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Europa: Ora vaccini di massa, mai più lockdown

Alberto d Argenio - La Repubblica Ansa/Filippo Attili

L'Ue si prepara a scongiurare una eventuale seconda ondata pandemica in autunno

È una corsa contro il tempo, l’Europa si prepara a scongiurare una eventuale seconda ondata pandemica in autunno con un piano per evitare «nell’interesse generale » un nuovo lockdown totale come quello che ha bloccato il continente da marzo a giugno. Per farlo, domani la Commissione europea chiederà ai governi di «sfruttare il tempo a disposizione» per approntare misure specifiche per contenere il virus con tanto di scadenze delle azioni da intraprendere nei mesi di luglio, agosto e settembre.

In testa ai provvedimenti raccomandati, la protezione delle categorie più vulnerabili, il rafforzamento dei sistemi sanitari, la capacità di isolare rapidamente eventuali focolai con zone rosse localizzate e soprattutto una vaccinazione capillare e anticipata all’influenza stagionale che — è il timore — se si sommasse a un ritorno del coronavirus manderebbe in tilt i sistemi sanitari nazionali, facendo ripiombare il continente nei confinamenti di massa.
Non è un caso che ieri Angela Merkel, al termine della bilaterale con Conte al castello di Meseberg, abbia affermato: «Dobbiamo assolutamente evitare una seconda ondata di Covid ». Quello della Cancelliera è un via libera alla Comunicazione che la Commissione Ue di Ursula von der Leyen presenterà domani a Bruxelles mirata proprio ad scongiurare il riacutizzarsi dei contagi, come chiesto dalla stessa Merkel insieme a Macron e altri leader a giugno. Come premessa, Bruxelles spiegherà che «il virus circola ancora, ci sono focolai regionali nel nostro continente e un numero crescente di casi giornalieri a livello globale: la pandemia finirà solo quando sarà sotto controllo in tutto il pianeta». Per la Commissione, ora che abbiamo maggiore (ma non totale) conoscenza del virus «dobbiamo imparare le lezioni del passato e rimanere altamente vigili, usando questo periodo di basse infezioni per rinforzare la nostra preparazione e per approntare piani di risposta coordinata contro nuovi focolai».

Insomma, si guarda all’autunno. Il piano è dettagliato, con decine di misure tecniche, e punta a mettere in piedi «un sistema rapido d’identificazione di nuovi casi e di risposta immediata per contenere e isolare i focolai». Per questo la Ue raccomanda di aumentare la capacità di fare test sulla popolazione, di tracciare gli infetti con le app, di rafforzare la sanità con unità di terapia intensiva, stock di medicinali e protezioni personali. Bruxelles lancia una serie di proposte affinché i governi, al contrario di quanto accaduto a marzo, si aiutino nella risposta con spostamenti tra nazioni di team medici, medicinali e distribuzione tra partner dei pazienti. Servirà un massiccio scambio di informazioni, anche perché Bruxelles sta accumulando equipaggiamenti pronti a essere inviati dove sarà necessario. Il tutto perché «i focolai devono essere immediatamente contenuti per evitare il dilagare delle infezioni ». Anche «aumentando la capacità e la rapidità delle misure di mitigazione locali, come l’isolamento di alcune aree».

Per farcela, Bruxelles intima ai governi di preparare piani di sostegno ai gruppi più vulnerabili: anziani (anche con misure per le case di riposo), persone con patologie, lavoratori esposti al virus (in particolare medici e infermieri), fasce di popolazione che non hanno i mezzi economici per proteggersi, migranti e lavoratori stagionali. Bruxelles raccomanda alla politica di insistere sulla popolazione affinché non abbandoni le precauzioni base come mascherine, igienizzazione, lavaggio delle mani e divieto di assembramenti. Le capitali devono lavorare per far capire quanto queste azioni personali «siano fondate e importanti» e contrastare la disinformazione in merito. Per l’Europa il tassello fondamentale è la preparazione «tra luglio e settembre di una strategia per ridurre l’impatto dell’influenza stagionale ». Il perché è presto detto: «Non possiamo sommare l’influenza al Covid, sottoporrebbe i sistemi sanitari ad un peso» capace di mandarli di nuovo in tilt, con il rischio di dover tornare in lockdown totale. Per questa ragione la Ue spingerà affinché «venga anticipato l’inizio delle campagne di vaccinazione e vengano allargati i gruppi» da trattare per primi. È anche necessario attrezzare il territorio alle vaccinazioni in caso di nuovi lockdown locali con strutture Covid-free o con medici a domicilio. Tutte queste misure sono vitali, scrive Bruxelles, perché se il confinamento di massa nei mesi scorsi «ha salvato decine di migliaia di vite », è altrettanto evidente che «ha avuto conseguenze negative sociali, psicologiche ed economiche dirompenti ». Dunque, «è nell’interesse generale evitare nuove misure di lockdown su larga scala in caso di nuove ondate di infezioni». Piuttosto, «le risposte devono essere mirate e localizzate ».

L’Europa lavora anche per evitare nuove rotture di Schengen: «I governi devono evitare ritorno di restrizioni inefficaci e controlli alle frontiere interne». Ogni stop alla circolazione di persone e merci dovrà essere coordinato, strettamente necessario e temporaneo. E comunque lavoratori e beni “chiave” dovranno sempre poter attraversare i confini. Il piano della Commissione europea si conclude con una frase che non ammette repliche: «Tutte queste misure sono di competenza nazionale, ma devono essere assicurate

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