Le visite dei pontefici
Storia, simbologia ed evoluzione
Dopo la conversione, Francesco non indossò subito il saio che tutti conosciamo.
Inizialmente adottò lo stile degli eremiti del tempo: bastone, sandali e una cintura di cuoio. La svolta arrivò ascoltando il Vangelo sulla missione degli apostoli: sentendo che i discepoli non dovevano possedere né oro, né calzari, né bastone, Francesco ebbe un’illuminazione. «Questo voglio, questo chiedo!» esclamò, e in un istante lanciò via sandali e bastone, sostituendo il cuoio con una semplice corda annodata. Quello che scelse fu un abito "di rottura". Spogliatosi dei panni lussuosi del padre davanti al Vescovo Guido, scelse il sagum, il camicione grezzo dei contadini romani da cui derivano i termini "sacco" e "saio". Era una veste povera, tagliata a forma di Tau, per trasformare il proprio corpo in un’immagine vivente della Croce. Ancora oggi, ad Assisi, è custodita la sua tunica originale: un "puzzle" di stoffa logora che presenta ben 31 rattoppi. Secondo l’ipotesi della studiosa Mechthild Flury-Lemberg, a cucire quei rammendi con pezzi del proprio mantello fu proprio Santa Chiara, lasciandoci una prova tangibile del legame spirituale e dell'affetto che univa i due santi. Nel 1220 con la bolla Cum secundum, l'abito fu ufficializzato da Onorio III. Le regole erano rigorose: la lana doveva essere economica e di colori naturali, definiti "cinerini" (grigi) o "bigi". Si evitava il bianco candido e il nero assoluto per non cadere nella ricercatezza.
Il dibattito sul colore dell’abito è stato per secoli un mix di fedeltà e necessità pratiche:
Grazie per aver letto questo articolo. Per rimanere sempre aggiornato puoi iscriverti alla nostra newsletter cliccando qui
Cari amici la rivista San Francesco e il sito sanfrancesco.org sono da sempre il megafono dei messaggi di Francesco, la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte.
Solo grazie al vostro sostegno e alla vostra vicinanza riusciremo ad essere il vostro punto di riferimento. Un piccolo gesto che per noi vale tanto, basta anche 1 solo euro. DONA