Le visite dei pontefici
ovvero TENTATIVI DI PACE come EUTOPIA
Dovevo aver avuto un buon catechista a 8 anni se da allora mi fece capire il senso forte profondo di quell’Ut unum sint che leggiamo da due millenni (!) nel Vangelo di Giovanni al versetto 22 capitolo 17, frase con cui Gesù indica l'unità a tutti i discepoli allora, a tutti i cristiani oggi, di qualsiasi famiglia siano. Per questo San Giovanni Paolo II la riprese nel maggio del 1995 in una Sua storica enciclica orientata all'ecumenismo più autentico.
E’ sempre, quale pietra d’angolo, c’è quella matrice universale del CUM (cum panis= compagno, dividere il pane, insieme) , sùn, mazi, insieme, togheter, razem, pamoja, papọ̀ o jọ, zusammen, gemeinsam, razom, elongo o bómoná, bäkkul, ndawonye, andoo, chéngwéi yìtǐ, juntos, unido, ha-na-ga dwei-da, ham-kke ha-na-ga dwei-da, ensemble, junto, bmecte e in tante altre lingue ancora, che poi si sintetizza in ubuntu, io sono perchè noi siamo.
Ho fatto quindi un sogno, quando l’aurora inizia alle cinque del mattino a fa cambiare le ombre della notte nell’annuncio dell’alba e gli uccelli alzano i loro cinguettii prevalendo sulle macchine ancora sono rade, rare, per lo più ancora silenti.
Nel dormiveglia ho visto, quale rugiada pronta a evaporare, quella maggioranza silenziosa a volte paurosa, più spesso timorosa, che aleggia nel mondo perchè manca di strumenti di reazione, non ha l’ombrello protettivo dell’ordine pubblico, gli manca la possibilità di esprimersi sinceramente e senza remore nè timore nel farlo, o magari il suo grido è intarsiato nel mega container delle notizie e scompare tra le migliaia di altre dove solo e non sempre chi sa dove scovarla, la cerca e la trova.
Eppure quella maggioranza, e è veramente una grandissima maggioranza, si sente, più spesso sa, di appartenere a un rito, a una confessione religiosa, filosofica, a religioni e credenze d’ogni tipo, a credi atavici e consuetudini millenarie, con il culto degli antenati o dei defunti, con una due tre o anche tante divinità, in un panteistico universo che regna dentro gli animi, nell’ anima, nei cuori, nei petti, ovunque riposte nel corpo materiale sentendo così il flusso vitale che scorre in ognuno… che sente di essere vivo.
Sensazioni e emozioni a cui fanno attenzione alcuni, non tutti, non sempre. C’è chi riesce a sentire i battiti del proprio cuore nel silenzio su un monte o in una stanza colpita di taglio dal sole del meriggio o davanti il mare piatto delle sei del mattino col sole dell’alba che gli nasce innanzi.
Molte di queste persone hanno un riferimento antico, un referente presente, o una speranza nel futuro, o confidano in guide, comandanti, maestri, profeti, vivo con attese, speranze, nei papi, nei sacerdoti, ministri del sacro, pastori, esempi, persone che sono stimate, considerate, apprezzate per i loro dire, fare, parlare, comportamenti: modelli e maestri, vorremmo dire tutti e sempre veri, ma non è vero.
Sono i credenti di tutto il mondo che gratuitamente aderiscono alle religioni, spesso seguono i culti, celebrano riti, assorbono insegnamenti di valori, molti realmente universali, di amore, che fa scaturire l’uguaglianza e il rispetto reciproco, che fanno sgorgare la pace che si effonde e rivola come libertà, perchè se si è in pace col vicino e ci si tratta da uguali si diventa liberi nella sostanza e non nella ricerca del proprio spazio, lo spazio è così condiviso e moltiplicato.
Ci scrive papa Leone XIV nella enciclica Magnifica Humanitas al n. 213 : La civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione. Per questo vale la pena fermarsi e considerare alcuni aspetti di come, ciascuno nel proprio ambito, possiamo collaborare alla sua costruzione.
E questi credenti nei loro credo e riti, che sono più che la somma di tutti gli eserciti del mondo, carichi di valori positivi, possono far sentire il loro peso dentro ma anche oltre i loro Paesi, i loro Stati, i loro governi, usando la rete e anche tutti i mezzi antichi, d’ogni tipo, perchè nella rete c’è sempre chi inquina, devia, crea disordine per tutelare chi gioca al potere e dimentica il giuramento di servire i suoi cittadini o sudditi, finché i credenti di ogni Religio e credo, non si riuniscono tutti, ma proprio tutti e sarebbero tanti, ma proprio tanti.
E se molti, magari tanti, invitassero i loro Maestri, le loro guide, i loro sacerdoti d’oggi tipo, e anche i capi di buona volontà a riunirsi ad Assisi dando un esempio mondiale di comunione sotto l’egida dei valori della vera pace, fondata sull’uguaglianza e il rispetto di ogni identità e appartenenza, quella che non viene data dal dominio di uno o di pochi su tutto e tutti, senza consigli di sicurezza dominanti, ma in una tavola rotonda di valori che saranno rielaborati in principi per tutti, e su quelli decideranno anche le scelte economiche sia produttive che di consumo (!) allora si che anche i grandi e le multinazionali non potranno non tenerne conto.
E’ una insurrezione di bene, rectius una re-surrezione globale mondiale di non violenza, che comporta anche l’ invito all’astensione economica dagli acquisti di beni e servizi dei gruppi egoisti, grandi o piccoli che siano, dal far cadere armi in movimento spegnendole, dal togliere voce agli oltranzisti di sette che vorrebbero diffondere catastrofismi, zizzania, contrapposizioni e tentazioni di dominio; Leone XIV propone cinque piste di questo impegno che deve essere quotidiano e pubblico: 1. disarmare le parole, 2. costruire la pace nella giustizia, 3. assumere lo sguardo delle vittime, 4. coltivare un sano realismo, 5. rilanciare il dialogo e il multilateralismo”. Insomma, una somma di fedeltà piccole e tenaci, strada che respinge e relega la disumanizzazione dell’egoismo e del potere.
Il Tempo, la conversione, la riflessione, le disgrazie, i fallimenti delle previsioni, le malattie e gli infortuni e gli imprevisti sono aiutanti accidentali che piegano poi molti potenti e potentati.
Maestri e Guide di tutte le religioni di buona volontà, che hanno la forza e il coraggio anche di scomunicare i loro pari che non servono il Dio della Pace ma inneggiano al loro piccolo Dio della guerra, etichettandola addirittura come santa, per un popolo o per un credo egoista e violento, questa si che sarebbe un’azione di pace, vera.
La scomunica pubblica toglie i fedeli dal calcagno di potere di finto servizio, di asservimento allo zar di turno, camuffato con i titoli attuali di re, presidente, e quant’altro si voglia epitetare.
Pensate ai fedeli d’ogni fede che lasciano i joystick bloccando il volo dei droni distruttivi, escono sul campo, da entrambe i fronti, abbandonando le postazioni e invece di combattere decidono di iniziare a giocare a pallone (come avvenne nella prima guerra mondiale), a carte (anche questo avvenne come mi raccontò mio nonno, fante della prima guerra mondiale), a scambiarsi i pasti e curarsi le ferite e sistemare case e territori distrutti; pensate i fedeli di ogni credo nelle piazze-forti di Kabul, Mosca, Pechino, Juba, Washington, Kartum, Pyonyang, Teheran, con le mamme dei militari davanti a tutti e proprio davanti le caserme dove dentro sono acquartierati i loro figli e mariti, e in tanti altri posti-chiave (come centri televisivi) per dire vogliamo solo Pace, ricostruiamo questo mondo sfasciato, rivediamo tutti i contratti, compensiamo e laddove ci fu sfruttamento annulliamo i debiti commerciali. I cittadini credenti, e spero anche non credenti ma che condividono i valori inalienabili e universali, che tolgono il potere col voto a chi mette un paese contro l’altro proseguendo secoli di egoismo reciproco.
Utopia ? No, Eutopia: dirigenti, datori di lavoro, imprenditori, perfino alcuni reali e politici onesti esistono ancora e si possono trovare perchè sono quelli che non si arrampicano nel carrierismo e nell’opportunismo.
La preghiera ad Assisi si può riproporre ma stavolta seguita dall’agire del benedettino: prima l’ora e poi il labora; basterà un invito globale del Papa nel nome del Dio-Amore o di una civiltà dell’Amore ? E Leone così dà inizio come scintilla a quella forza spirituale data da tutte le religioni, da tutti i credenti di vera e buona volontà che inizino a spegnere i fuochi di morte, riparare le rovine insieme, aspirare le macerie con l’aspirapolvere della concordia, ovunque, nello stesso momento.
Se a questo si unissero poi, in un gesto veramente gratuito, categorie oggi ampiamente emulate come musicisti e artisti in generale, sportivi di ogni disciplina, giornalisti d’ogni tipo e d’oggi mezzo, militari e loro comandanti di ogni arma, tanti economisti e molti chimici e medici d’ogni tipo e natura, e anche perchè no ingegneri e costruttori di algoritmi (perchè da ogni forma di conoscenza, e in specie sport e musica e medicina sono universali per il bene, il bello il buono di tutti, inclusa la difesa che deve proteggere tutta la terra e non per singolo confine) allora questa insurrezione di pace diventa una re-surrezione di Pace .
E la scintilla non può partire se non da guide e capi che diano esempio, diventino Maestri: il Pontefice accenda questa fiaccola e insieme agli altri rappresentanti di molte, tante, spero tutte le religioni possibili, portarla all’Ara Coeli del nuovo ordine di Pace, la città di Francesco è il minimo comune multiplo accettato dal mondo, insieme all’altra città della Pace che è Hiroshima: una pace integrale proposta dal piccolo umbro Francesco e l’ex bello pax data da Little boy; 4 ottobre e 6 agosto, due date per la pace da proporre al mondo, ai popoli, ai singoli.
A momenti così drammatici si deve rispondere con atti forti di fermezza nei valori propugnati: Preghiera e Politica (una P di vera fede nel Sacro per il bene comune), Azione Economica (la A che esprima la sana Economia per il bene-essere di ognuno), Comunione (ovvero la buona fede di ogni aderente al progetto terrestre del bene ), Entusiasmo (perchè senza adesione felice l’obiettivo diventa lontano difficile e ogni difficoltà motivo per cedere), e questo insieme, l’uno affianco l’altro perchè diventi visibile, tangibile, efficace, forte.
Non è un sogno, a me non fa sorridere l’idea, la pensano e l’hanno pensata tanti (Platone con la sua Repubblica, Tommaso Moro con il saggio Utopia, Tommaso Campanella con La Città del Sole, Francis Bacon con La Nuova Atlantide, ma bisogna che sia oggetto di diffusione ragionata, riflettuta da chi ha il cerino per accendere i falò sulle cime delle vette del richiamo mondiale ai valori, i fari sui promotori dei mari, aerostati luminosi nel cielo e luci sottomarine per accendere la Speranza intesa come Agostino indicava: quella comprendere gli ostacoli e poi far seguito con l’eliminare le difficoltà.
Si, è da organizzare come tante altre cose ed eventi che sono stati organizzati nel corso dei secoli e si sono attuati. Eventi mondiali hanno già l’organizzazione idonea, i mezzi tecnologici ci sono e anche la nuova ancella dell’artificiale intelligenza può anzi deve servire a questi fini ridiventando strumento e non idolo, dandogli il rispetto e anche la consapevolezza di essere mezzi, stavolta indirizzati al e per il Bene dell’Umanità.
L’umano riconquista così il creato per dargli una nuova Vita con lui, non per o sotto.
Poesia della convinta Speranza
Oh uomo
oh donna
oh giovani tutti
riponete la Rete nel cassetto
la Vita segue il tapirulan del Tempo
farfalle siete
leggére e libere volerete
irraggiungibili
nessuno mai vi raggiungerà
e ve ne andrete dove volete con le ali della Vostra fantasia
col desiderio di pace nel cuore che batte/ se lo vuoi sentire
colla voglia del cielo azzurro negli occhi puntinato di nuvole acquerellate/ se le vuoi vedere.
Inchiodato al suolo restan tanti a guardarti
il mondo ha i piedi pesanti della realtà
i cingolati schiacciano la terra dai germogli di primavera
natanti di metallo dal ventre atomico pieno silenziano cetacei
spariscono i pesci sotto sbiancate barriere di multicolori coralli
vogliosi di rinascere
in cielo piccole libellule di ferro e uccelli dalle piccole alette portan morte
dove si vanno a posare
riposano in pace ignari passanti come i lor cacciatori.
Dagli archivi volan fogli, lettere inchiostri
pc feriti e squarciati, fogli bruciati e dorsi
di libri poco e mai letti.
Ho un cuore di farfalla
e il mio battito può produrre tornadi e uragani
ma credici, che se molti, poi tanti, poi tutti/ insieme
voleremo, cammineremo e nuoteremo
insieme si che li bloccheremo, e loro si fermeranno
oggetti da museo per memoria resteranno
vedremo giocare il cucciolo di tigre con l’agnello
il tacchino con l’aquila/ i bambini con i vecchi.
Terra nuova e cieli nuovi
c’era una volta scritto del Libro della Speranza per alcuni
e nella Resurrezione per altri
laddove l’umano prima utopico e depresso poi spesso distopico sconfitto
Lascerà spazio e tempo nell’assoluto del perenne
all’era dell’Eutopia.
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