francescanesimo

I vescovi francescani nella Storia della Chiesa

Antonio Tarallo Ansa

Sono considerati i successori degli apostoli

Nella Chiesa cattolica, prelato che, sotto l’autorità del romano pontefice, ha il governo ordinario di una diocesi, con autorità superiore a quella dei presbiteri, conferitagli, insieme con la particolare giurisdizione, mediante l’ordinazione episcopale”. E’ ciò che riporta l’Enciclopedia Treccani, monumento della lingua italiana, alla voce “Vescovo”. La carica è importante, il ruolo del vescovo - nella Chiesa cattolica - ha un carattere, certamente, importante. Il “pastore delle pecore”, questa immagine viene in mente quando si ha l’idea del vescovo nella visione collettiva, quella di ognuno di noi. La parola viene dal greco “epìscopos” che significa "supervisore", "sorvegliante". I vescovi sarebbero i successori degli apostoli sia dal punto di vista pastorale sia sacramentale: gli apostoli, ricevuto lo Spirito Santo nella Pentecoste per poi trasmetterlo ai loro successori con l'imposizione delle mani.  

Anche l’Ordine Francescano ha avuto i “suoi” vescovi. Basterebbe ricordare una delle ultime nomine di Papa Francesco: il conventuale Marco Tasca a capo della Diocesi di Genova, consacrato arcivescovo lo scorso 11 luglio. Ma Tasca è l’ultimo di una lunga serie di porpore viola che l’Ordine Francescano ha avuto. Prima di lui, molti nomi hanno avuto l’appellativo di “Eccellenza” (questo è l’appellativo attribuito alle cariche vescovili):: il saio francescano, infatti, è entrato già diverse volte nei palazzi vescovili di molte città. Cerchiamo, allora, con sguardo veloce, di andare a scovare le biografie di questi porporati. 

Fra i più antichi spicca il nome di Francesco Gonzaga, al secolo di nome Annibale. Decise di entrare nell'Ordine dei frati minori, assumendo il nome di Francesco, in onore proprio del Santo di Assisi. Nel 1579, a soli trentatré anni, fu eletto ministro generale dell'Ordine dei frati minori. Con questa nomina, si dedicò alla redazione di nuove costituzioni che permettessero ai Frati Minori di accogliere gli insegnamenti del Concilio di Trento. Dalla fine del 1587 fu vescovo di Cefalù, voluto da Papa Sisto V.

Lo stesso Papa Sisto V, appartenente all’Ordine dei Frati Minori Conventuali, prima di essere eletto come pontefice romano, era stato  nominato vescovo e consacrato il 12 gennaio 1567 nella basilica di San Lorenzo a Napoli. Fu vescovo di Sant’Agata dei Goti dal 15 novembre 1566 al 17 dicembre 1571.

Matteo Basile fu ordinato sacerdote dell'Ordine dei frati minori il 7 ottobre 1696, ricoprì le cariche più alte della carriera ecclesiastica. Dal 1726 al 1729 ricoprì l’incarico di vicario generale dell'Ordine francescano, per poi essere elevato a ministro generale da papa Benedetto XIII. Successivamente, fu arcivescovo metropolita di Palermo dal 3 settembre 1731 fino alla sua morte, avvenuta il 24 gennaio 1736. Durante l'esercizio di questa carica ha consacrato e incoronato, il 3 luglio 1735, re di Sicilia Carlo Sebastiano di Borbone col nome di Carlo V, successivamente anche Carlo III di Spagna.

Altro importante nome quello di Bernardino da Portogruaro, al secolo Giuseppe dal Vago (Portogruaro, 15 gennaio 1822 – Quaracchi, 7 maggio 1895), arcivescovo della Diocesi di Sardica, nominato da papa Leone XIII. Ricevette la consacrazione episcopale dal cardinale Lucido Maria Parocchi il 18 settembre 1892 nella basilica di Sant'Antonio da Padova all'Esquilino in Roma. Morì il 7 maggio 1895 presso il Collegio San Bonaventura di Quaracchi e vi fu sepolto, fino a quando la salma fu traslata il 13 giugno 1961 presso la chiesa delle Stimmate di San Francesco del Deserto di Venezia. Nel 1951 è stato aperto il processo di beatificazione. Il 3 luglio 2008 papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto riguardante le sue virtù eroiche.

Niccolò de Carbio o Nicola da Calvi, cappellano e confessore di papa Innocenzo IV, divenne vescovo di Assisi (dal 1250 al 1273 circa). Lo stesso papa Innocenzo IV morì tra le sue braccia (1254) ed egli ne scrisse la "Vita", opera fondamentale per la storia della Chiesa di quei tempi.

Domenico Orlando nacque a Prizzi, nella diocesi di Girgenti, il primo novembre 1756. C’è un particolare che riguarda questo frate francescano: fu battezzato con il nome di Santo Francesco, proprio come il fondatore dell’Ordine. Entrò giovanissimo nei frati minori conventuali dove emise i voti all'età dei sedici anni prendendo il nome di Domenico. Dopo  vari incarichi all'interno dell'ordine, il 13 agosto 1823, re Ferdinando I lo indicò come vescovo di Catania e fu nominato da papa Leone XII il 24 novembre successivo.

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