religione

Bergoglio dedica la Giornata della Pace a «vincere l’indifferenza»

Redazione online

«Vinci l’indifferenza e conquista la pace». Questo il tema che papa Francesco ha scelto per la 49ma Giornata mondiale della Pace, che si celebra il primo gennaio 2016, con l’intenzione, spiega una nota diffusa oggi dal Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, di «sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati».

La Giornata mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI e viene celebrata dalla Chiesa cattolica ogni anno il primo gennaio. Il messaggio del Papa «viene inviato alle cancellerie di tutto il mondo e traccia anche la linea diplomatica della Santa Sede per l’anno che si apre». Quella del 2015 è la terza Giornata della Pace di papa Francesco.

«L’indifferenza nei confronti delle piaghe del nostro tempo – spiega la nota del Dicastero guidato dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson – è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo. L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme di individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. L’aumento delle informazioni non significa di per sé aumento di attenzione ai problemi, se non è accompagnato da una apertura delle coscienze in senso solidale; e a tal fine è indispensabile il contributo che possono dare, oltre alle famiglie, gli insegnanti, tutti i formatori, gli operatori culturali e dei media, gli intellettuali e gli artisti. L’indifferenza si può vincere solo affrontando insieme questa sfida. La pace – sottolinea la nota riecheggiando il pensiero di Jorge Mario Bergoglio – va conquistata: non è un bene che si ottiene senza sforzi, senza conversione, senza creatività e confronto. Si tratta di sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati. Tale opera di sensibilizzazione e formazione guarderà, nello stesso tempo, anche alle opportunità e possibilità per combattere questi mali: la maturazione di una cultura della legalità e l’educazione al dialogo e alla cooperazione sono, in questo contesto, forme fondamentali di reazione costruttiva. Un campo in cui la pace si può costruire giorno per giorno vincendo l’indifferenza – aggiunge la nota di Iustitia et Pax – è quello delle forme di schiavitù presenti oggi nel mondo, alle quali era dedicato il messaggio per la Giornata mondiale della Pace del 2015, “Non più schiavi ma fratelli”. Bisogna portare avanti questo impegno, con accresciuta coscienza e collaborazione. La pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà e secondo giustizia. Il messaggio del 2016 vuole essere uno strumento dal quale partire perché tutti gli uomini di buona volontà, in particolare coloro i quali operano nell’istruzione, nella cultura e nei media, agiscano ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie migliori aspirazioni per costruire insieme un mondo più consapevole e misericordioso, e quindi più libero e giusto». (Vatican Insider)

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