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CORRIERE DELL'UMBRIA - Energia pulita e sicura, una scommessa possibile e vincente

Redazione

A B TERNI - Progettare l'energia pulita e sicura è possibile. Etica, innovazione e sviluppo si possono coniugare, in Umbria come nel resto del paese. E' stato affollato e ricco d'interventi il convegno "L'energia pulita e sicura. Etica, innovazione e sviluppo in Umbria" promosso dal Centro studi Malfatti e dal Festival dell'energia. Introdotto e moderato dal direttore del Corriere dell'Umbria Anna Mossuto. Anzi introdotto da Claudio Festa, frate della chiesa di Sant'Antonio, che ha letto il Cantico delle creature di San Francesco D'Assisi, definito un capolavoro di letteratura e di spiritualità. "Le energie rinnovabili sono tutte lì, acqua, aria, sole e terra" ha detto il blogger Claudio Pace, uno degli organizzatori del convegno. "La green economy sta crescendo in Italia. E' un settore che va sostenuto da un punto di vista normativo e come incentivi" ha detto Anna Mossuto. Il boom del mini idro Si è partiti dall'acqua, dall'idroelettrico, la prima energia rinnovabile sfruttata. Spiegata da Sergio Dotto, vice presidente del Centro studi Malfatti, autore di un bel saggio sull'acqua motore dell'indusstria a Terni. Dotto è partito dalla centrale idroelettrica di Galleto per molti anni la più grande e potente d'Europa per poi analizzare la riscoperta dell'idroelettrico a Terni e in Italia, con il recupero di vecchie centrali, canali motori e salti. Il cosiddetto boom del mini idro, tutti impianti inferiori ai 10 MW. Sergio Dotto ha citato uno studio dell'università di Perugia che dice che ci sono ancora nel territorio salti, Ex Nerino, Capri, Santa Maria di Magale e altri, che se sfruttati per altrettanti impianti idro di piccola taglia potrebbero soddisfare i bisogni di 10mila famiglie. "E' una sfida anche dal punto di vista dell'archeologia industriale - ha detto Dotto - quella dell'utilizzazione di vecchi canali e mulini". Il solare di Massa Martana Francesco Colelli ha parlato della Archimede Solar Energy, eccellenza tecnologica della Angelantoni industrie di Massa Martana. Lo stabilimento produce ricevitori solari, tubi in acciaio e vetro ad altissima tecnologia per l'accumulo e la non dispersione del calore solare, che utilizzano sale fuso come fluido termovettore al posto dell'olio. Componentistica essenziale delle grandi centrali solari termodinamiche. Un'idea che nasce dagli specchi ustori di Archimede. Centrali che si stanno iniziando a costruire in via sperimentale in tutta Europa ma che avendo bisogno di grandi superfici per l'irraggiamento hanno il loro sbocco naturale nel deserto. Prima si era pensato al Nord Africa, adesso dopo gli sconvolgimenti geo politici attenzioni e investimenti sono dirottati verso gli Emirati e l'Arabia Saudita. Il calore della terra Alberto Bottai della Itw Lkw Geotermia Italia spa ha parlato del progetto di costruzione della centrale geotermica di Castel Giorgio, in via di approvazione da parte del ministero dello Sviluppo economico, una centrale di piccola taglia, 5 MW, che sfrutta il calore dei fluidi del sottosuolo in un ambiente particolarmente ricco e di facile estrazione, praticamente un lago bollente sotterraneo sotto una superficie naturalmente fratturata. Alla centrale di Castel Giorgio seguirà l'impianto analogo di Acquapendente. Ogni progetto consentirà di occupare in loco dalle 20 alle 40 persone; i due Comuni prenderanno un contributo di circa 1.500.000 di euro ciascuno. "Abbiamo progettato gli impianti pilota - ha detto l'ingegner Bottai - adottando le tecnologie più avanzate a livello mondiale. Per questo, a differenza delle precedenti tecnologie geotermiche, impiegate sul monte Amiata, i nostri impianti non avranno emissioni in atmosfera, non emetteranno cattivi odori, non avranno torri, non nuoceranno in alcun modo alla salute né all'indotto produttivo locale. La sicurezza dal punto di vista sismico sarà garantita grazie all'esclusivo impiego della naturale forza di gravità terrestre per la reimmissione dei fluidi geotermici nel sottosuolo".