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I 4 'miracoli dell’acqua' compiuti da San Francesco

Gelsomino Del Guercio Wikimedia
Pubblicato il 27-02-2021

Nelle Fonti Francescane si riporta 'il potere' che Francesco 'ebbe sulle creature sensibili'

I prodigi riportati nel Trattato dei Miracoli di Tommaso da Celano, attestano che il santo di Assisi ha saputo “condizionare” l’acqua in almeno quattro casi. Questi episodi hanno avuto effetti positivi sia per Francesco che per molte altre persone.

IL PRIMO MIRACOLO
Il “primo miracolo dell’acqua” riguarda la salita di Francesco ad un eremo. Il santo era debole e ottenne da un povero uomo un asino da cavalcare. Insieme si avviarono verso la meta. Siccome era estate, la strada era aspra e lunga, l’uomo iniziò ad avvertire una forte sete. Si mise a supplicare Francesco, dicendo che sarebbe morto se non avesse bevuto qualche sorso d'acqua.

LA PREGHIERA DI FRANCESCO
Francesco senza indugio discese dall'asino e, si legge nelle Fonti Francescane, «piegate a terra le ginocchia, alzò le palme verso il cielo, non cessando di pregare, finché si sentì esaudito. "Affrettati, disse al contadino, e troverai acqua viva, che in questo istante Cristo misericordioso ha fatto sgorgare dalla pietra"».

UNA ROCCIA DA CUI NON ERA MAI SGORGATA ACQUA
Dalla roccia iniziò a sgorgare acqua e il contadino si dissetò. «Polla d'acqua in quel luogo non c'era mai stata, né in seguito si è mai potuta ritrovare, come dimostrano le ricerche diligentemente fatte», scrivono le Fonti.

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IL SECONDO MIRACOLO
Gagliano è un paese popoloso e illustre in diocesi di Sulmona. Qui viveva Maria, una devota di Francesco, malata agli occhi. In piena estate, un giorno salì su un monte, e dimenticò l’acqua. La donna si sentì male perchè aveva bisogno di bere.
«Non potendo ormai far nulla e giacendo per terra esaurita, cominciò a invocare il suo patrono san Francesco. Affaticata si assopì», raccontano le Fonti Francescane.

Gagliano Aterno - Wikimedia

“ALZATI E BEVI L’ACQUA CHE VIENE OFFERTA DA DIO”
Fu in quel momento che avvenne il prodigio. Sopraggiunse san Francesco, che la chiamò: "Alzati e bevi l'acqua che a te e a molti altri viene offerta quale dono di Dio". La donna sentì più volte quella voce prima di alzarsi. «E afferrando una felce vicina la estrasse dal terreno - affermano le Fonti Francescane - Avendo allora scorto che la sua radice era tutta intrisa d'acqua, con le dita e con un piccolo ramoscello cominciò a scavare tutt'attorno. Subito la fossa si riempì d'acqua e la piccola goccia crebbe fino a divenire fonte».

NUMEROSE GUARIGIONI MIRACOLOSE
La donna oltre che dissetarsi, mise l’acqua sugli occhi che guarirono dalla malattia di cui soffriva. Francesco intanto sparì. La donna quando tornò in paese, raccontò il prodigio, che si diffuse rapidamente anche nei paesi vicini. «Accorsero da ogni parte molti colpiti da varie malattie che (..) vennero qui liberati dalle loro infermità. Infatti i ciechi riaquistarono la vista, gli zoppi ripresero a camminare, anche gli obesi divennero più snelli, e ad ogni infermità viene offerto il giusto rimedio». Ancora oggi esiste questa sorgente.

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IL TERZO MIRACOLO
Il prodigio avvenne quando Francesco era all'eremo di Sant'Urbano, in provincia di Macerata. Francesco era molto malato. Aveva le labbra aride, e domandò un po' di vino. I frati gli risposero che non ce n'era.

L’ACQUA IN VINO
Francesco allora chiese che gli portassero dell'acqua e quando gliela ebbero portata la benedì con un segno di croce. Subito l'acqua perse il proprio sapore, e ne acquistò un altro. Ebbene sì, spiegano le Fonti Francescane: quell’acqua diventò ottimo vino ed ebbe un effetto curativo nei confronti del santo, che subito si sentì meglio.

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QUARTO MIRACOLO
Nella provincia di Rieti era scoppiata una pestilenza molto grave che contagiava i bovini, tanto che solo qualche bue poteva sopravvivere. «A un uomo timorato di Dio - si legge nel Trattato dei Miracoli - di notte attraverso un sogno venne fatto sapere di recarsi con sollecitudine ad un eremo di frati per prendere l'acqua con cui si lavavano le mani e i piedi del beato Francesco, che allora là si trovava, per aspergere con essa tutti i bovini».

LA SCOMPARSA DELLA PESTE
La mattina seguente quell’uomo si recò all’eremo e i frati gli diedero l’acqua, all'insaputa del Santo. «Da quel momento cessò per grazia di Dio il pestilenziale contagio, né più riapparve in quella zona».

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