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MARCIA PACE: SAN FRANCESCO SIA FARO LUMINOSO E ESEMPIO CONCRETO. VINCI L'INDIFFERENZA, ORA TOCCA A TE

Enzo Fortunato
Pubblicato il 30-11--0001

CARD. BASSETTI: INDIFFERENZA UCCIDE TE E GLI ALTRI. MATTARELLA: FERMARE GUERRA E' UN DOVERE DELLA COMUNITA' INTERNAZIONALE

La comunità del sacro Convento di Assisi auspica che San Francesco sia un faro luminoso e un esempio concreto per tutti coloro che vogliono un mondo più giusto.
Lo facciamo anche in comunione con Papa Francesco che ci ricorda l'importanza di superare l'indifferenza e di abbattere i muri. Ad Assisi ci ritroveremo anche per dire sì al linguaggio della solidarietà condiviso nell'appello che la Federazione nazionale della stampa ha lanciato in questi giorni. E che firmeremo davanti alla sala stampa della Basilica. Perché la pace deve essere responsabilità e impegno di tutti.


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Contro guerre e violenze ma soprattutto per vincere "l'indifferenza", delle istituzioni internazionali e del singolo che pensa 'io non c'entro', in tanti, soprattutto giovani, hanno partecipato alla Marcia della pace e della fraternità da Perugia-Assisi. Circa cento mila - secondo gli organizzatori - arrivati da 500 città. Tra loro una decina di studenti di Amatrice simbolo del terremoto del 24 agosto, qui "per provare a rinascere e guardare avanti".

 "Un fiume umano di pace che inquieta e orienta la storia" come l'ha definita padre Enzo Fortunato del Sacro Convento di Assisi. Nella quale si sono fusi i gonfaloni di 300 enti locali e l'allegria di 118 scuole, i simboli dell'associazionismo e del volontariato, con l'iride della bandiera della pace a farla da padrone. Quasi nessuna bandiera di partiti politici invece, come voleva chi ha organizzato la Marcia. "Con entusiasmo" ma senza simboli hanno camminato i ragazzi del liceo scientifico di Amatrice. Riconoscibili però per le loro felpe con su il nome del centro raso al suolo dal sisma.

"Non molliamo" ha detto deciso Samuele, 16 anni. "E' difficile tornare dove sono le macerie - ha aggiunto - ma ci dobbiamo andare per ripartire". "Diciamo no all'indifferenza" ha ribadito Andrea, insegnante di educazione fisica. "Anche avendo provato sulla nostra pelle - ha proseguito - che sarebbe stato tutto più difficile se non avessimo ricevuto le attenzioni avute".

E ai ragazzi di Amatrice si è rivolto con orgoglio il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia. "Siamo in tanti qui - ha sottolineato - per vincere l'indifferenza che uccide te e gli altri. Indifferenza è assistere alle stragi e ai bombardamenti su Aleppo senza assumersi la responsabilità di dire basta". Il porporato ha parlato sullo stesso palco su cui è salito anche l'imam del capoluogo umbro Abdel Qader: "speriamo che la vera pace domini il mondo".

"Vogliamo reagire all'indifferenza delle istituzioni che hanno il dovere di proteggere e di accogliere" ha ribadito il coordinatore della Marcia Flavio Lotti. Secondo il quale ciascuno non può "continuare ad assistere alla violenza" senza assumersi la "responsabilità di costruire la pace". "Dobbiamo osare di più. Imparare il coraggio di avere più coraggio" è l'appello di don Luigi Ciotti. Nel lungo corteo ha sfilato un pezzo d'Italia, dalla Scuola di pace della Valle d'Aosta al Centro di solidarietà di Messina e Marsala. Le associazioni impegnate contro la violenza sulle donne e chi ha chiesto "verità per Giulio Regeni".

 Insieme ai rifugiati di tanti Paesi, come Gambia, Senegal e Mali che su uno striscione colorato hanno scritto: Vogliamo i documenti per avere un'identità". Tutti dietro a quello striscione con scritto "Vinci l'indifferenza", perché "ora tocca a te".(ANSA)

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Aperta da uno striscione con la scritta 'Vincere l'indifferenza' è partita la Marcia della pace e della fraternità Perugia-Assisi.

100mila i partecipanti. Tantissimi anche i gonfaloni di Comuni, Province e Regioni italiane ed i sindaci con le fasce tricolori. Molte le associazioni del volontariato e del mondo civile. In marcia anche un gruppo di ragazzi della Scuola superiore di Amatrice.

E' un messaggio contro "l'indifferenza delle istituzioni internazionali ma anche di tutti coloro che dicono 'io non c'entro'" la Marcia della pace Perugia-Assisi di oggi. A dirlo è il coordinatore Flavio Lotti. Per il quale "se non ci assumiamo ciascuno la nostra responsabilità non sarà possibile avere una società di pace, senza conflitti". "Vogliamo reagire - ha ribadito Lotti - al silenzio e all'indifferenza di chi ci governa". Per il coordinatore "è la gente il tratto dominante dell'edizione di quest'anno della Marcia". Sono infatti rappresentate 500 città, quasi 300 enti locali e 118 scuole. Poche e molto meno che in passato invece le bandiere dei partiti politici. Con i colori dell'iride simbolo della bandiera della pace ancora a predominare nel lungo corteo. (ANSA)

PAPA FRANCESCO: 
IN OCCASIONE DELLA MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI, IL SANTO PADRE FRANCESCO RIVOLGE AI PARTECIPANTI IL SUO CORDIALE SALUTO ED AUSPICA CHE LA MANIFESTAZIONE CONTRIBUISCA A SUSCITARE SEMPRE PIU' VIVA CONSAPEVOLEZZA CHE LA GUERRA DISTRUGGE SEMPRE E CON ESSA SI PERDE TUTTO. EGLI SI UNISCE ALLA PREGHIERA DI QUANTI HANNO A CUORE LE SORTI DELL'UMANITA', INVOCANDO LA PACE CHE E' DONO DI DIO E, AL TEMPO STESSO, RESPONSABILITA' E IMPEGNO DEGLI UOMINI: ATTRAVERSO IL DIALOGO E IL NEGOZIATO POSSANO TROVARE LA LORO COMPOSIZIONE LE CONTROVERSIE E LE DIVERGENZE CHE STANNO CAUSANDO TERRIBILI SOFFERENZE SPECIALMENTE AI KW DEBOLI. CON TALI SENTIMENTI, SUA SANTITA' INVIA AI PRESENTI TUTTI LA SUA BENEDIZIONE 

CARDINALE BASSETTI:

"Siamo in tanti qui, per vincere l'indifferenza che uccide te e gli altri": il cardinale Gualtiero Bassetti lo ha sottolineato alla partenza della Marcia della pace Perugia-Assisi. "L'indifferenza - ha detto l'arcivescovo di Perugia - è assistere alle stragi e ai bombardamenti su Aleppo senza assumersi la responsabilità di dire basta. L'indifferenza produce fame e fa sì che quella delle armi sia una delle più grandi industrie del mondo. Mentre San Francesco - ha concluso il porporato - ci dice che bisogna farsi costruttori di pace". (ANSA)

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