Le visite dei pontefici
Storia e tradizione nel luogo natale di San Francesco
Ad Assisi, poco dopo Piazza del Comune, nella parte posteriore dell’attuale Chiesa Nuova, si trova un piccolo oratorio noto come San Francesco Piccolino. La tradizione tramanda che questo sia il luogo in cui la madre del santo, donna Pica, diede alla luce Francesco. Come spesso accade, storia e leggenda si rincorrono fino a integrarsi, dando origine a una tradizione giunta fino a noi.
La tradizione popolare racconta di un anziano pellegrino dal volto austero che, giunto ad Assisi poco prima della nascita di Francesco, predicava nelle piazze la carità cristiana, iniziando dal saluto augurale: “Pace e bene!”. Quando seppe che Pica, giunta al termine della gravidanza e già da tempo colta dalle doglie, non riusciva a partorire, si fece condurre da lei e le disse che tutto si sarebbe risolto presto e felicemente se si fosse trasferita dalla sua ricca camera in una piccola stalla della casa.
La donna, profondamente religiosa e probabilmente da poco rientrata da un viaggio in Terra Santa, dove aveva visitato i luoghi della Natività, accettò il consiglio, pensando di imitare la Vergine Maria. Così, secondo la tradizione, Francesco nacque sulla paglia, in una piccola e umile stalla, proprio come Gesù.
I primi documenti relativi alla casa di Francesco e alla stalletta risalgono al 1253; tuttavia, ciò che maggiormente ci interessa è il rogito del 30 agosto 1282, stipulato tra due discendenti di San Francesco. In esso si legge che Piccardo di Angelo di Bernardone ricevette dal nipote Ciccolo di Giovannetto Bernardone la stalletta attraverso uno scambio di proprietà. Piccardo cedette i suoi appartamenti in Assisi a Ciccolo in cambio della casa degli avi, “con tutte le pertinenze che ha sopra e sotto e dentro di sé”.
In realtà, Piccardo, terziario francescano della basilica di San Francesco, conduceva una vita penitente. Ottenuta la casa natale del santo, nel 1286 trasformò la stalletta in un luogo di culto, noto come San Francescuccio o San Francesco Piccolino. Alla sua morte donò l’oratorio alla basilica di San Francesco in Assisi.
L’oratorio presenta affreschi realizzati in un arco di tempo compreso tra il XIII e il XV secolo. L’interno è caratterizzato da una volta in pietra rustica, simile a quella della Porziuncola e di San Damiano. Nel corso degli anni le pareti furono rivestite di affreschi, mentre nel 1926 vennero riportate allo stato originario. La facciata, in stile romanico-gotico, è molto simile a quella del loggiato del Sacro Convento, realizzato dai Maestri Comacini. Infine, sull’arco ogivale si legge in latino un’iscrizione che, tradotta in italiano, recita:
«Questo oratorio fu stalla del bove e dell’asinello, dove nacque San Francesco, specchio del mondo».
Felice Autieri
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