societa

Frate Elia, la cultura? Questione di alchimia

Redazione web

Coloro che amano ironizzare sull'alchimia non dovrebbero scordare che nella prima metà del XII secolo si diffusero in Occidente numerosi testi arabi, la cui lettura diventò possibile grazie al lavoro dei traduttori spagnoli. Una buona parte era costituita da scritti alchemici. Non erano soltanto formulari e ricette ma testimoniavano il cammino del sapere.

Un esempio: nella prima metà degli anni '40 del XII secolo Roberto di Ketton (o Chester, secondo altre fonti) chiuse la versione latina del Morienus (è smarrito l'originale arabo), opera che permette di conoscere come il principe Khalid ibn Yazid fu iniziato alle conoscenze alchemiche dal monaco bizantino Morieno, il quale era discepolo di Stefano di Alessandria, uno degli ultimi neoplatonici.

L'alchimia si presentò come un nuovo sapere ricco di tradizioni, anche se investiva direttamente il mondo dei metalli e quello minerale; inoltre, integrava le conoscenze circolanti basate su Plinioe Isidoro di Siviglia, ampliava le informazioni farmaceutiche degli erbari e le pratiche magiche dei lapidari. Era altresì una disciplina non facile da classificare. Daniele di Morley (morto nel 1210), partendo dal fatto che i metalli sono sottoposti agli influssi planetari, l'accostò all'astrologia; l'arcidiacono di Segovia, Domenico Gundisalvi (XII secolo), sostenne nel De divisione philosophiae che si poteva ricondurre con medicina, astrologia giudiziaria, nautica, catottrica, negromanzia e fisica alla scienza naturale.

Diventò, restandolo per secoli, un sapere fascinoso e, al tempo stesso, cultura. Del resto, chiunque abbia la ventura di soffermarsi- anche attraverso una riproduzione- sulla tavola III di un magnifico manoscritto miniato della biblioteca del British Museum di Londra, il cosiddetto Harley 3469 (del 1582), contenente lo Splendor Solis, si accorge di come l'alchimia fosse pensiero e arte. Si vede la figura di un guerriero ermetico appoggiato a uno scudo, sul quale - in latino - è riportato il sonetto di frate Elia Solve et coagula. L'autore dell'opera, che avrà innumerevoli versioni e stampe, fu un alchimista errante tedesco, da taluni indicato come maestro di Paracelso: Salomon Trismosin.

Quei versi, poi utilizzati in innumerevoli situazioni, sarebbero stati scritti da uno dei primie più celebri compagni di San Francesco, nato verso il 1180 forse ad Assisi, forsea Cortona. E' noto come frate Elia. Per la storia resta il secondo ministro generale dei francescani. Ebbe anche ruoli politici: verso la fine del 1239 cercò di conciliare Gregorio IX e Federico II, non certamente due campioni della pace, ed entrambi avevano fiducia in lui. Si beccò anche una scomunica, non revocata nemmeno quando cercò di giustificarsi; dopo il 1250, comunque, si riconciliò con la Chiesa.

Ebbene: frate Elia era un alchimista. O almeno, vi sono numerosi manoscritti che con il suo nome tramandano opere di tale disciplina. Tutto questo discorso il lettore lo ponga in margine a un libro di Anna Maria Partini, pubblicato dalle Edizioni Mediterranee, dedicato all'opera alchemica del religioso, eternato nel manoscritto del British Museum e dal fatto che promosse la costruzione della basilica di San Francesco ad Assisi. In questo nuovo studio - la Partini già scrisse un saggio per aggiornare il lavoro di Salvatore Attal, Frate Elia compagno di San Francesco, riedito anch'esso da Mediterranee - è tra l'altro ricostruita la biografia del francescano, un capitolo si occupa del sonetto Solve et coagula, inoltre viene focalizzato l'alchimista alla luce del rinvenimento di altri manoscritti. Un capitolo su «L'opera di frate Elia attraverso i suoi codici» e un altro riguardante i testi ermetici del religioso sono stati scritti Paolo Galiano. Un filo rosso collega dunque l'universo abitato da principi arabi, imperatori tedeschi, papi romani, storie ermetiche, libri rari, scienze e santi: si chiama alchimia.

Anna Maria Partini, L’opera alchemica in frate Elia, con la collaborazione di Paolo Galiano, Edizioni Mediterranee, Roma, pagg. 176, € 22 (Armando Torno - Sole24ore)

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