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Ama il prossimo tuo, spiegato ai bambini

Redazione

Due bambini piccoli, uno bianco e uno nero, si corrono incontro con passo malfermo e trovano la stabilità l’uno nelle braccia dell’altro. Sorridono, scalpitano entusiasti. La scena è ripresa da un cellulare e il video, caricato online qualche settimana fa e rilanciato da diverse testate, è diventato virale. Cosa colpisce di quel video? La spontaneità dei bimbi. Il loro non farsi frenare da nulla - men che meno dal colore della pelle - e la loro gioia contagiosa, cristallina. Questo significa “amare il prossimo”.

Ecco perché ai bambini, in fondo, non c’è molto da spiegare sull’amicizia e sull’amore. Tutto ciò che gli viene naturale lo disimparano, semmai, dopo, quando qualcuno gli fa credere che dell’altro bisogna sempre e comunque diffidare, che esistono persone degne e persone indegne e che basta fare caso al colore della pelle, alla provenienza geografica o alla condizione economica per capire come classificarle.

L’insegnamento di Gesù invece è chiaro: ama il prossimo tuo come te stesso. Il prossimo è il compagno di banco e sono i genitori. Il migliore amico e il vicino di casa. Il panettiere e il barbone che guardiamo sbrigativamente, con indifferenza. Sono le persone che frequentiamo di più e quelle che conosciamo poco o per nulla. Ed è facile amare quelli che conosciamo, a cui vogliamo bene e che fanno parte della nostra vita. Meno scontato stare dalla parte degli altri, con cui non condividiamo altro se non il fatto di essere individui, umani, figli di Dio. Scusate se è poco.

Prenderci cura degli altri, andargli incontro con l’entusiasmo e le braccia aperte di quei bambini immortalati nel video: San Francesco lo ha fatto per tutta la vita, portando le sue idee anche in un mondo lontano - quello del sultano d’Egitto - senza piegarle o adattarle, ma ascoltando e proponendo la sua visione. Il prossimo, insomma, può vivere anche lontano da noi, ma non per questo è meno importante. Col prossimo si può essere in disaccordo (in fondo capita di essere in disaccordo anche con noi stessi no?) e infatti amare il prossimo non significa non contestarlo mai, ma amarlo nonostante difetti e incomprensioni. Amarlo nella sua totalità, perché anche lui è un dono del Signore.