religione

In questo luogo sperduto Sant’Antonio è diventato un famoso predicatore

Gelsomino Del Guercio screenshot from www.beweb.chiesacattolica.it
Pubblicato il 28-02-2021

Non a Padova, né in Portogallo. Ma in un paesino sperduto dell’appennino romagnolo 

C’è un luogo dell’Appennino romagnolo che ha reso famoso Sant’Antonio da Padova. E’ Montepaolo di Dovadola, provincia di Forlì e Cesena, dove 800 anni fa, nel 1221, il francescano divenne un conosciuto e stimato predicatore. E’ da questo eremo che iniziò la lunga missione, fino al 13 giugno 1231 (data della sua morte), che lo rese popolare a migliaia di persone in tutta Italia.

IL CAPITOLO DELLE STUOIE

A Montepaolo, Sant’Antonio ci arrivò dopo il Capitolo delle Stuoie del 1221 al quale parteciparono circa 5000 frati. Quando ormai il Capitolo si era concluso e tutti i frati facevano ritorno ai loro luoghi di provenienza, Antonio venne notato per la sua straordinaria umiltà e spiritualità e venne assegnato ad un piccolo romitorio, quello di Montepaolo di Dovadola, dove già vivevano sei frati.

 

L’ARRIVO NELL’EREMO DI MONTEPAOLO

Qui si recò per celebrare la Messa per i suoi confratelli non sacerdoti, scrive www.4live.it. Vi giunse nel giugno 1221 vi rimase per più di un anno, fino al settembre 1222. Nella solitudine dell’eremo, visse una straordinaria esperienza di preghiera, penitenza e contemplazione. Eppure non fu apprezzato sin da subito.

L’AMMIRAZIONE DI FRA GRAZIANO

Frate Antonio era un raffinato esegeta, aveva una vasta conoscenza della Bibbia e sapeva esprimersi in modo semplice e preciso. Queste sue doti emersero in occasione di un’ordinazione sacerdotale tenutasi a Forlì, fosse proprio Antonio a introdurre il rito con una predica appropriata, dal momento che il sacerdote che se ne sarebbe dovuto occupare non si presentò. Il provinciale dei frati francescani, Fra Graziano, saputo della predica e della grande partecipazione ed ammirazione che aveva suscitato, assegnò ad Antonio l’incarico di predicare.

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PREDICHE E APPARIZIONI

Durante la sua missione fu sempre invocato come potente intercessore presso Dio, il quale gli concedeva di operare numerosi prodigi e miracoli, fra cui l’apparizione di Gesù bambino fra le sue braccia, mentre si trovava raccolto in preghiera in una stanza appartata, nella dimora del Conte Tiso a Camposampiero (maggio/giugno 1231).

LA MORTE DI SANT’ANTONIO

Qualche giorno dopo, colto da un malore chiese di essere riportato a Padova, nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini, che gli era tanto cara. Non era ancora giunto in città che affetto da idropisia, asma e forse anche da sintomi di cardiopatia, morì il 13 giugno 1231 all’età di soli 36 anni.

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