cronaca

Amadeus: La rinascita riparta dalla musica

Flavia Pagliochini Ansa - Ettore Ferrari

La pandemia non ferma il Festival di Sanremo

Un Sanremo della rinascita dopo un anno di stop della musica: questo è l'intento di Amadeus, una vera e propria sfida in tempi di pandemia. “Viviamo in un momento di difficoltà in cui il mondo è cambiato, da un anno a questa parte. Non siamo usciti da questa pandemia e realizzare Sanremo è una sfida per portare un po’ di sorriso e divertimento”, ha detto il conduttore intervistato durante “In viaggio con Francesco”, appuntamento settimanale su Radio Rai 1 con Padre Enzo e Alessio Antonielli (riascolta qui l'intervista).

Vogliamo dare un segnale, agli italiani e al mondo della musica. Vogliamo regalare cinque sere di musica e divertimento, con un sorriso. È stato molto difficile, tutto si è complicato. Ma ce la faremo", la promessa di Amadeus.  Intenti e obiettivi nel segno del messaggio di papa Francesco al 4° Convegno internazionale sulla musica promosso dal cardinale Gianfranco Ravasi e organizzato dal Pontificio Consiglio della cultura con il Pontificio Istituto di musica sacra e il Pontificio Istituto liturgico dell’Ateneo Sant’Anselmo. “L’attività in campo musicale è stata fortemente ridimensionata", ha detto il Pontefice, rivolgendo un pensiero agli artisti “che hanno visto sconvolgere le loro vite e la loro professione dalle esigenze del distanziamento; a chi ha perso il lavoro e il contatto sociale; a chi ha dovuto affrontare, in contesti difficili, i necessari momenti di formazione, educazione e vita comunitaria”. Per questo il Papa ha elogiato “gli sforzi significativi per continuare a offrire un servizio musicale dotato di nuova creatività”. 

Amadeus d’altronde ha grande stima di Francesco: “Questo Papa – dice – è già entrato nella storia, lo studieremo sui libri. Ha avvicinato la gente alla chiesa, lo senti vicino, come se fosse al tuo fianco, cammina con le persone: qualità che mi sono sempre piaciute. Quando lo incontri rimani affascinato, ma è come se lo conoscessi da sempre. Non hai timore, ma rispetto e ammirazione. Io stesso ho avuto la fortuna di incontrarlo, è stato molto carino, ha accarezzato i miei figli, ci ha detto cose semplicissime che conservo gelosamente, cose che ti dice chi ti vuole bene”. Tornando al Festival, il conduttore riconosce che “Sarebbe stato molto più facile dire no al Festival, ma non sarebbe stato giusto. Sanremo – secondo Amadeus – si può realizzare con le dovute attenzioni, senza dimenticare che la priorità di tutti è la salute. Il Festival verrà organizzato con un protocollo Rai preciso e minuzioso. Noi conduttori e gli artisti avremo un teatro vuoto, senza pubblico. Una mancanza importantissima, per gli artisti, gli ospiti e noi che presentiamo Sanremo. Ma in un momento come questo si fa di necessità virtù”.

Uno dei fili conduttori che unirà Sanremo 2020 a Sanremo 2021 sarà proprio la presenza di Amadeus e Fiorello: “Siamo due amici da 35 anni che conducono questo secondo Festival nel segno della musica. In gara ci saranno 26 canzoni, per dare un segnale di rinascita dopo un anno di stop della musica. Condurremo in un clima di amicizia e fratellanza tra due persone che si conoscono da tanti anni”. Tornerà anche Achille Lauro, già protagonista nel Festival 2020 con le sue esibizioni: sarà ospite tutte le sere, con cinque quadri per un grande affresco di cinque epoche musicali diverse. Sul palco per l’intera durata del Festival, anche il giocatore del Milan Zlatan Ibrahimović: “È un grande che anche chi come me tifa Inter è felice di avere al suo fianco”, le parole di Amadeus. 

Sarà un Sanremo anche un po’ “religioso”: secondo il conduttore, “la presenza religiosa nelle canzoni c’è perché tutte parlano di amore, in tutte le sue forme. Quando si parla di amore è sempre una cosa bella e importante. Non ci sono brani legati alla pandemia – ha detto Amadeus – perché c'è la voglia di superare questo momento non parlandone. La gente e i cantanti hanno voglia di lasciarsi alle spalle tutto questo, parlando di amore, rivincita e rivalsa. Temi che rendono questi brani vicini alla gente”. 

A Sanremo, sul palco, ci sarà anche un’infermiera, per testimoniare il lavoro degli operatori sanitari durante la pandemia: “Sanremo rispecchia i momenti in cui viviamo, ma saranno cinque serate di spensieratezza. Lo stesso san Francesco era un ‘giullare che cantava’ e noi saremo onorati e orgogliosi di prendere ispirazione da lui”. Spensieratezza che sarà anche bellezza, nel segno del messaggio di Paolo VI agli artisti: “Questo mondo nel quale viviamo – il suo messaggio in chiusura di Concilio Vaticano II – ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani… Che queste mani siano pure e disinteressate! Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo: questo basti ad affrancarvi dai gusti effimeri e senza veri valori, a liberarvi dalla ricerca di espressioni stravaganti o malsane”.

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