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Venti giorni dedicati a San Francesco: la lunga festa di Ragusa Superiore

Gelsomino Del Guercio

Venti giorni per una lunghissima festa dedicata a San Francesco: dal 15 settembre al 4 ottobre.

Con il rito della discesa del simulacro e la sistemazione dello stesso sull’altare principale, hanno preso il via, domenica 15 settembre, nella chiesa di piazza Cappuccini, i solenni festeggiamenti in onore di San Francesco d’Assisi a Ragusa Superiore. Le celebrazioni proseguiranno sino a domenica 6 ottobre.

Momento centrale è stata la festa dell'Impressione delle Stimmate, che si è svolta il 19 settembre, a cui ha fatto seguito l'adorazione eucaristica animata dalla comunità parrocchiale avente per tema "Francesco stigmatizzato, il folle di Dio", iniziativa voluta dal parroco don Nicola Iudica.

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CATECHESI E SAN DAMIANO

«A me piace, però, imperniare il programma della festa su due temi - ha dichiarato a Insieme Ragusa - la santità di Francesco d’Assisi e la comunità che lo celebra. Non può esserci festa senza considerare la vita di Francesco e il suo messaggio. Lo scorso anno, per esempio, lo abbiamo fatto con due conferenze molto partecipate; “San Francesco; un modello per l’arte, un esempio per la vita” e “Francesco d’Assisi; la vita di uno che in terra nulla volle per sé”».

Ma anche la presentazione del libro di don Luigi Maria Epicoco “Sale, non miele. Per una Fede che brucia” «è stata un’esortazione alla santità, Francesco proposto agli uomini di oggi. Quest’anno avremo dei momenti forti di catechesi: spiegheremo il crocifisso di San Damiano mentre fra’ Giovanni Salonia ci farà riflettere su “Francesco, parrocchia nel tempo di oggi” e “Francesco
innamorato dell’Eucarestia”.

"GENERATORE E ISPIRATORE DI UMANITA'"

«La festa - evidenzia don Nicola - è ovviamente anche momento di animazione del quartiere e della gente che lo abita. Direi momento di umanità. San Francesco, del resto, con la sua simpatia, gioia e cortesia fraterna, fu generatore e ispiratore di umanità. La sua forza attraente e suggestiva si manifestò nella capacità di tradurre la Parola del Signore in termini non solo teologici ma anche umani e sociali, vivendo il Vangelo simultaneamente in tutte le sue relazioni; verso Dio, verso gli uomini e verso gli esseri della creazione».

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TUTTO PENSATO NELL'OMBRA DI FRANCESCO

La cura pastorale, prosegue il sacerdote, «non si ferma al portone della chiesa né si coniuga solo in temi spirituali. Noi tentiamo di farlo con la processione esterna, con i momenti di intrattenimento, che vengono progettati con uguale intenzione pastorale. Allora capita che nei festeggiamenti vi sia una festa per i nonni organizzata dai ragazzi, oppure la proiezione di un documentario sul quartiere Cappuccini o, come quest’anno, una conferenza sull’architettura dello stesso. Preceduto da una conferenza sul presepe nella storia del cristianesimo - conclude il prete - stiamo allestendo un’importante mostra di presepi nei locali del convento annesso alla chiesa. Con un chiaro intento ecclesiale e pastorale, tutte le attività hanno un’anima e nulla viene pensato e realizzato fuori dall’ombra di San Francesco, colui che ha imitato Gesù più di ogni altro uomo sulla terra».