò la statura del giovane. Promise con voto di portare ogni anno una candela alta quanto suo figlio al beato Francesco. Appena fatto il voto, il malato subito si alzò dal giaciglio e si ritrovò guarito dalla lebbra.

IL CASO DI UN PARALITICO E LEBBROSO

Un altro uomo, di nome Buonuomo, della città di Fano, paralitico e lebbroso, accompagnato dai parenti alla chiesa di san Francesco, ottenne completa guarigione di ambedue le malattie.

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LA NOBILDONNA DI SORA

Una nobildonna, di nome Rogata, nella diocesi di Sora, soffriva da ventitrè anni di emorragie. Un giorno udì un giovane cantare in lingua volgare i miracoli che Dio aveva operato in quei giorni per mezzo del beato Francesco. Mossa da profondo dolore, pianse e incominciò ardente di fede a dire dentro di sé: "O beatissimo padre Francesco, per il cui merito rifulgono miracoli così grandi, degnati di liberarmi da queste sofferenze! Finora un miracolo così grande non hai operato!". 

Spesso, infatti, à causa dell'eccessivo flusso di sangue, la donna sembrava prossima a morire. Appena cessava, essa si gonfiava in tutto corpo. Trascorsi pochi giorni, si ritrovò risanata per i meriti del beatissimo Francesco. Anche il figlio di lei, di nome Mario, che aveva un braccio rattrappito, appena formulato il voto, fu risanato dal Santo di Dio.

LA DONNA SICILIANA

Un’altra vicenda riguarda una donna della Sicilia, oppressa per sette anni da emorragie. Aveva gli stessi sintomi di Rogata, e fu risanata allo stesso modo per intercessione del vessillifero di Cristo, il beato Francesco.

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