francescanesimo

Il 'miracolo della lingua': guarigione per intercessione di san Francesco

Gelsomino Del Guercio Basilica San Francesco Assisi / Giotto

Dal Trattato dei Miracoli, come il santo di Assisi avrebbe guarito la lingua di un bambino muto a Città della Pieve

Tra i miracoli attribuiti a San Francesco c’è quello della “lingua” a Città della Pieve (Perugia). Non è una guarigione come le altre, ma una vera e propria ricomposizione di un organo, in questo caso la lingua. A parlarne è il “Trattato dei Miracoli”.

LA LINGUA CORTA
A Città della Pieve viveva un povero fanciullo completamente sordo e muto dalla nascita. Egli aveva la lingua tanto corta, che quanti l'avevano esaminata l'avevano trovata come tronca. Un uomo, di nome Marco, I'accolse in casa sua per amor di Dio. Il poveretto vedendosi accolto amorevolmente, cominciò a dimorare stabilmente con lui.

L’INVOCAZIONE DI FRANCESCO
Una sera, quell'uomo, mentre cenava con la moglie, presente il fanciullo, disse alla donna: "Io reputerei un grandissimo miracolo, se il beato Francesco restituisse a costui l'udito e la parola". E aggiunse: "Faccio voto a Dio, che se san Francesco si degnerà di operarlo, io manterrò a mie spese questo fanciullo, finché vivrà".



“VIVA SAN FRANCESCO”
D'un tratto la lingua crebbe ed il fanciullo parlò, dicendo: "Viva san Francesco che vedo posto in alto e che mi ha donato la parola e l'udito. Che cosa ormai dirò alla gente?". Il suo benefattore gli rispose: "Loderai Iddio e salverai molti uomini". Gli uomini di quel paese, che lo avevano conosciuto come era prlma, furono ripieni di grandissima meraviglia.

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LA GUARIGIONE DELLA DONNA PUGLIESE
Un episodio simile di guarigione è attestato anche in Puglia. Una donna, da tempo aveva perduto l'uso della lingua e non aveva più il respiro libero. Ad essa, mentre di notte stava dormendo, apparve la Vergine Maria, che le disse: "Se vuoi guarire, va' in pellegrinaggio alla chiesa di san Francesco presso Venosa (cittadina in provincia di Potenza) e vi ricupererai la desiderata salute!".

Si alzò la donna e non riuscendo ne a respirare né a parlare, accennava ai familiari di volersi recare a Venosa. I familiari acconsentirono e si incamminarono con lei verso quel luogo. Entrò dunque la donna nella chiesa di san Francesco, e mentre con l'animo commosso domandava la grazia, d'un tratto vomitò fuori un nodo di carne, e venne risanata tra l'ammirazione dei presenti.

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