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Padre Enzo Fortunato: san Francesco ha bucato il web

di Enzo Fortunato

Mi commossi quando Papa Francesco inviò la sua preghiera "O Francesco d'Assisi , intercedi per la pace nei nostri cuori". Fu un incontro che premiò anni di lavoro: l'impegno dei nostri ragazzi della redazione internet, la fatica di immergersi in una nuova cultura della rete alla quale non eravamo abituati. Non avrei mai immaginato che da quel momento san Francesco e papa Francesco avrebbero bucato il web, allargando a dismisura il loro abbraccio.
Sono numeri che ci hanno lasciato senza respiro, attoniti e anche un po' spaventati, ma al contempo carichi di gioia e responsabilità.


Ci troviamo in linea con San Francesco e la sua idea di comunicazione, un santo che ha voluto e cercato in tutti i modi di avvicinarsi all'uomo chiamandolo fratello per condurlo a Cristo. Attraverso la webcam sulla tomba di San Francesco accorciamo le distanze: dove la materialità impone una distanza, la webcam ha reso possibile l'annullamento di questa e collega in un unico abbraccio gli uomini di buona volontà. Qui potremmo dire che il Santo ha bucato la rete raggiungendo milioni di persone e abitando francescanamente il mondo digitale.


Noi ci crediamo, un'altra strada è possibile ed è quella di Francesco. Il Santo di Assisi ha comunicato usando tutti i mezzi a sua disposizione: la voce, la vita e l'inchiostro. "Aveva fatto di tutto il suo corpo - ci racconta il suo primo biografo Tommaso da Celano - una lingua". Ha scritto ad ogni uomo: dai fedeli ai non credenti, dai potenti ai semplici frati. Testimonianza ne sono le sue lettere (lettera ai fedeli, lettera ai reggitori dei popoli, lettera a tutto l'ordine). La strada di Francesco non è quella dell'autoreferenzialità, del vaniloquio, della bulimia di notizie con il rischio di un'anoressia di contenuti, ma una comunicazione di verità che lascia spazio ad un ascolto che fa crescere le persone.


Numerose arene hanno accolto la parola di Francesco nei suoi viaggi, da Bologna ad Alviano, da Ascoli a Greccio passando per Ancona e Alessandria: oggi, come lui, siamo chiamati a vivere le nuove agorà del web per diffondere lo stesso messaggio vivo e vitale, un messaggio autentico e identitario di fede e speranza.
"Le cose confidano nella nostra capacità di salvarle", disse Rainer Maria Rilke, e in questi nuovi spazi digitali troviamo il luogo per divenire come Francesco d'Assisi comunicatori di salvezza.


Enzo Fortunato
Direttore della Rivista

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