francescanesimo

Il "monaco santo", il missionario, la clarissa: ecco chi sono i 3 futuri beati francescani

Gelsomino Del Guercio
Pubblicato il 12-04-2019

Diventano venerabili Fra Raffaele da Sant'Elia a Pianisi, Padre Damiano da Bozzano e suor Consolata Betrone

Nei giorni scorsi Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare i Decreti riguardanti tre nuovi venerabili francescani. Per loro si aprono ora le porte della beatificazione.

FRA RAFFAELE

Il Papa ha decretato le virtù eroiche del Servo di Dio Raffaele da Sant’Elia a Pianisi (al secolo: Domenico Petruccelli), Sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato a Sant’Elia a Pianisi (Campobasso) il 14 dicembre 1816 e ivi morto il 6 gennaio 1901.


Le straordinarie virtù di fra Raffaele emergono nel 1857, quando giunge a Campobasso ed inizia a prestare il suo ministero presso la chiesa della Madonna della Libera. È il momento di una particolare intensità della sua vita religiosa ed eucaristica. In questi anni cominciano le prime manifestazioni di fatti straordinari: alcuni confratelli lo vedono elevarsi in estasi, parlare con la Vergine “a voce alta e con confidenza di figlio”.

IL RITORNO A CASA

Nel 1865 torna al convento del suo paese natale e qui rimarrà per circa venti anni. Per tutti padre Raffaele è il “monaco santo“. Sono anni duri, per le conseguenze della legge di soppressione del 7 luglio 1866 che mira alla confisca del patrimonio ecclesiastico. A Padre Raffaele viene concesso di rimanere in convento, unico caso della provincia monastica.

Nel 1866 viene trasferito a Morcone, dove ricopre l’incarico di padre spirituale dei novizi. Il 18 settembre 1900, accolto da una incredibile devozione popolare, torna a Sant’Elia a Pianisi in umiltà. Dalla metà di dicembre, data l’età, non è più in grado di celebrare la Santa Messa. La sera dell’Epifania del 6 gennaio 1901, era sereno e nulla faceva presagire la sua fine che giunse, inaspettata dagli altri, ma tanto attesa ​ e desiderata dal santo religioso tra le 20,30 e le 22,00 proprio a conclusione di quel giorno festivo.


PADRE DAMIANO

Il secondo futuro beato francescano è il Servo di Dio Damiano da Bozzano (al secolo: Pio Giannotti), Sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato a Bozzano (Lucca) il 5 novembre 1898 e morto a Recife (Brasile) il 31 maggio 1997.

Padre Damiano ha trascorso gran parte della sua vita come missionario in quella terra, di cui ha evangelizzato più di cinque stati, facendosi molto amare e diventando assai popolare. Con la sua figura umile e dimessa di uomo di Dio, è stato un frate cappuccino capace di calamitare le masse, scrive Il Tirreno , operare conversioni e miracoli, resistere ad un clima torrido e ad un duro apostolato giornaliero, intervallando ore e ore di confessionale ad una predicazione travolgente.

TRE GIORNI DI LUTTO NAZIONALE

Per avere un’idea dell’enorme successo e popolarità del frate basta pensare che, alla notizia della morte, il presidente del Brasile ha indetto tre giorni di lutto in tutto il Paese e dopo che salma è rimasta esposta al pubblico per tre giorni, i funerali sono stati celebrati campo sportivo di Recife per poter accogliere la grande folla accorsa. Il Brasile inoltre ha dedicato al Frate, tra l’altro, una statua di oltre 36 metri».

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Papa Francesco ha decretato, infine, le virtù eroiche della Serva di Dio Consolata Betrone (al secolo: Pierina Lorenzina Giovanna), Monaca delle Clarisse Cappuccine; nata a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il 6 aprile 1903 e morta a Moriondo (Torino) il 18 luglio 1946.

L'8 febbraio 1995 è stata aperta ufficialmente la fase diocesana del processo per la beatificazione, che si è conclusa positivamente il 23 aprile 1999. La documentazione è stata al vaglio della Congregazione per le Cause dei Santi prima del decreto del ​ pontefice.


LA VERGINITA' SPIRITUALE

Il suo padre spirituale Lorenzo Sales scrisse la spiritualità di suor Consolata Betrone che racchiude, virtù straordinarie. Ed in particolare: "l''atto incessante d’amore “Gesù, Maria, vi amo, salvate anime”; "la Verginità della lingua dicendo solo quello che è vero, necessario e utile"; "la Verginità della mente per non supporre niente che potrebbe disturbarmi inutilmente"; "la Verginità di cuore per non occuparmi di quello che manca di rispetto o di discrezione".

E ancora: "la Lotta contro i ripiegamenti dell’anima su se stessa per accettare quello che mi capita di negativo a causa degli altri o delle circostanze", "Il “sì” a tutti con il sorriso vedendo e trattando Gesù in tutti"; "Il “sì” col ringraziamento a tutto quanto Dio vuole e dispone".


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