religione

Immigrati, scuola e famiglia: la voce della Cei

Redazione online

Prima ha reagito alle dichiarazioni della Lega e del Movimento 5 Stelle stigmatizzando quanti «dicono cose straordinariamente insulse» pur «di raccattare voti», quindi ha criticato l'Europa «incapace di rispondere al dovere prioritario di salvare le vite umane» e infine ieri ha invitato il governo a fare di più su accoglienza e integrazione. All'origine dell'uno-due-tre del segretario della Cei Nunzio Galantino non c'è una strategia studiata a tavolino - le interviste prendevano tutte spunto dal recente viaggio del vescovo in Giordania dove l'episcopato italiano finanzia un progetto per l'istruzione, e quella a "Famiglia Cristiana" è stata ingigantita e strumentalizzata, come ha spiegato in una nota lo stesso settimanale - quanto piuttosto la reazione agli attacchi oggettivamente sconclusionati dei quali è stato fatto oggetto il Papa, il Vaticano e in ultima analisi la Chiesa italiana. Accusata di predicare bene e razzolare male per quanto riguarda l'aiuto agli immigrati. Rilievi smentiti dalle nude cifre sulle tante realtà delle diocesi, delle parrocchie, delle associazioni, come pure della Santa Sede, che offrono sostegno, accoglienza, pasti, assistenza ai vivi e perfino ai morti con il rimpatrio delle salme.

Il segretario della Cei ha ritenuto di non far mancare la voce della Chiesa italiana a sostegno del Papa e del suo magistero: Francesco nel suo primo viaggio italiano aveva scelto di visitare Lampedusa, aveva parlato delle «bolle dell'indifferenza» nelle quali ci abituiamo a vivere, e recentemente ha paragonato il respingimento degli immigrati a un atto di guerra. Non si capiscono queste parole di Papa Bergoglio, come pure quelle del vescovo Galantino, se non si esce dal format dei battibecchi quotidiani dei politici attenti a Twitter e ai sondaggi di Ferragosto. Per comprenderle basta aprire il Vangelo e leggere ciò che ha detto Gesù di Nazaret duemila anni fa calcando il suolo della Palestina.

Non si deve però dimenticare che nelle ultime settimane il segretario della Cei ha alzato la voce anche sull'Ici che si vuol far pagare alle scuole paritarie, come pure sulla famiglia, che nel nostro Paese - mentre si parla dei diritti delle coppie omosessuali - è meno sostenuta rispetto a quanto accade in altre nazioni d'Europa, magari più «laiche» dell'Italia. Il richiamo alle responsabilità della politica e del governo, come pure dell'Europa, sull'immigrazione parla dunque della volontà di discutere di questi temi con realismo, fuori dagli slogan lanciati per racimolare voti e dalle sterili contrapposizioni. E questo vale sia quando si affronta il tema dell'aiuto agli immigrati, sia quando si parla di scuola e di famiglia. Di fronte a una politica italiana ed europea che appare sempre più involuta e chiusa in se stessa, l'invito della Chiesa è per una nuova assunzione di responsabilità. Non è un caso che la prossima settimana proprio Galantino intervenga sul tema della ricostruzione italiana del dopoguerra all'annuale incontro dedicato a De Gasperi, con uno sguardo sull'oggi ma anche sul futuro del nostro Paese.

Infine, è possibile che i vescovi leggano dietro le schermaglie e gli attacchi di questi giorni anche il preludio di campagna finalizzata a ridiscutere di tassazione degli immobili di proprietà ecclesiastica e dell'otto per mille. Forse anche per questo, nel presentare ciò che viene realizzato - il progetto Giordania come tante altre iniziative sul territorio italiano - il segretario della Cei ricorda che tutto ciò è reso possibile grazie al fatto che tanti cittadini italiani continuano a destinare queste risorse alla Chiesa cattolica. (Vatican Insider)

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