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Inaugurata al MAXXI la mostra per i 100 anni della Rivista San Francesco

Antonio Tarallo Francesco Cito

Cento anni di comunicazione e cultura francescana

San Francesco è tornato a Roma. Ad ospitarlo, il polo museale di arte contemporanea del MAXXI di Roma. Un grande evento, quello di Francesco ieri e oggi. Cento anni di comunicazione e cultura francescana. Questo, il titolo della mostra curata da Andrea Cova, organizzata dalla rivista del Sacro Convento per i cento anni dalla prima pubblicazione del mensile francescano. Inaugurazione d’eccezione che ha visto la presenza di: Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI; fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi; il cardinal Mauro Gambetti, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, e padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco, patrono d’Italia.

I saluti sono stati affidati a Giovanna Melandri che ha sottolineato il bel traguardo della testata: “I cento anni di questa rivista sono il segno di una forza, di una predicazione, di una testimonianza francescana che ha attraversato i secoli e che tocca in profondità tutti noi: le nostre contraddizioni, le nostre angosce, le nostre fragilità le nostre ricchezze interiori in contesti che sono cambiati storicamente ma questa predicazione è luminosa da sempre”. Oltre ai saluti dei vari fotografi che hanno dato vita alla mostra ha sottolineato la coincidenza con l’esposizione delle fotografie del maestro Salgado dedicata all'Amazzonia: “ Se il mito biblico ci parla di una cacciata dal giardino, questa mostra ci fa capire che questo giardino è ancora fra noi, e noi siamo tutti custodi di questo polmone verde del mondo e soprattutto dei suoi abitanti”.

Il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, ha concentrato l’attenzione del suo intervento sul dialogo tra presente e passato: “La mostra “Francesco ieri e oggi” ci dice che si può costruire sulla storia del Francesco di ieri. Si può costruire l’oggi con uno sguardo nuovo”. Il fotografo riesce a cogliere delle impressioni che normalmente non possiamo cogliere, e ci da la possibilità di entrare in un elemento, in uno spazio, in una considerazione che magari non è del tutto ovvia. Lo stesso Francesco lo leggiamo in tanti modi diversi - nella storia quante letture diverse di Francesco sono state fatte, già a partire dagli inizi abbiamo molteplici vite di Francesco che ci raccontano dettagli diversi sotto angolature diverse. Ed è anche per noi una sfida tentare la ricerca del vero Francesco. Ma non ci riusciremo mai in maniera precisa perché ciascuno ha il suo angolo di visuale. Questa mostra ci aiuta a “leggere il passato con gli occhi di oggi”, conclude.

Il Cardinal Mauro Gambetti, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, elogiando il lavoro del direttore della rivista, padre Enzo Fortunato, ha messo in risalto “la creatività della mostra che ha il merito di congiungere la continuità che il passato trova nel nostro presente, grazie alla capacità di alcuni di cogliere alcune narrazioni di quei valori che sono perenni. Per questo, è senza tempo anche la vicenda di Francesco perchè quello che ha vissuto lui lo viviamo anche noi magari modulato diversamente. Ma al cuore di ciascuno ci sono le stesse aspirazioni gli stessi desideri di pace, di bellezza, di pienezza di vita, di amicizia”. Il direttore della rivista, padre Enzo Fortunato, ha dichiarato: “La cosa più bella di questi anni è la nostra squadra. E’ un lavoro di grande squadra. Siamo arrivati a 120mila copie, per esempio, per il calendario. La rivista, inoltre, va anche nelle scuole, nelle sedi culturali. Diciamo pure c’è un grande motore dietro alla nostra rivista che vuole portare un messaggio che non vuole essere di reclutamento, ma di capacità di suscitare delle domande. E’ lo stesso Gesù nel Vangelo a suscitare delle domande. Il Signore suscita sempre nel cuore dell'uomo delle domande. E, allora, noi continuiamo in questa direzione. porre domande al lettore, e oggi porre domande a chi visiterà questa mostra”.

E, parlando della mostra, in particolare, continua: “I dodici fotografi sono una squadra. Pensavamo che fosse impossibile riunirli e farci donare per ognuno una fotografia. Abbiamo detto proviamo. La risposta è stata bella e direi fedele. Un grande valore, oggi, è la fedeltà. la fedeltà crea fiducia, abbraccio, entusiasmo, ottimismo. Oggi Francesco è anche questo è fedeltà a Cristo e anche all’uomo”. Ha concluso la presentazione, il fotografo Francesco Cito: “Non è facile sintetizzare tutta una storia in una fotografia. Ho iniziato il mio rapporto con i francescani non in italia, ma in Terra Santa. Attraverso i francescani ho conosciuto i luoghi della Terra Santa, intesi come la religione che ci appartiene ma anche come realtà di quel contesto, di quella popolazione. Mi sono rimasti sempre cari, i francescani. Anche perché i francescani siamo tutti noi, ci appartengono, sono come noi, vivono la nostra vita”.

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