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Orte è una vera cittadina francescana. E vi spieghiamo perché

Gelsomino Del Guercio Trolvag, CC BY-SA 3.0

Viaggio nel comune in provincia di Viterbo che conserva un legame intensissimo con il Santo d'Assisi

Orte conserva numerose testimonianze della presenza di Francesco di Assisi, da quando, nel 1209 (quest'anno cadono gli 810 anni dell’evento), soggiornò nella cittadina in provincia di Viterbo con i suoi primi undici compagni, per quindici giorni, presso la chiesetta rupestre di San Nicolao, sulla collina verdeggiante che sovrasta Orte Scalo.

LA GUARIGIONE DI GIACOMO

Il Poverello era di ritorno da Roma, dove presso il Papa Innocenzo III aveva ottenuto per sé e per i suoi seguaci l’approvazione della Regola dell’Ordine dei Frati minori che sino ad oggi ha fatto della povertà, del servizio ai più deboli e della preghiera i fondamenti di un autentico stile di vita che riesce ad avvicinare le Creature a Dio, in ogni tempo ed in ogni condizione sociale.

Ad Orte San Francesco operò il prodigio della guarigione di un bambino di nome Giacomo, con le estremità rattrappite dalla nascita. Il Santo acconsentì alle richieste dei genitori e forse in quell’occasione ideò la costituzione dell’Ordine Francescano Secolare, rivolto ai coniugi cristiani ed ai laici desiderosi di vivere il suo ideale di fraternità universale.

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I 4 LUOGHI

I luoghi legati alla presenza di Francesco – raccontati dal quotidiano on line New Tuscia – e dei suoi seguaci sono due. La chiesa di San Nicolao, prima sede conventuale dei suoi seguaci, dove il santo di Assisi apprezzò una purissima fonte d’acqua e pregò di fronte ad un crocifisso, conservatosi sul luogo sino al 1600.

Il secondo luogo è San Lorenzo, dove visse la prima fraternità di seguaci con il beato Teobaldo.

Poi c'è l’Ospedale dei Pellegrini in località Scappia in Orte Scalo, dal XIII secolo ospitava ed assisteva i pellegrini diretti a Roma.

La chiesa di San Francesco e l’ex convento nel centro storico con il pregevole chiostro ed il convento di San Bernardino, nel 1463 ampliato per il lascito dell’organo Domenico Santi.

LA TAVOLA

Nel Museo diocesano di Arte Sacra di Orte viene conservata la tavola di S. Francesco, presso la chiesa romanica di S. Silvestro, impreziosita dall’elegante campanile. Fra le tavole a fondo oro raccolte nel Museo, costituisce un rarissimo esemplare di ritratto verosimile del Santo nell’immediatezza della sua morte, è risalente all’ultimo quarto del secolo XIII ed era ospitata nella chiesa omonima.

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LA CHIESA DI SANT'ANTONIO

La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio è l’ultima testimonianza francescana di Orte realizzata dal 1934 al 1954 da P. Geremia Subiaco e dalla popolazione di Orte Scalo, a servizio della comunità sorta negli anni attorno alla stazione ferroviaria.

Proprio Padre Geremia Subiaco, primo parroco di Orte Scalo diffuse tra i fedeli, oltre alle altre associazioni parrocchiali, i valori del laicato francescano promuovendo il Terzo Ordine, allora si definiva così, già attivo sin dal 1400 ad Orte con la predicazione di San Bernardino da Siena, a cui fu intitolato il Convento sorto sul colle donato dagli ortani.

IL TERZ'ORDINE

Oggi il Terz'Ordine ospita la terza e quarta generazione di francescani laici di Orte con il ministro Costantino Parolisi ed il Direttivo composto da Sandro Sciascia, Anna Rita Cingolani, Bruna Carlini e Giuliana De Santis, e vede molti uomini e donne che sperimentano l’ideale del santo patrono d’Italia e dell’Ecologia, con un proprio assistente spirituale, nonostante la parrocchia di Orte Scalo non sia più servita dai francescani del Primo Ordine (il secondo e’ quello delle Clarisse).

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