religione

Riccardo Lombardi, il "microfono di Dio" per un mondo migliore

Marco Roncalli Avvenire

«Lungo i secoli il Signore ha suscitato persone, esperienze, carismi che sono stati necessari per scuotere la Chiesa da una sorta di “torpore” in cui di volta in volta rischiava di cadere, uomini e donne che, rimettendo al centro Cristo, hanno generato una spinta riformatrice nella Chiesa, apportando grandi benefici per la società e la stessa vita delle persone». È quanto ha sottolineato il vescovo Stefano Russo, segretario generale della Cei, riferendosi al gesuita fondatore del “Mondo migliore”, durante l’omelia della Messa alla conclusione – il 9 settembre scorso – di una giornata di studi presso la Comunità di Sant’Egidio, dedicata a padre Riccardo Lombardi. Proprio oggi ricorre il quarantesimo anniversario della morte del religioso che voleva trasformare la società in cui viveva «infiacchita dalla disperazione e dall’odio» nella «società cristiana». Un gesuita – si è insistito per tanto tempo – fieramente anticomunista e notissimo per la sua capacità di radunare folle oceaniche già dal secondo dopoguerra. Fu anche oratore radiofonico di grande successo, diventando noto al grande pubblico come «il microfono di Dio».

 

A ben vedere però, questo predicatore straordinario è stato a lungo oggetto di approcci storiografici poco comprensivi della sua figura assai più complessa, concentrati sugli anni anni più lontani, dentro un quadro solo italiano e nel quale si sono accentuati ad esempio (l’ha fatto anche chi scrive) i contrasti con Giovanni XXIII all’annuncio del Concilio, o il dinamismo apparentemente più politico che ecclesiale.

 

Dopo la prima biografia mondadoriana Il microfono di Dio, scritta trent’anni fa dal compianto vaticanista Giancarlo Zizola, l’ultimo profilo ricostruito da un altro vaticanista, Raffaele Iaria – con i tipi dell’editrice Ancora e il titolo Verso un mondo migliore. Riccardo Lombardi: Chiesa, mondo e Regno di Dio – va certamente nella direzione di un approfondimento atteso da tempo. Al quale hanno dato il loro contributo – va ricordato – convegni come quello recente “Riccardo Lombardi. Riscoprire un testimone del Novecento”, un appuntamento che ha offerto relazioni importanti: fra tutte quella di Gianni La Bella sull’influsso di “Mondo migliore” e dell’impegno del fondatore nella Chiesa latinoamericana e quella di Maria Voce sul rapporto fra Lombardi e Chiara Lubich durante la genesi del Movimento dei Focolari. Senza dimenticare altri interventi chiarificatori supportati da documenti inediti: come quello dello storico Andrea Riccardi, che ha definito il gesuita mancato nel ’79 «un uomo appassionato al Vangelo e alla Chiesa, che ha lasciato un segno nel Novecento forse più profondo di quanto si sappia ancora».

 

Un segno che probabilmente non appartiene solo alla storia di un passato, più o meno remoto o prossimo, se il Gruppo promotore del Movimento per un “Mondo migliore” è tuttora al lavoro su diversi fronti di evangelizzazione in varie aree del globo (parecchie familiari al padre Lombardi viaggiatore). E si tratta di un lavoro dentro quella Chiesa in uscita e a servizio del Regno, ancora oggi debitore di una formazione fondata sulle “esercitazioni”, strumento-chiave nell’impegno del Movimento.

 

Uno strumento, appunto, «che ha dato un notevole contributo, specie nelle indicazioni comunitarie, tratte da quelle individuali di sant’Ignazio, volte ad una fratellanza universale, che ancora oggi, il Movimento diffonde in una veste più adatta ad un mondo orientato verso una evidente disgregazione spirituale», afferma Silvano Santarelli. È il primo laico a guidare il Gruppo italiano del Movimento ed è convinto che «la figura carismatica di padre. Lombardi» tornerà a «rifulgere nella Chiesa e nella società, come faro in una Chiesa in uscita, come vuole papa Francesco, alla ricerca del povero, del debole, dell’immigrato».

 

Del resto Il Movimento nasce a Roma in risposta all’appello di rinnovamento rivolto da Pio XII alla Chiesa con il messaggio radiofonico noto come l’appello “Per un mondo migliore”. Tra il 1956 e il 1965, attorno a padre Lombardi, si costituisce il Gruppo promotore che dopo il Concilio si dedicherà alla sua recezione, rinnovando metodologie e strategia di azione. Al centro la sfida di promuovere un “movimento” inteso come spirito o dinamismo storico che si innesta – e si perde – in quello più globale della Chiesa e del mondo.

 

Chi è

Il 14 dicembre 1979, a Rocca di Papa, moriva il gesuita padre Riccardo Lombardi, noto come il «microfono di Dio». Era lo zio dell’ex “portavoce” vaticano padre Federico Lombardi, gesuita anche lui e oggi presidente della Fondazione Ratzinger. Nato a Napoli, predicò durante il secondo dopoguerra nelle piazze e nei teatri italiani. Esordiva con l’incipit «Gesù mi ha detto». Pio XII gli affidò il compito di dare seguito all’appello “Per un mondo migliore”.

 

Così i suoi «figli» lo ricorderanno

Il Movimento “Mondo migliore” ha eletto la nuova direzione generale. Nuovo direttore è l’argentino padre Pablo Nassif. Della direzione fanno parte Maria del Mar Manteca, padre Prasad Rao Maddela, padre Ignacio González e Carlos Sola Fonseca, diacono permanente. E in questi giorni il Movimento, fondato dal gesuita Riccardo Lombardi, ricorderà, con una serie di celebrazioni, il fondatore in occasione del 40° della morte avvenuta a Roma il 14 dicembre 1979. Oggi il Movimento, riconosciuto come associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio, conta circa 600 membri ed è presente in 37 Paesi del mondo. Un movimento intervocazionale formato da gruppi locali organizzati in aree geografiche ognuno con un coordinatore e una équipe. (R.Iar.). AVVENIRE


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