Le visite dei pontefici
Le parole di Mons. Felice Accrocca ai frati del Sacro Convento
Proponiamo di seguito il testo del discorso che Mons. Felice Accrocca ha rivolto ai frati del Sacro Convento davanti alla tomba di san Francesco in occasione dell’insediamento e inizio del ministero episcopale nella Diocesi di Assisi.
Di fronte agli errori e alle incoerenze dei frati, Francesco diceva che - con l’intenzione di correggerli - non voleva però diventare il carnefice dei suoi fratelli. In realtà pensava e sperava che il suo esempio sarebbe stato lo strumento migliore per ricondurre anche i ribelli alla buona strada del vangelo.
Io vorrei poter fare lo stesso, ma non mi sento capace. Vorrei provarci. Sento il peso e la responsabilità di questo compito, ma confido anche nella vostra collaborazione: se riusciremo a fare delle diverse realtà che compongono questa sinfonia di Assisi un coro e una voce unica, pur nella diversità, avremo compiuto quasi tutto, se non addirittura proprio tutto.
E allora, buon cammino a tutti noi.
Si era diffusa nei secoli la leggenda che Francesco fosse risorto e stesse in piedi nel sepolcro. In realtà Francesco risorge quando viviamo il Vangelo, quando mettiamo in pratica quella regola che lui ha voluto – voi che l’avete professata, io che la sento comunque mia. Quando la mettiamo in pratica, Francesco risorge. Di questo dobbiamo essere certi.
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