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Riscoprire la ricchezza degli Appennini

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L'Atlante dell'Appennino svela un patrimonio unico nello scenario italiano

L’Expò 2015 di Milano è stata una grande vetrina internazionale per far conoscere la ricchezza e la bellezza della natura italiana e il contributo e il ruolo dei Parchi, e delle altre aree naturali protette, nella conservazione e promozione dello straordinario patrimonio di diversità biologica, paesaggistica, culturale ed enogastronomica del Paese.

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, attraverso la Direzione generale per la protezione della Natura e del Mare, con la collaborazione e la partecipazione del sistema nazionale delle aree protette coordinato ed animato da Federparchi, ha dato così vita ad un intenso programma di iniziative che hanno coperto l’intera durata della manifestazione (molte delle quali con la partecipazione e il contributo di illustri ospiti stranieri).
L’esigenza di un Atlante dell’Appennino – capace di restituire le geografie (fisiche, biologiche, culturali, economiche e sociali) del più importante e complesso sistema montuoso delle quattro penisole euroasiatiche che si proiettano nel Mediterraneo – è emersa proprio in occasione dell’appuntamento milanese dove si è voluto celebrare il ventennale del progetto APE, Appennino Parco d’Europa (presentato a L’Aquila nel dicembre del 1995 e promosso da Legambiente e Regione Abruzzo). Un’esigenza che i Parchi nazionali delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e dell’Appennino Tosco Emiliano hanno voluto insieme raccogliere e rilanciare proponendosi come promotori dell’Atlante. Una alleanza simbolica che vede un territorio dalla forte e riconosciuta identità, quello delle Foreste Casentinesi, noto soprattutto per il valore spirituale, culturale e colturale della conduzione sostenibile del bosco da parte dei monaci camaldolesi, insieme a quello dell’Appennino Tosco Emiliano, impegnato a costruire una nuova ed unitaria identità territoriale, anche attraverso il suo riconoscimento come Riserva della Biosfera dell’Unesco.

Dopotutto quale vetrina internazionale più importante di quella di un Expò universale per far conoscere al mondo che in Italia c’è il più grande Parco d’Europa: l’Appennino? Un sistema ambientale continuo ed esteso – più grande di stati come l’Ungheria, il Portogallo o l’Austria – che non ha eguali a livello continentale per percentuale di superficie tutelata da aree protette: ben il 16,1% (10,4% grazie a 12 Parchi nazionali e 5,7% per il contributo di ben 36 Parchi regionali) che arriva al 30% se consideriamo anche i 993 Siti di Rete Natura 2000. Un vasto continuum quasi ininterrotto di territori protetti che si snoda lungo tutta la Penisola fino a Le Madonie – nel cuore della Sicilia, oltre i Peloritani e i Nebrodi – che fa dell’Appennino uno dei più grandi e significativi laboratori di sperimentazione ed attuazione delle più avanzate e innovative strategie di conservazione della natura e della biodiversità.

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