religione

Il Papa all'udienza generale: solo ciò che porta la firma di Dio dura nel tempo

Redazione Vatican News

Il coraggio degli apostoli proviene dallo Spirito Santo ed è lo stesso coraggio che sostiene i martiri di oggi

Il coraggio degli apostoli proviene dallo Spirito Santo ed è lo stesso coraggio che sostiene anche i martiri di oggi. Papa Francesco prosegue la serie di catechesi dedicate al commento degli Atti degli Apostoli. Al centro della riflessione di oggi il dono del discernimento e cioè la capacità di porsi in ascolto dello Spirito Santo per saper vedere il passaggio di Dio nella storia.

Papa Francesco prosegue, all'udienza generale di questo mercoledì in piazza San Pietro, la riflessione sugli Atti degli Apostoli iniziata nelle catechesi precedenti. Questa volta il brano proposto parla di un fariseo, Gamaliele, che possiede la capacità del discernimento e prende l’iniziativa nel Sinedrio in difesa di Pietro e degli altri apostoli che proclamavano la parola di Gesù in mezzo al popolo.

L'alleanza con lo Spirito Santo. Il Papa ricorda che gli apostoli non si erano lasciati intimorire dal divieto dei giudei di predicare, forti dell’alleanza, dopo la Pentecoste, con lo Spirito Santo . ”Noi e lo Spirito Santo” dicevano, infatti, o anche: “lo Spirito Santo e noi” . E Francesco commenta a braccio: “Un coraggio impressionante avevano, questi. Ma, pensiamo che questi erano codardi: tutti sono scappati, sono fuggiti quando Gesù fu detenuto dalla polizia. Tutti. Ma, da codardi a coraggiosi così. Perché? Perché era lo Spirito Santo con loro. Lo stesso succede a noi: se noi abbiamo dentro lo Spirito Santo, avremo il coraggio di andare avanti, il coraggio di vincere tante lotte, non per noi ma per lo Spirito che è con noi".

Il coraggio dei testimoni di oggi. Quello degli apostoli, continua Francesco, è lo stesso coraggio che anche i martiri del nostro tempo testimoniano e fa un esempio: "I martiri, danno la vita, non nascondono di essere cristiani. Ma pensiamo, alcuni anni fa – anche oggi ce ne sono tanti, ma pensiamo quattro anni fa, quei copti ortodossi cristiani, veri, lavoratori, sulla spiaggia della Libia: tutti sono stati sgozzati. Ma l’ultima parola che dicevano era “Gesù, Gesù”. Non avevano svenduto la fede, perché c’era lo Spirito Santo con loro”.

Solo ciò che porta la firma di Dio è destinato a durare. La determinazione degli apostoli, prosegue il Papa, fa tremare il “sistema religioso” giudaico, e suscita reazioni violente come accade anche oggi da parte di coloro che combattono il cristianesimo. In mezzo al Sinedrio Gamaliele “mostra ai suoi fratelli come esercitare l’arte del discernimento dinanzi a situazioni che superano gli schemi consueti”, ricordando loro come ogni progetto umano, anche se all’inizio riscuote successo, è destinato poi a naufragare, mentre “tutto ciò che viene dall’alto e porta la ‘firma’ di Dio è destinato a durare”. E aggiunge: "I progetti umani falliscono sempre; hanno un tempo, come noi. Pensate a tanti progetti politici, e come cambiano da una parte all’altra, in tutti i Paesi. Pensate ai grandi imperi, pensate alle dittature del secolo scorso. Ma, si sentivano potentissimi, di dominare il mondo. E poi sono crollate tutte. Pensate anche oggi, agli imperi di oggi: crolleranno, se Dio non è con loro, perché la forza che gli uomini hanno in se stessi non è duratura. Soltanto la forza di Dio dura. Così, afferma Papa Francesco, anche nella storia della Chiesa: nonostante tanti peccati, tanti scandali, non è crollata, perché “Dio è lì. Noi siamo peccatori, e anche tante volte diamo scandalo, tante volte. Ma Dio è con noi. E Dio salva prima noi, e poi loro; ma sempre salva, il Signore”.

Chiediamo il dono di saper vedere i segni di Dio. Gamaliele convince gli uomini del Sinedrio ad attendere, a non perseguitare gli apostoli, per non rischiare di trovarsi “a combattere contro Dio”, se infatti “i discepoli di Gesù di Nazaret hanno creduto a un impostore, sono destinati a sparire nel nulla”. Le parole "lungimiranti" di Gamaliele, dice il Papa, “offrono criteri che ‘sanno di Vangelo’, perché invitano a riconoscere l’albero dai suoi frutti” e ottengono l’effetto sperato. E il Papa conclude invitando tutti a chiedere allo Spirito Santo il dono del discernimento: "Chiediamogli di saper vedere sempre l’unità della storia della salvezza attraverso i segni del passaggio di Dio in questo nostro tempo e sui volti di chi ci è accanto, perché impariamo che il tempo e i volti umani sono messaggeri del Dio vivente.

Adriana Masotti - Vatican News

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