fede

Teresa di Calcutta: una vita da Madre. Il racconto di quando venne ad Assisi

Enzo Fortunato

Qui, quasi in fondo alla piazza, c’era anche Madre Teresa. Era arrivata e si era messa lì, negli ultimi posti

Dove è carità e sapienza,

ivi non è timore né ignoranza.

Dove è pazienza e umiltà,

ivi non è ira né turbamento.

Dove è povertà con letizia,

ivi non è cupidigia né avarizia.

Dove è quiete e meditazione,

ivi non è affanno né dissipazione.

Dove è il timore del Signore a custodire la sua casa,

ivi il nemico non può trovare via d’entrata.

Dove è misericordia e discrezione,

ivi non è superfluità né durezza.

Francesco d’Assisi, Ammonizioni, XXVII, FF 177


Faceva freddo nel pomeriggio di quel giorno indimenticabile – il 27 ottobre 1986 – nella piazza inferiore di San Francesco, proprio davanti alla Basilica. È lì che si stava consumando l’ultimo capitolo della giornata di preghiera per la pace nel mondo. Sul palco, con Giovanni Paolo II, i rappresentanti delle principali religioni della Terra, a chiudere una giornata scandita dal pellegrinaggio, dal digiuno e dalla preghiera, valori comuni a tutte le grandi confessioni. Trentamila persone erano giunte a Santa Maria degli Angeli e ad Assisi da ogni parte d’Italia per unirsi nella preghiera. Oltre un miliardo di persone stava seguendo l’incontro in televisione, trasmesso in diretta da trentasei Paesi. Complessivamente c’erano ottocento giornalisti a coprire l’evento.

Ad assistere al momento conclusivo della giornata, aperto dalle parole di Giovanni Paolo II – «Cercheremo di essere operatori di pace nel pensiero e nell’azione, con la mente e col cuore rivolti all’unità della famiglia umana» –, c’erano circa duecento invitati speciali, uomini e donne, che avevano preso posto nella parte della piazza più lontanadal palco, dove si trovavano il Papa e i massimi esponenti delle altre religioni.

Qui, quasi in fondo alla piazza, c’era anche Madre Teresa di Calcutta. Era arrivata e si era messa lì, negli ultimi posti. Il cerimoniere si accorse subito della sua presenza – anche perché tutti cominciarono a voltarsi verso la Beata – e la fece accomodare più avanti. Era vestita con la sua tonaca, leggera, troppo leggera per il freddo di quel giorno.


Due fratelli del Sacro Convento, padre Vladimiro Penev, decano della nostra comunità con i suoi 87 anni, e padre Massimiliano Mizzi, che per anni ha coordinato il dialogo interreligioso ad Assisi, si accorsero che Madre Teresa era infreddolita, stava quasi tremando. Così l’accompagnarono in una sala all’interno del convento, la coprirono con una coperta, le offrirono una tazza di tè caldo, con qualche biscottino. Madre Teresa si riprese e cominciò a scambiare alcune parole con i fratelli.

Questo episodio, inedito, mi fa venire in mente, per come si è svolto, la citazione evangelica: «I primi saranno ultimi, gli ultimi saranno i primi».

Madre Teresa era molto devota a san Francesco. A lui dedicò questa preghiera

Rivolgiamo la nostra preghiera a Francesco d’Assisi, 

lui che seguì alla lettera gli insegnamenti del Padre.

Ci insegnerà ad amare ci insegnerà a capire

ci darà coraggio di condividere.

Condividere è l’espressione di un grande amore,

Francesco ci insegnerà a donare

sino alla sofferenza

con letizia estrema!


Tratto da "Vado da Francesco" di Enzo Fortunato, Mondadori

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