francescanesimo

Guarigioni miracolose avvenute con oggetti toccati da San Francesco

Gelsomino Del Guercio Basilica San Francesco Assisi / Giotto

Dalla corda alla tonaca: le Fonti documentano dettagliatamente prodigi inspiegabili

Tra i miracoli attribuiti a San Francesco ci sono episodi che possiamo definire “indiretti”. Cioè avvenuti quando il santo era in vita, ma non era presente nel luogo del prodigio. Le persone che hanno beneficiato dell’intercessione di Francesco, lo hanno fatto tramite oggetti da lui toccati o indossati.

LA TONACA TAGLIUZZATA
Le Fonti Francescane raccontano l’arrivo del santo ad Ascoli Piceno. «I fedeli - si legge - gli portavano pani da benedire e li conservavano a lungo, perché cibandosene guarivano dalle più diverse malattie. Sovente, spinti dalla grande fede, gli tagliuzzavano perfino la tonaca, per tenersene devotamente qualche parte, così che a volte il santo uomo restava quasi spoglio. E cosa più mirabile, qualche oggetto toccato dalla sua mano risanava gli infermi».



LA DONNA INCINTA SOSPESA TRA LA VITA E LA MORTE
In un piccolo villaggio nei pressi di Arezzo è riportato, in modo dettagliato, uno di questi miracoli. A riceverlo fu una donna incinta.
«Al momento del parto fu assalita da spasimi tremendi rimanendo per molti giorni sospesa tra la vita e la morte. I vicini e i parenti, avendo saputo che sarebbe passato di lì san Francesco per recarsi in un eremo, lo attendevano con ansia; ma mentre essi l'aspettavano, egli si era incamminato su un'altra strada a cavallo, perché era debole e ammalato. Giunto alla mèta, fece ricondurre il cavallo a chi glielo aveva imprestato per carità da frate Pietro».

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LA BRIGLIA MIRACOLOSA
Quando frate Pietro passò proprio per la via dov'era la casa della donna sofferente. Gli abitanti, appena lo videro, gli corsero incontro, credendolo san Francesco. Quando s'accorsero che non era lui, rimasero grandemente delusi, ma poi presero a domandarsi a vicenda se si poteva trovare qualche oggetto che il Santo avesse toccato. Alla fine trovarono le redini che egli stesso aveva tenuto in mano cavalcando. Estrassero allora il morso dalla bocca del cavallo, ne applicarono la briglia sul corpo dell'inferma, la quale, scomparso d'incanto ogni pericolo, partorì felicemente.

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LA CORDA ADOPERATA DA FRANCESCO
Un altro prodigio ben documentato è avvenuto a Gualfreduccio, un uomo di Città della Pieve, che era in possesso di una corda, di cui una volta si era servito san Francesco per cingersi i fianchi.
«Capitò che parecchi abitanti di quella contrada, uomini e donne, fossero colpiti da varie infermità e febbri, e Gualfreduccio andava nelle loro case, e dava da bere agli ammalati dell'acqua in cui aveva immerso quella corda o qualche sfilacciatura di essa, e tutti recuperavano la salute nel nome di Cristo».

Concludono così’ le Fonti: «Questi sono un saggio dei miracoli che accadevano in assenza del beato padre; ma ne avvenivano assai più numerosi, che non basterebbe neppure un lungo discorso a narrarli tutti. Di quelli poi che Dio operò con la sua presenza ne riferiremo qualcuno in quest'opera».

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