religione

Gerusalemme, riapre ai fedeli la Basilica del Santo Sepolcro

Alessandro Di Bussolo Vatican News

Dopo due mesi esatti la Basilica del Santo Sepolcro e della Resurrezione, a Gerusalemme, riapre ai fedeli. Dal 24 maggio, come confermano in una nota congiunta i capi delle tre comunità custodi della Basilica, 50 persone alla volta potranno entrare nel tempio, “per motivi di sicurezza e per evitare il rischio di una nuova diffusione dell’infezione Covid-19”.

 

Aperta solo a chi non ha febbre e indossa la mascherina

Nel comunicato, il custode francescano di Terra Santa, padre Francesco Patton, il patriarca greco ortodosso di Gerusalemme Teofilo III e quello armeno Nourhan Manougian, sottolineano che la Basilica “sarà accessibile solo a coloro che non hanno febbre o sintomi di infezione e indossano adeguate protezioni sul viso”.

 

Distanza di 2 metri e non baciare pietre o icone

Sarà inoltre necessario il rispetto della distanza minima di sicurezza di 2 metri ed “evitare qualsiasi atto di devozione che possa comportare un contatto fisico come toccare e baciare le pietre, le icone, i paramenti e il personale della Basilica”, oltre a rispettare sempre le istruzioni fornite. Da questo luogo santo, in questo periodo di Pasqua, concludono le guide spirituali delle tre comunità, “continuiamo le nostre preghiere, chiedendo la fine di questa pandemia”.

 

Le tre comunità custodi per la sicurezza anti-virus

La notizia della riapertura era stata anticipata il 21 maggio scorso da Adeeb Jawad Joudeh Alhusseini, il custode musulmano delle chiavi della Basilica del Santo Sepolcro, che al Sir (l’agenzia di notizie della Conferenza episcopale italiana) aveva dichiarato che “le Chiese locali hanno accolto con soddisfazione la notizia nella consapevolezza che ciascuna sarà chiamata a fare la sua parte per applicare il protocollo di sicurezza, così da mantenere la Basilica aperta e proteggere pellegrini e fedeli”.

 

Basilica chiusa dal 24 marzo, Settimana Santa senza fedeli

Il tempio che custodisce il Santo Sepolcro di Gesù era stato chiuso dalla polizia israeliana lo scorso 24 marzo, come misura precauzionale volta a fronteggiare la pandemia. Durante la Settimana Santa, per la prima volta, a memoria d’uomo, le celebrazioni pasquali sono state a porte chiuse senza la presenza di fedeli, trasmesse in diretta televisiva e in streaming web. VATICAN NEWS

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