societa

I Bernardone 

Felice Autieri
Pubblicato il 27-04-2026

Storia e genealogia della famiglia di san Francesco 

Le notizie storiche su Pietro di Bernardone e sulla sua ascendenza, derivano dai primi biografi di San Francesco e da ricerche archivistiche su documenti medievali. Sebbene non esistano fonti dirette e autonome su di lui, la sua figura emerge con vigore nei racconti sulla giovinezza del figlio, delineando il profilo di una famiglia mercantile in piena ascesa.

Un’antica tradizione storiografica collega la famiglia ai Moriconi di Lucca, potente stirpe mercantile che si sarebbe trasferita in Umbria per espandere il commercio tessile, tuttavia studi moderni tendono a considerare questo legame una ricostruzione seicentesca volta a nobilitare le origini del Santo, vedendo così in Pietro l'esponente di una pragmatica e autoctona "dinastia di intraprendenti mercanti".

Il radicamento della famiglia Bernardone ad Assisi risale alla metà del XII secolo. Il capostipite noto è Bernardo, figura che dà origine al patronimico "di Bernardone", ovvero "figlio del grande Bernardo".
Pietro di Bernardo, figlio di Bernardo e nonno di Francesco, consolidò la presenza del ceppo familiare in Umbria ed ebbe due figli: Rustico e Pietro, il futuro padre del Santo. La presenza di Rustico conferma come i Bernardone fossero già una famiglia ramificata e inserita nel tessuto sociale assisano, prima della nascita del Poverello.
Pietro di Bernardone incarna perfettamente il mercante medievale che si configura come ambizioso, facoltoso e proiettato verso i mercati internazionali. Commerciava in tessuti pregiati i "panni franceschi" che importava direttamente dalla Provenza.
Questo legame professionale influenzò profondamente la famiglia, portò al matrimonio con Pica Bourlemont, nobildonna che introdusse in casa la cultura e la lingua d'oltralpe e determinò il soprannome del primogenito Giovanni, ribattezzato “Francesco” proprio in onore di quella terra.

Pietro investì ingenti risorse per garantire a Francesco una vita agiata, sperando che elevasse il prestigio familiare attraverso la mercatura o la carriera cavalleresca, ma questo progetto si infranse nel 1206 quando, con la celebre rinuncia ai beni davanti al Vescovo Guido, Francesco spezzò formalmente la linea genealogica paterna per fondare la sua "famiglia spirituale".

Poiché Francesco non ebbe figli, la discendenza dei Bernardone proseguì attraverso il fratello Angelo che, a differenza del Santo, rimase integrato nella vita civile e commerciale di Assisi, garantendo la continuità del casato.
Alla sua morte, l'eredità passò ai suoi due figli: Giovanni detto “Giannetto” documentato come erede dei beni paterni nel 1229, e Piccardo, la figura più rilevante della terza generazione.

Se inizialmente la famiglia aveva guardato con scetticismo alla scelta di Francesco, invece Piccardo segnò la riconciliazione tra i due mondi. Divenne terziario francescano e per ben 29 anni operò come procuratore ed economo del Sacro Convento. Morì intorno al 1282, chiudendo idealmente il secolo che aveva visto i Bernardone trasformarsi da mercanti in cerca di ascesa a custodi dell'eredità materiale del loro parente più illustre.

Mentre la famiglia "carnale" gestiva con pragmatismo le donazioni per la costruzione della Basilica, quella "spirituale" fondata da Francesco si diffondeva in tutto il mondo, rendendo il nome dei Bernardone eterno, seppur in una forma che Pietro non avrebbe mai immaginato.

 

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