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Puglia. La rinascita dei Cappuccini dopo scissioni, espansione e crollo

Redazione
Foto: Gelsomino Del Guercio

Tra scissioni e fusioni: l'evoluzione dei frati Cappuccini in Puglia viaggia tra periodi di splendore, poi di decadenza, e nuovamente di ripresa.

Oggi è guidata da Fra Alfredo Marchello, eletto nel 2017, e riunisce 15 conventi francescani.  Ma a fondare questa Provincia, intitolata a San Girolamo, deve essere considerato fra Tullio Bàlsamo da Potenza, come si legge su cifis.org: entrato da giovane tra i conventuali e animato da profonde esigenze interiori, passò nei primi mesi del 1533 tra i cappuccini.

LA MISSIONE DI FRA TULLIO

A lui fu affidato da Ludovico da Fossombrone il compito di diffondere la riforma cappuccina nella parte meridionale del Regno di Napoli, e in particolare in Basilicata, nel Salernitano e in Puglia, ad eccezione della provincia di Foggia.

POTENZA E RUGGE


Già noto per la santità della sua vita e mosso da grande fervore e da buona volontà, il frate potentino, nel corso del 1533, mise la prima pietra di due piccoli insediamenti: uno a Potenza, l’altro a Rugge, nelle vicinanze di Lecce.


Negli anni immediatamente seguenti e fino al 1540, quando terminò il suo incarico di superiore provinciale, diede vita ad altri otto conventi, portando cosí tra il 1533 e il 1540 a dieci il numero degli insediamenti cappuccini nella ormai già riconosciuta Provincia di San Girolamo.

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UN PROBLEMA DI DISTANZA

Sia il numero dei frati, sia quello dei conventi, conobbero una rapida espansione nei decenni seguenti. Fino al 1560 infatti si contavano nella provincia di San Girolamo ben 23 conventi, spesso situati a grande distanza tra loro, tenendo conto che allora i frati andavano rigorosamente a piedi, il che era di grande impedimento al superiore provinciale per adempiere a un compito a lui specifico, quello cioè di effettuare due o tre volte l’anno la visita canonica a tutti i frati e a tutti i conventi, come era prescritto dalle costituzioni dell’Ordine.

LA PRIMA "SCISSIONE"

Si decise quindi di procedere ad una prima divisione della Provincia in San Girolamo, dalla quale presero vita nel 1560 la provincia di Salerno o di Basilicata, a cui fu affidata anche l’attuale provincia civile di Potenza con parte della provincia di Matera; e quella di Puglia, che abbracciava tutta l’attuale regione pugliese, ad eccezione di Foggia e parte dell’attuale provincia di Matera .

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LA SECONDA "SCISSIONE"

La nuova Provincia di Puglia continuava ad espandersi: il francescanesimo era sempre più un riferimento per le comunità locali: si arrivò a 400 frati alla fine del 1500. Al punto che fu decisa una nuova ripartizione nella Provincia di Puglia, che fu suddivisa nella Provincia di Bari o di San Nicola, con 17 conventi , e in quella di Otranto o di Lecce o di Santa Maria di Leuca o di Sancta Maria in finibus terrae, con 25 conventi .

SOPPRESSIONE E "RISURREZIONE"

La seconda "scissione" coincise con il periodo di maggior splendore a cui fece seguito la crisi del francescanesimo tra la repressione di Napoleone e quella dello Stato all'interno del neonato Regno d'Italia: gli Ordini religiosi furono messi al bando e rifiorirono solo dopo diversi decenni.

Gli inizi del ‘900 vedono la rinascita, infatti, di una circoscrizione autonoma dell’Ordine nel territorio di Bari e nel Grande Salento, esattamente nell’anno 1908. Il 16 luglio di quello stesso anno le province di Bari e di Otranto furono unite nell’unica Provincia di Bari-Lecce, che il 9 aprile 1926 avrebbe riassunto il nome primigenio di Provincia di Puglia e posta sotto il patrocinio di S. Lorenzo da Brindisi.

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