religione

I Frati minori di San Vivaldo raccolgono fondi per una struttura di accoglienza

GIACOMO BERTELLI Carlo Sestini - https://iltirreno.gelocal.it/

Il convento, è famoso per le 20 cappelle disposte attorno alla struttura principale

Una raccolta di fondi in rete per realizzare una struttura di accoglienza dedicata a giovani e famiglie che prende il nome di’Insieme per San Vivaldo’. È l’obiettivo dei Frati minori di San Vivaldo, la’Gerusalemme’di Montaione che sta chiedendo aiuto a cittadini e privati per realizzare questo importante obiettivo. Traguardo da raggiungere 4500 euro, già raccolti quasi 2000 euro. Il convento di San Vivaldo è famoso per le 20 cappelle disposte attorno alla struttura principale, le quali compongono un Sacro Monte. Si tratta di un monumento unico in Toscana e le sue origini risalgono al sedicesimo secolo per mano di artisti fiorentini. Il progetto dei frati prevede la ristrutturazione di alcuni spazi per realizzare percorsi formativi rivolti a ragazzi e bambini, campi parrocchiali, ritiri, incontri di famiglie e celebrazioni. Come spiega la stessa nota dei frati: «Nel tempo la mancanza di fondi necessari per la cura e manutenzione del convento ha portato ad un notevole degrado della struttura. Abbiamo cercato di fare il possibile per curare la struttura, ma adesso abbiamo la necessità del tuo aiuto per poter conservare al meglio gli spazi e renderli a norma. Aiutaci a salvare un patrimonio artistico e culturale».

 I fondi raccolti saranno utilizzati per pagare i tecnici e i professionisti che lavoreranno alla ristrutturazione, i materiali necessari per il completamento dei lavori, il nuovo impianto elettrico ed eseguire infine l’opera pittorica, ripristinando l’aspetto originale degli interni del convento.

 

San Vivaldo si trova al centro di una vasta area boscosa dove, all’inizio del Trecento, il frate Vivaldo Stricchi da San Gimignano si ritirò a vita eremitica scegliendo come dimora il cavo di un castagno. In questo luogo, tra il 1500 e il 1515, Fra Tommaso da Firenze fece costruire un complesso di cappelle e tempietti decorati con terrecotte policrome ispirate alla vita e alla Passione di Cristo e disposti in maniera da riprodurre in scala ridotta la planimetria della Gerusalemme del tempo. Grazie ad una bolla di Papa Leone X che concedeva l’indulgenza a chi visitava San Vivaldo, questo santuario immerso nella natura divenne meta di pellegrinaggio sostitutivo per tutti coloro che non potevano sostenere il viaggio vero e proprio in Terrasanta. https://iltirreno.gelocal.it/

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