religione

Il pasto dell'iftar per favorire la fratellanza

Redazione AP - Oded Balilty

In una scuola gestita da francescani, musulmani e cristiani  

Dal 5 maggio nella scuola di Ramle, in Terra Santa, gestita dai frati francescani, alcune classi di studenti saranno invitate, a turno, a tornare a scuola per consumare insieme il pasto dell’iftar, la rottura del digiuno del Ramadan al tramonto. Fr Abdel Masih, direttore dell’istituto scolastico, spiega che condivideranno questo momento, ragazzi musulmani, cristiani e, se lo vorranno, anche alcuni degli insegnanti di religione ebraica. La scuola di Ramle è una delle più antiche fra quelle gestite dai francescani di Terra Santa, risale infatti al 1728. Oggi, riferisce la Custodia di Terra Santa, vi studiano 365 studenti, dalla classe quarta fino al secondo grado (dai 9 ai 18 anni), il 58% dei quali cristiani. A Ramle i cristiani sono circa 4000 cristiani (1400 latini, 300 greci-cattolici e i rimanenti di altre confessioni), i musulmani 16mila e gli ebrei 53mila. In questo ambiente multireligioso, i francescani cercano sempre di condurre buone relazioni con tutti, impostate sulla fratellanza e il rispetto reciproco, e così da tempo, vengono portate avanti iniziative per educare al dialogo e testimoniare l’amore fraterno. Anche in occasione delle feste ebraiche, vengono proposte iniziative di dialogo e di condivisione. Prima della pandemia un gruppo interreligioso si riuniva periodicamente e conta di tornare alle sue attività non appena sarà possibile.

Ramle è la citta identificata dai crociati come l’Arimatea citata nel Vangelo. Si trova a 20 chilometri da Giaffa e a 40 da Gerusalemme. La presenza francescana risale al 1296. La chiesa latina è dedicata a San Giuseppe d’Arimatea, l’uomo che offrì un sepolcro nuovo per Gesù, mentre una cappella laterale è dedicata a San Nicodemo, ricordato nelle Scritture sempre a proposito della sepoltura di Gesù. La festa dei due santi è stata celebrata il sabato della terza settimana di Pasqua, grazie a un decreto del Patriarca Latino di Gerusalemme. “La nostra parrocchia è rispettata da tutta la città e abbiamo buone relazioni con tutti” spiega fr Abdel. Ogni settimana circa 130 bambini frequentano la chiesa latina per il catechismo, 80 giovani sono inseriti nel gruppo della Gioventù Francescana e poi ci sono coloro che seguono l’attività spirituale della Legio Mariae. “San Nicodemo e San Giuseppe d’Arimatea erano membri del Sinedrio che ha condannato Gesù, ma ebbero il coraggio di andare di notte a parlare direttamente con lui - ricorda fr Abdel Masih -. San Giuseppe d’Arimatea offrì un luogo di sepoltura a Gesù e entrambi i santi sono importanti perché compirono un atto di misericordia verso Gesù crocifisso. Anche noi dovremmo imparare da loro”. (Vatican News)

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