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Francesco e i suoi imitatori

Beppe Giulietti EPA/ANGELO CARCONI

Il 2020 anno dell'alleanza contro chi usa le parole come pietre con l’obiettivo di uccidere differenze e diversità

I nemici di Francesco non aspettavano altro per scatenare il loro livore contro il Papa che costruisce i ponti e abbatte i muri.
E così hanno preso al balzo la palla dello “Schiaffetto” sulle mani di chi lo aveva strattonato in malo modo per scatenare la macchina del fango e dell’insulto gratuito.

Non sono mancati neppure i video e le imitazioni.
Tra queste quelle di un ex ministro degli interni, travestito da “Uomo delle nevi”, che ha finto di aggredire una ragazza e poi l’ha accarezzata.

Non si sa se Costui, subito prima o subito dopo, abbia anche baciato il suo personale rosario e recitato le preghiere davanti ad un presepe “Sovranista”. A questi goffi e scomposti imitatori, vorremmo, tuttavia, suggerire di “Imitare” Francesco sino alla fine e di trovare l’umiltà e il coraggio di chiedere anche loro scusa alle donne e aglio uomini ai quali hanno mancato di rispetto. Potrebbero, per esempio, chiedere scusa ai disperati costretti a restare a bordo delle navi in attesa di un approdo.
Ed ancora restiamo in attesa delle scuse a chi è stato aggredito, picchiato, insultato da gruppi di razzisti che si sentono legittimati dallo “Spirito sei tempi”.

Quando arriveranno le scuse per aver utilizzato i simboli della fede, dalla croce al rosario, a fini di speculazione elettorale?
Chi chiederà perdono per aver deriso e calpestato i valori dell’accoglienza, della solidarietà, dell’inclusione sociale?
Chi davvero vuole “Imitare” Francesco lo faccia dall’inizio alla fine e non cerchi di utilizzare anche questa occasione per alimentare quel clima di odio e di livore che è stato denunciato, nel suo discorso di fine anno, dal presidente Mattarella. Non a caso Mattarella e Francesco sono, da sempre, nel mirino della “Bestia” che gestisce e promuove la macchina del fango e lo squadrismo, dentro e fuori i social. Purtroppo per loro ci sono ancora milioni di donne e di uomini che non hanno intenzione di continuare a respirare aria inquinata.

Il 2020 sarà l’anno (per parafrasare padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica) di una nuova e inedita alleanza tra credenti, diversamente credenti e non credenti contro chi usa le parole come pietre con l’obiettivo di uccidere differenze e diversità.

Primo appuntamento ad Assisi, nei locali del Sacro Convento, dal 24 al 26 gennaio per partecipare all’incontro “Ponti, non muri, le parole non sono pietre”, promosso dalla rivista San Francesco e dall’associazione articolo 21.

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