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A Guterres la Lampada della Pace 2021: 'Instancabile mediazione politica'

Redazione Mauro Berti

I frati del Sacro Convento di Assisi hanno consegnato via web al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, la “Lampada della Pace”. La cerimonia, in diretta streaming sul sito sanfrancesco.org, si è tenuta questa mattina alle 12.45 nella chiesa superiore della Basilica di San Francesco a margine della registrazione del 36° Concerto di Natale che verrà trasmesso da Rai Cultura su Rai1 sabato 25 dicembre alle 12.30 in eurovisione dopo il messaggio Urbi et Orbi del Santo Padre.

Il Segretario è stato in contatto con persone risultate positive al Covid-19 all'inizio di questa settimana e come misura precauzionale, in accordo con il medico, ha deciso di partecipare in streaming alla cerimonia. Pertanto, il Segretario ONU e Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania hanno partecipato in collegamento remoto con Assisi. A ritirare fisicamente la Lampada della Pace a nome di António Guterres è stato il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, a consegnarla a nome del Re di Giordania l’incaricato d’Affari dell’Ambasciata del Regno Hashemita dì Giordania presso la Repubblica Italiana, Ambasciatore Mohammad Al Shabbar.

All’evento, aperto dal saluto del Custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, hanno partecipato, tra gli altri: il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in rappresentanza del Governo italiano e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti.

La Lampada della Pace è stata conferita al Segretario Generale delle Nazioni Unite “per la sua instancabile opera di mediazione politica nella complessità del nostro mondo alle prese con tante conflittualità, guerre, ingiustizie e degrado degli esseri umani e del creato; un impegno profuso con uno stile dialogico e cordiale, uno stile di umanesimo fraterno. Nel processo di trasformazione reso oggi ancor più necessario, l’ONU ha un ruolo decisivo come laboratorio di pace: è infatti urgente ripensare il futuro della nostra casa comune e del nostro comune progetto”. Per l’occasione i frati hanno anche donato al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e a Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania un’opera in legno d’ulivo “Il Passo di Francesco” dell’artista umbro Giulio Valerio Cerbella.

Il concerto è stato diretto dal Maestro William Eddins con la partecipazione di uno dei violoncellisti più noti al mondo, HAUSER, e il tenore Roberto Alagna. Ad accompagnare gli artisti l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il coro "I piccoli musici" guidato dal maestro Mario Mora.

 

Il riconoscimento, nelle ultime edizioni era stato assegnato al Presidente delle Repubblica Colombiana, Juan Manuel Santos, "per lo sforzo tenuto nei processi di riconciliazione con le Farc"; alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel che "nella sua Germania e in Europa, si è distinta nell'opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli"; al Re di Giordania, Abdullah II, per “la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse e l'accoglienza dei rifugiati"; al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, per “impegno indirizzato a prevenire le forme di odio, sopruso ed egoismo che minacciano la sicurezza e la pacifica convivenza e per la promozione di una società più libera, giusta e fraterna, che consenta l’integrale sviluppo umano di ogni persona”.

Il Concerto di Natale è promosso dal Sacro Convento di Assisi, dalla Rai e da Intesa Sanpaolo, con il contributo di Ferrovie dello Stato Italiane impegnata a sostenere la cultura per la ripartenza del Paese. Gli addobbi floreali sono offerti dal comune di Viareggio.

ESTRATTO DEI DISCORSI  DI FRA MARCO MORONI, DEL SEGRETARIO GUTERRES E DEL RE ABDULLAH II DA CONFRONTARE CON IL TESTO UFFICIALE

Fra Marco: Abbiamo riconosciuto in Lei, Signor António Guterres, Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, i tratti distintivi di chi ha vissuto una lunga attività politica come vocazione a servizio del bene comune. Per questo motivo abbiamo deciso di consegnarle, in questa occasione, la lampada della pace, già conferita in passato a Sua Maestà Abdallah II, Re di Giordania, che saluto cordialmente, e ad altre personalità particolarmente attive nella ricerca e nella promozione della pace. (...) Signor Guterres, la motivazione che in particolare ci ha spinto a questo riconoscimento è la Sua instancabile opera di mediazione politica nella complessità del nostro mondo; un impegno profuso con uno stile dialogico e cordiale, uno stile di umanesimo fraterno, come lo chiamiamo noi frati del Sacro Convento. (...) Proprio l’umanesimo fraterno vorremmo testimoniare da Assisi, annunciare, proporre e promuovere, alla sequela di Gesù e a servizio dei fratelli, nello stile di frate Francesco, anche vivendo una fraternità interculturale: siamo qui 56 frati provenienti da 21 paesi del mondo, una piccola ONU francescana. (Qui il discorso integrale da confrontare con quello effettivamente pronunciato)

Re Abdullah II di Giordania: La Lampada della Pace è un’onorificenza con un valore speciale.  Coloro che hanno l’onore di riceverla, sono invitati a consegnarla. Questo momento è esso stesso un atto di pace, rappresenta il legame che unisce gli uomini della terra, esalta uno dei principi più generosi che le nostre fedi religiose condividono e ci trasmettono: “è nel dare che riceviamo”. È quindi con grande spirito di umiltà che mi accingo a consegnare la Lampada della Pace ad un uomo che ha dedicato la propria vita a servire gli altri, una persona che mi pregio di chiamare amico- il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres. (...)

Con determinazione il Segretario Generale ha reiterato il suo costante appello al mondo ad andare avanti e rendere concreti e durevoli i valori che noi tutti condividiamo: pace, giustizia, misericordia e rispetto reciproco. Ancora prima di essere Segretario Generale delle Nazioni Unite, si è battuto con tenacia per affermare questi valori nella sua città natale, Lisbona, nel suo paese, il Portogallo, nell’Unione Europea e nel mondo.  Come Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha lavorato incessantemente per affrontare le nascenti crisi umanitarie mondiali, impegnandosi in prima persona con comprensione ed empatia. Posso testimoniare personalmente, quanto si sia speso, non solo a favore dei rifugiati, ma anche per premiare i tremendi sacrifici delle popolazioni dei paesi ospitanti come la Giordania.

Quando è stato eletto Segretario Generale alle Nazioni Unite, ha operato con la profonda convinzione che l’impegno comune per contrastare le criticità globali è fondamentale. E ci ha messo in guardia contro le minacce all’unità dei popoli – l’ignoranza, l’odio e la polarizzazione.  È certamente un vero mediatore di pace. Nella mia regione, il Medio Oriente, il Segretario Generale ha sostenuto con forza le risoluzioni politiche dei conflitti, come la soluzione dei due Stati per il conflitto palestinese-israeliano – unico modo per garantire pace e sicurezza ad entrambe le parti. (...)

I popoli della terra sono stati fortunati due volte con lui: in primo luogo, perché hanno un Segretario Generale delle Nazioni Unite dotato di una saggia visione del mondo ed empatia e, in secondo luogo, perché hanno al proprio fianco un eccezionale difensore dei valori che devono unire gli uomini. Sono fiero di consegnare la Lampada della Pace ad un uomo ed un amico straordinario.(Qui il discorso integrale da confrontare con quello effettivamente pronunciato)


Guterres: La pace rimane la nostra stella cometa e il nostro più prezioso obiettivo. Ci troviamo oggi in questo luogo uniti dal comune desiderio di perseguire la pace. Ci troviamo oggi in questo luogo uniti dal comune desiderio di perseguire la pace. Voglio ringraziare Re Abd Allāh per il suo contributo alla promozione della pace su scala mondiale, elargito attraverso un forte sostegno alle soluzioni internazionali, alla solidarietà, al dialogo e ai diritti umani. Ed esprimo la mia gratitudine a Padre Moroni, al Cardinal Basetti e all'intera comunità francescana, che opera in tutto il mondo nel nome della pace. Mi sento particolarmente legato ai francescani. (...) In quanto persona di fede, con un profondo rispetto e apprezzamento per la missione di San Francesco, questo premio e questa cerimonia significano molto per me. (...) Ho intenzione di utilizzare il mio secondo mandato per portare avanti iniziative di pace, intervenendo come mediatore per costruire ponti e portare un messaggio di speranza. (...) San Francesco d'Assisi era un autentico visionario, la cui idea olistica di pace continua a essere valida oggi quanto lo era ai suoi tempi, ottocento anni fa. Il Santo patrono dell'ecologia ha molto da insegnarci a proposito della riconciliazione dell'uomo con la natura. (...)  La guerra che abbiamo dichiarato alla natura sta mettendo in pericolo la vita umana sulla terra, oltre che la vita di molte altre specie animali e vegetali. (...) L'azione per il clima rafforza la pace. (...) È questa la strada per il futuro. (...) San Francesco l'aveva capito: esiste un profondo nesso tra una vita vissuta in armonia con l'ambiente e la pace tra gli uomini. Eccellenze, cari fratelli e sorelle, San Francesco ha precorso i tempi, anche perché ha compreso il legame esistente tra giustizia economica, umiltà e pace.

(...) Un virus microscopico ha messo in ginocchio l'intero pianeta. Dopo due anni, siamo forse riusciti a vincere la battaglia contro il COVID-19, ma non per questo possiamo pensarci al sicuro. La pandemia ha approfittato delle enormi disparità presenti sul pianeta. Gli squilibri economici le hanno consentito di diffondersi a macchia d'olio nei paesi e tra le comunità più povere. Le disuguaglianze nell'accesso ai vaccini hanno permesso al virus di continuare a mutare. (...) Non è un caso che questo stato di disuguaglianza sia accompagnato da rigurgiti di razzismo, estremismo e nazionalismo. (...) Giovani e bambini, la società civile, singole città e comunità si stanno alleando per chiedere il rispetto dei diritti umani, un'azione per il clima, la pace. San Francesco aveva capito che la pace è strettamente legata a un sentimento di umiltà e di compassione per il prossimo. (...) la qualità forse più straordinaria della visione di pace di San Francesco è la sua inclusività. (...) In una società che è sempre più multietnica, multireligiosa e multiculturale, dobbiamo investire di più nell'inclusività. (...) Dobbiamo imparare a rispettarci gli uni gli altri e a volerci bene. (...)  Dobbiamo avere il coraggio di scegliere la pace. Perché la pace non è accettazione passiva dello status quo. La pace è un atto concreto; una scelta, talvolta - ebbene sì - una scelta difficile. E, tuttavia, è indispensabile nel nostro mondo travagliato e segnato dai contrasti. La pace è l'unica scelta possibile. (...) Riuscirò a credere che il mondo è veramente impegnato nella ricerca della pace quando gli organi di stampa mobiliteranno non soltanto reporter di guerra ma reporter di pace. Quando nei bilanci di Stato i governi stanzieranno risorse non soltanto per la difesa, ma anche per la pace. Come ha scritto Papa Francesco nella sua enciclica "Fratelli Tutti", soltanto intraprendendo un cammino di pace e solidarietà possiamo costruire un futuro migliore per tutti e tutte. Poiché la pace genera miracoli che non si potranno mai ottenere con la guerra. (Qui il discorso integrale da confrontare con quello effettivamente pronunciato)

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