religione

Il nome di Maria, la sua figura, ponte tra Cristianesimo e Islamismo

Antonio Tarallo Pixabay

“Nome dolcissimo, nome d’amore”, così recita una canzone popolare dedicata alla Donna delle Donne, Lei, Maria di Nazareth. E oggi, 12 settembre, è la festa del “Santissimo Nome della Beata Vergine Maria.  “In questo giorno viene rievocato l'ineffabile amore della Madre di Dio verso il Figlio santissimo e viene posta avanti gli occhi dei fedeli la figura della Madre del Redentore per essere piamente invocata”, per citare il Martyrologium Romanum.



La devozione al nome di Maria, risale alla metà del XII secolo. Venne istituita nel 1513 da papa Giulio II, che la concesse alla sola diocesi spagnola di Cuenca. Veniva celebrata il 15 settembre, per poi essere spostata, nel 1587, da papa Sisto V, due giorni dopo, il 17 settembre. La celebrazione della festa venne estesa da papa Gregorio XV all'arcidiocesi di Toledo (1622) e da papa Clemente X all'intera Spagna. Dopo la vittoria riportata nel nome di Maria contro i Turchi da Giovanni Sobieski, re di Polonia, il Beato Pontefice Innocenzo XI il 12 settembre 1683, in memoria e grato del prodigio, estese questa festa a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica fra l'Ottava della Natività. Pio X fu il pontefice che riportò la festa al 12 settembre.



Ma qual è il significato del nome “Maria”? Di significati, se ne contano addirittura circa 300. Tantissimi e tutti che risaltano le doti della Vergine Maria. E, allora, vediamo fra tutti questi, quelli più diffusi. II nome deriva dall'ebraico Maryàm, che significa “principessa, signora”. A questo, vengono però dati anche altri significati, nati soprattutto dal culto a Maria, Madre di Gesù: “signora ritrosa, signora beneamata, goccia del mare”.  Fra le diverse teorie dell’etimologia del nome vi è una assai affascinante, e che sottolinea la sua origine egizia, basata su mry o mr, rispettivamente “amata” e “amore”.



Altra importante e degna di nota, interpretazione, quella che esalta il termine “bellezza”. Ricordiamo che uno degli appellativi più famosi della Vergine è proprio Tota pulchra, “senza macchia”, poiché la Bellezza non può che non essere senza ombra alcuna, appunto. E’ la luce di Maria. Ed è una luce che illumina non solo la fede cristiana. A determinarne la sua “natura” regale, vi è il termine “signora”, o se vogliamo, “regina”. Una delle più poetiche definizioni di Maria, che coglie questa “natura” del tutto speciale della Vergine, la troviamo nel De laudibus Virginis Matris di Bernardo di Chiaravalle: “Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi”.



La luce del suo nome illumina anche la fede mussulmana. Maria, ponte verso l’Islam. Basti pensare che Maria è l’unica donna a cui viene dato l’appellativo di Siddiqah, “colei che è sempre veritiera”, attributo dato solo a coloro che sono più vicini ad Allah, dopo i profeti. Tra l’altro, su un totale di 114 sure, i capitoli del libro del Corano, e 6236 versetti, il nome di Maria figura in ben 70 versetti e in 13 sure. E’ anche l'unica donna citata con nome proprio. La sua storia viene descritta in particolare nei capitoli tre (Ali-°Imran) e diciannove (Maryam), ma ci sono altri versetti in altre parti del testo sacro dell’Islam che la vede protagonista. È lei, Maria, o meglio Maryam, questo il nome dato alla Madre di Gesù, dai fratelli di fede mussulmana.