religione

Chiara Lubich: si apre la causa di beatificazione

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001

Un motivo di grande gioia per tutti membri del Movimento dei Focolari, e per tanti altri nel mondo, cattolici e non solo, la notizia dell’inizio ufficiale della Causa di beatificazione di Chiara Lubich, la fondatrice dei Focolari. L’annuncio è stato fatto dal vescovo di Frascati, mons. Raffaello Martinelli, che ha scelto il prossimo 27 gennaio come data per la cerimonia di apertura del processo nella cattedrale di Frascati. E’ nella sua diocesi infatti che la Lubich è vissuta gran parte della sua vita ed è morta 6 anni fa. Ma come ha accolto questa notizia Maria Voce, l’attuale presidente del Movimento?

R. – Con una grande gioia, moltiplicata dall’eco di gioia che è venuto dal mondo intero. Ho comunicato subito a tutti questa gioia e questa gratitudine, anche al vescovo, che è stato veramente attento nel cercare di portare avanti tutto quanto che era necessario, come lavoro preliminare, per arrivare a questo momento. E una grande gratitudine anche alla Chiesa, che ci permette di mostrare la bellezza di una vita impegnata come quella di Chiara.



D. – Lei ha scritto una lettera ai membri del Movimento, invitando tutti a pregare “affinché la Chiesa possa comprendere la novità della santità collettiva proposta e vissuta da Chiara”. Ci può spiegare meglio queste parole?

R. – Chiara ha sempre sognato il giorno in cui si potesse veramente parlare di una santità di popolo, perché lei vedeva che ci si fa santi facendo la volontà di Dio, che è un qualcosa che Dio chiede ad ogni persona che viene sulla terra. Quindi il suo desiderio non era tanto di diventare santa lei -  anche se logicamente aveva anche presente che la volontà di Dio è la ‘vostra santificazione’ - ma il suo desiderio era che tante, tante persone entrassero in questa strada di santità. Io credo che siccome questo è il motivo per il quale lei ha vissuto, lavorare perché sia riconosciuta la santità di Chiara, significa lavorare proprio perché sia riconosciuta questa possibilità aperta a tutti di farsi santi.



D. – Nella stessa lettera, lei si augura che tutti quelli che condividono la spiritualità di Chiara possano dare viva testimonianza di questa santità. Dunque, tutto il Movimento è coinvolto in questo cammino…

R. – Tutto il Movimento è coinvolto in questo cammino e tutte le lettere che mi sono arrivate come eco a questo annunzio dicono proprio questo: un rinnovato impegno, perché la Chiesa veda nei seguaci di Chiara la testimonianza viva di quel modello che Chiara è stata per noi e che continua ad essere.



D. – La testimonianza di affetto di tanti verso Chiara Lubich continua immutato…

R. - Immutato e crescente, direi: è una testimonianza di affetto che viene anche da chi non l’ha conosciuta personalmente. Certamente quelli che l’hanno conosciuta personalmente sentono – anche loro – questo momento come un particolare momento di grazia: e parlo sia di autorità della Chiesa, sia di presidenti o fondatori di altri movimenti, sia di persone di altre religioni e di altre Chiese, che sentono di partecipare di questo dono che la Chiesa cattolica fa, cominciando a valutare questa causa che può essere partecipata al mondo intero.


D. – Non sarà un lavoro facile quello di chi dovrà esaminare tante carte, discorsi, video…

R. – Certamente, certamente… Infatti, c’è un mare di documenti e di scritti, che già sono stati consegnati per questo esame. E poi ci sono video, ci sono bobine di discorsi che Chiara ha fatto; lettere che Chiara ha scritto… C’è tantissimo materiale e sicuramente sarà un impegno grande per tutto il Tribunale e un impegno che coinvolge noi nel preparare tutti questi documenti nel modo migliore affinché la Chiesa possa fare il suo esame.


D. – Per concludere, in estrema sintesi, una parola per dire la santità di Chiara…

R. – Direi la normalità: si può essere santi conducendo una vita normale. I frutti straordinari di questa vita normale sono frutti che vengono da Dio, dal rapporto di Chiara con Dio e dal rapporto normale di Chiara con il suo popolo. Vivere normalmente una cosa straordinaria: Chiara ci ha dato l’esempio di questo, anche se logicamente ci sono stati anche momenti straordinari nella sua vita, però lei ci ha dato l’esempio della santità nella normalità e non solo nei momenti straordinari.


D. – Vivendo il Vangelo?

R. – Vivendo il Vangelo, certo! Vivendo il Vangelo e trascinando gli altri a viverlo, anche quelli che non lo conoscono, ma che sono stati trascinati dalla parola e dall’esempio di Chiara a mettere in atto principi evangelici.


D. – Chiara Lubich è stata anche definita “donna del dialogo”, quanto mai necessario in questi giorni: quindi una grande attualità…

R. – Assolutamente. Io penso che in questo campo Chiara abbia ancora molto da dire proprio per costruire rapporti veri, profondi fra le civiltà, fra le etnie, fra le religioni per contrastare questa ondata di violenza che sembra aver invaso il mondo. Quindi un’affermazione della santità di una persona che ha fatto della sua vita un simbolo di dialogo, penso che potrebbe essere anche questo un segno di questo momento.

(Adriana Masotti - Da Radio Vaticana)

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