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Fra Marco: 'Guterres, mediazione politica con stile di umanesimo fraterno'

Fra Marco Moroni Roberto Pacilio

Saluto e messaggio in occasione della registrazione del Concerto di Natale e della consegna della Lampada della pace

Eccellentissimi ospiti, Sorelle e Fratelli tutti qui presenti e che ci seguite attraverso i mezzi di comunicazione,

a nome della comunità del Sacro Convento, benvenuti! Frate Francesco è lieto di ospitarvi nella casa dove il suo corpo riposa da quasi otto secoli e dove, in sua memoria e in suo onore, grandi artisti hanno realizzato le loro opere più significative.

Francesco d’Assisi nutriva un tenero affetto per Gesù e portava impressa nella memoria l’umiltà della sua Incarnazione, tanto che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro  e «al di sopra di tutte le altre solennità celebrava con ineffabile premura il Natale del Bambino Gesù, e chiamava festa delle feste il giorno in cui Dio, fattosi piccolo infante, aveva succhiato ad un seno umano» .

È tale evento, fondamentale per la storia del mondo, che anche quest’anno vogliamo ricordare attraverso il tradizionale Concerto che ci vede qui riuniti. Per noi è lui, Gesù, dono d’amore di Dio per l’umanità, principe della pace e luce delle genti, ad offrirci le coordinate per coltivare azioni e progetti di condivisione e di pace in un mondo che, anche se funestato da due anni di pandemia, ancora fatica ad individuare percorsi di riconciliazione e di solidarietà.

Potremmo stilare infatti, ancora una volta, un lungo e pressoché infinito elenco di problemi sociali, politici ed economici che ci interessano necessariamente tutti da vicino, visto che, come ben ci ricorda papa Francesco, «tutto è connesso» : conflitti etnici, accentuazione degli interessi corporativi, particolarismi, populismi e sovranismi, violazioni dei più elementari diritti umani, polarizzazioni sempre più marcate, crescenti disuguaglianze economiche, sfruttamento indiscriminato delle risorse e della terra, nostra casa comune, innalzamento di barriere e rifiuto di accogliere chi bussa alle porte dei nostri Paesi…, tutte situazioni determinate da interessi egoistici a livello personale, sociale, istituzionale.

Molte di queste realtà sono ben note, in modo particolare da parte di coloro che ne sono vittime e ne pagano le conseguenze in prima persona; molte altre ci vengono quotidianamente rappresentate dai mezzi di informazione; altre ancora sono nascoste, sotterranee, ma altrettanto se non più deleterie.

Lo stesso papa Francesco ne offre una profonda analisi nella Lettera Enciclica Fratelli tutti, firmata proprio qui, ai piedi della tomba di san Francesco il 3 ottobre dello scorso anno. A fronte di tutto questo non mancano uomini e donne animati da spirito di abnegazione e capacità di sacrificio, gruppi e associazioni connotati da capacità di intuizione e di lungimiranza, istituzioni contrassegnate da prospettive etiche inclusive e solidali, che si adoperano per la costruzione di un’umanità più giusta, concorde, pacifica, rispettosa della persona umana e dei suoi diritti così come dell’integrità dell’intera creazione.

Abbiamo riconosciuto in Lei, Signor António Guterres, Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, i tratti distintivi di chi ha vissuto una lunga attività politica come vocazione a servizio del bene comune. Per questo motivo abbiamo deciso di consegnarle, in questa occasione, la lampada della pace, già conferita in passato a Sua Maestà Abdallah II, Re di Giordania, che saluto cordialmente, e ad altre personalità particolarmente attive nella ricerca e nella promozione della pace. Mi spiace che oggi non possiate essere presenti qui in Assisi, e mentre Vi rinnovo l’invito per qualche altra occasione, ringrazio il Signor Guterres per la Sua graditissima e cordiale telefonata di ieri. La motivazione che in particolare ci ha spinto a questo riconoscimento è la Sua instancabile opera di mediazione politica nella complessità del nostro mondo; un impegno profuso con uno stile dialogico e cordiale, uno stile di umanesimo fraterno, come lo chiamiamo noi frati del Sacro Convento. 

Proprio l’umanesimo fraterno vorremmo testimoniare da Assisi, annunciare, proporre e promuovere, alla sequela di Gesù e a servizio dei fratelli, nello stile di frate Francesco, anche vivendo una fraternità interculturale: siamo qui 56 frati provenienti da 21 paesi del mondo, una piccola ONU francescana. 

L’enciclica Fratelli tutti è per noi un’ulteriore responsabilizzazione a ripensare la “mistica della fraternità”, consapevoli che la fraternità autentica è già esperienza di Dio e cifra del vero umanesimo. Su questa linea vorremmo anche ricordare e condividere alcuni spunti richiamati da papa Francesco nel videomessaggio in occasione della 75a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, il 25 settembre dello scorso anno.

L’ONU, ricorda il papa, è stata creata «per unire le nazioni, per avvicinarle, come un ponte tra i popoli; usiamolo per trasformare la sfida che stiamo affrontando in una opportunità per costruire insieme, ancora una volta, il futuro che vogliamo» . Non possiamo fare a meno di vedere come le istituzioni internazionali siano oggi indebolite, perché la dimensione economico-finanziaria tende a predominare sulla politica. È necessario che, in tale contesto di profonde disuguaglianze, aggravate dal paradigma efficientista della tecnocrazia, «l’ONU sia riformata, affinché possa dare reale concretezza al concetto di famiglia di nazioni» . 

Non vi è altra strada che operare nella realtà internazionale mediante la cultura della fraternità: quella che Lei signor Guterres, con diverse iniziative ha cercato di promuovere, pur nella consapevolezza che la fraternità – a differenza dell’uguaglianza e della libertà – non può essere imposta dall’alto o dall’esterno, perché si colloca al livello interiore delle convinzioni e dell’affettività nel sentirsi parte dell’unica famiglia umana. Grazie per la Sua costante attenzione a percorrere la via del dialogo.

Gesù che viene, «luce vera che illumina ogni uomo»  continui ad ispirare a Lei e a noi tutti noi azioni e progetti luminosi di condivisione per la costruzione di un mondo più fraterno.

Il Signore vi dia pace !

 

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