religione

Francescani in visita nelle carceri in Campania

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001

Con lo spirito di Francesco, incontro agli ultimi, ai meno abbienti. Incontro ai detenuti, a coloro che trascorrono le festività nelle carceri.

IN VISITA NEI PENITENZIARI

Numerosi francescani laici e non, appartenenti al movimento campano (Ofs, Gi.Fra., terziari) hanno ritagliato un piccolo spazio delle loro giornate per una visita nei penitenziari a portare una parola di conforto a chi vive la sua quotidianità dietro le sbarre.

"MANI TESE VERSO IL MONDO"

L'Ofs, in particolare, racconta l'esperienza di una sorella della Fraternità di Avellino-Roseto che ha vissuto l'esperienza della visita in alcuni istituti penitenziari, pensata all'interno del progetto regionale "Mani Tese verso il Mondo". Ha visitato, in particolare, il carcere di Airola, in provincia di Benevento.

"A CONTATTO CON IL LORO VISSUTO"

«Già da un po’ di tempo - racconta la francescana laica - mi ero riproposta di avvicinarmi al problema detenuti, convinta che il modo migliore per approfondirlo, sia quello di cercare un contatto ed essere il più possibile accogliente rispetto al loro vissuto ed ai loro errori. Per questo motivo appena mi è stata data dalla mia Fraternità di Avellino l’opportunità di far visita al carcere minorile di Airola, l’ho colta come l’avvio di una attività che spero possa protrarsi nel tempo dal momento che personalmente già mi occupo di detenuti attraverso un volontariato di altra natura».

UNA MESSA "A TINTE "FRANCESCANE"

La visita al carcere di Airola si è aperta con la Liturgia Eucaristica nella Cappella del carcere stesso «a cui abbiamo partecipato noi appartenenti alle varie Fraternità campane GiFra ed OFS ed alcuni dei ragazzi detenuti, in particolare quelli a cui è data la possibilità di uscire anche per permessi personali».

DIALOGO NEL CORTILE

Al termine della liturgia animata con canti dalla GiFra di Airola, «ci siamo tutti trasferiti nel cortile dove i detenuti sono soliti trascorrere il tempo di libertà vigilata a loro disposizione. Lì ognuno di noi ha avvicinato i ragazzi che nel frattempo si erano riuniti in gruppi e ci osservavano curiosi di capire cosa fosse questa novità assoluta per loro poiché erano tutti arrivati da poco».

LA FRAGILITA' DEI PIU' GIOVANI

Nel complesso, conclude la giovane francescana, «posso dire che questa esperienza vissuta in un carcere minorile, costituisce sicuramente uno spunto per riflettere sulla fragilità dei ragazzi e delle famiglie moderne che sono una delle componenti che contribuisce alle scelte sbagliate ed alle strade intraprese seguendo falsi miraggi, anche in giovane età».
Gelsomino Del Guercio

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