preghiere

Novena a Santa Rosa da Viterbo

Redazione Web

Primo giorno

"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato ... va' da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò" (Ger 1,5.7). “Tra le altre sacre vergini, delle quali oggi non è dovunque diffusa la fama, fu una certa vergine di nome Rosa, che quasi rosa leggiadra ripiena di rugiada celeste, nacque nel giardino di Viterbo; e ben divenne degna del nome per virtù e santità. Poiché, secondo la legge, dovendo il nome essere appropriato alla cosa, ciò accadde pienamente nella vergine Rosa ... La rosa pasce gli occhi con la sua immensa bellezza, mentre col suo profumo diffuso rallegra le altre membra; così la vergine Rosa colla santità alimenta i cristiani che guardano a lei” (Vita seconda Cap. I n.4).   

“Rosa nacque a Viterbo nel 1233, secondo le testimonianze più autorevoli e le concordanze più accreditate. Viterbo attraversava un periodo difficile: la lotta tra il potere sfociava spesso in violenze e sangue; le opposte fazioni facevano sentire il loro peso economico e la gente del popolo, per resistere alla fame, diveniva 'cliente' dei più forti. L'antagonismo tra Chiesa e Impero, con Federico II, rendeva più drammatica la situazione. Gente del popolo erano Giovanni e Caterina, i genitori di Rosa. Povere erano le loro condizioni, condivise con gli altri abitanti del quartiere. Intensa, però, si svolgeva la vita religiosa: a Viterbo era giunta affascinante l'eco della esperienza di Francesco e Chiara d'Assisi; da Bagnoregio in quell'arco di tempo sorgeva l'astro di Bonaventura. La giovane Rosa, di salute cagionevole, partecipa alle vicende religiose con intensità e non è estranea agli avvenimenti sociali" (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Secondo giorno

“Voi siete la luce del mondo ... Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre che è nei cieli” (Mt 5,14.16). “ ... E la Vergine Maria .. .le disse dolcemente: ' ... vivendo santamente ti dedicherai alla preghiera e alle divine lodi. Farai ferventi esortazioni al prossimo, rimprovererai gli insolenti e quelli che hanno abbandonato la retta vita della fede, con forza e coraggio, mettendo da parte ogni timore. E se per queste cose avrai da sopportare rimproveri e disagi. .. non cessare di sopportarli pazientemente; poiché da queste cose guadagnerai il merito, e dopo il merito conseguirai l'eterno premio”. (Vita seconda c. 4, n.10).

“Ecco Santa Rosa! ... la sua breve presenza ha segnato un'epoca e accompagna ancora la storia della sua Città. Ella insegna, innanzitutto, la santità che è accogliere e tradurre in esperienza di vita il dono dell'amore di Dio, che è fedeltà al vangelo, servizio al prossimo, trasparenza di comportamento. E insegna, insieme, la solidarietà che è partecipazione alle vicende della città, sostegno ai più poveri, coraggio di verità e giustizia. I secoli non hanno spento questa voce e la sua presenza, alta ed esemplare, ispira e guida, ancora con passo giovanile, il nostro cammino nel terzo millennio" (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Terzo giorno

“Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nell a carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,20). “ …le apparve Gesù in croce. A quella vista e crudele spettacolo la spina di un dolore e di una compassione così grande le trafisse l'anima ... Da quel momento fu solita portare sempre sul petto le immagini di Gesù Crocifisso e della gloriosa Vergine; e poiché l'amore non permette alla mente dell'amante di riposare, durante la notte si alzava dal letto e girava per le vie e le piazze della città, cantando con dolce voce le lodi divine” (Vita seconda, c. 5, n.II).

“Ecco Santa Rosa! Una giovane diciottenne, debole in salute, umile per condizione sociale, estranea ai meccanismi di potere. Eppure la sua breve presenza ha segnato un'epoca e accompagna ancora la storia della sua Città. Ella insegna, innanzitutto, la santità che è accogliere e tradurre in esperienza di vita il dono dell'amore di Dio, che è fedeltà al vangelo, servizio al prossimo, trasparenza di comportamento. E insegna, insieme, la solidarietà che è partecipazione alle vicende della città, sostegno ai piÙ poveri, coraggio di verità e di giustizia. I secoli non hanno spento questa voce e la sua presenza, alta ed esemplare, ispira e guida, ancora con passo giovanile, il nostro cammino" (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).   

Quarto giorno

“Avrete forza dallo Spirito Santo ... e mi sarete testimoni ... fino agli estremi confini della terra” (At 1,8). “Combatteva poi con forza gli eretici e confutava con chiari argomenti le loro eresie. Riprendeva le loro falsità, e in modo più chiaro della luce dimostrava agli ascoltatori le false apparenze di quelle eresie, sicché a tutti appariva manifesto, come lo era, che lo Spirito Santo parlava per mezzo di lei” (Vita seconda, c. 7, n. 15).

“ E' sorprendente che una ragazza poco più che quindicenne abbia 'segnato' una intera Città nel sec. XIII con il suo stile di vita, con la sua parola, con le sue scelte. Tutto le veniva da una fede semplice e coerente, da una adesione lucida e appassionata al Vangelo. Questa sorgente, dalla quale Santa Rosa attinse il senso pieno del suo vivere e della sua missione, è tuttora zampillante: si tratta di accostarsi e attingere. Ciò servirà ad estinguere la propria arsura e a rendere feconda la terra, affinché germogli ancora giustizia, amore, pace per tutti” (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Quinto giorno

“Beati i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,10). “Gli stolti e i perfidi eretici ... si recarono dal podestà, il quale in quel tempo governava Viterbo per conto dell' eretico Federico II, e lo convinsero che se non avesse espulso dalla città di Viterbo lei e i suoi genitori, il popolo della stessa città sarebbe insorto contro di lui, alla sommossa sarebbe seguito l'oltraggio, e a questo l'espulsione sua. Ciò udito, il podestà mandò i suoi uomini e comandò alla vergine Rosa di presentarsi in giudizio insieme ai suoi genitori e partire per l'esilio." (Vita seconda, c. 7, n.l6).

“Questa santa, che da Viterbo prende connotazione, chiama tutti e ciascuno a confronto e responsabilità ... sul fronte specifico della vita sociale. La Viterbo del sec. XIII, pur con i suoi fasti e il suo costruirsi come città di rilievo, sperimentava povertà e disagi in non piccole fasce della sua popolazione. E tra le classi nobili e potenti le rivalità, gli odi, le lotte insanguinavano le vie cittadine e ricattavano i deboli e i poveri. Santa Rosa seppe vivere con dignità e coerenza dentro tali situazioni. Non si arrende e sa fare la sua parte anche se umile e priva di risorse adeguate ... L'esilio che dovette subire, da fanciulla disarmata, testimonia ed evidenzia la sua partecipazione alla vita sociale e la coerenza dei suoi atteggiamenti. .. Non avremo una società migliore, piÙ giusta, piÙ libera e piÙ fraterna se, ciascuno - come santa Rosa - non saprà fare la sua parte, pur piccola e modesta che possa sembrare" (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Sesto giorno

“Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere ... ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Mt 25,35.40). “La predetta vergine Rosa fu poi così ricca di pietà e misericordia verso i poverelli di Cristo che una volta, uscendo di casa per portare il pane ai poverelli come era solita fare, alla domanda del padre, il quale chiedeva che cosa nascondesse in seno, essa obbedendo prontamente aprì le braccia e il grembo apparve ricolmo di rose multicolori” (Vita seconda, c.7, n.12).

“ ... la Santa cammina con noi e ci accompagna lungo i sentieri che ci portano ormai verso il terzo millennio. Sono i nostri sentieri e sono anche i suoi sentieri. Quello dell'amore, innanzitutto. L'amore come modo di essere, come stile di vita, come impegno di esistenza. E' un amore che mette Dio al primo posto, ragione e criterio di ogni azione. E' un amore che abbraccia il prossimo, ogni prossimo, soprattutto quello debole, povero, malato, emarginato” (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Settimo giorno

“Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo” (Ez 36,26) “Con semplicità di cuore, predicava ogni giorno al popolo Gesù Cristo ... annunciava ... la parola di Dio con fiducia, dichiarando di essere pronta a dare volentieri la vita per favorire e difendere la fede cattolica” (Vita Seconda, c.7,n.15).

“Tutti sanno che il cuore, nella nostra cultura, è un simbolo assai suggestivo ... Con il termine cuore ci si riferisce alla identità di una persona, alla sua intimità, al mondo degli affetti, alle radici stesse dell'io. Così, quando noi veneriamo il Cuore di s. Rosa, intendiamo evocare il vissuto piÙ profondo e autentico della Santa: i pensieri, i sentimenti, la coscienza di sé, gli ideali, il suo modo di vedere, sentire, giudicare. Il Cuore sta a significare e ripresentare il 'volto interiore' della Santa. Ecco, allora, una immediata e ovvia deduzione destinata a sollecitare ed impegnare tutti i devoti del Cuore della nostra Santa: riportare, risentire, rivivere nel proprio cuore le idealità, alte e forti, che Santa Rosa custodì e alimentò nel suo Cuore” (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Ottavo giorno

“Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione” (SI 15, 9-10). “Avvenne che la santa vergine Rosa morì e fu sepolta nella Chiesa di Santa Maria in Poggio, dove restò diciotto mesi. .. apparve tre volte al sommo pontefice, papa Alessandro IV, il quale si trovava allora in Viterbo con la sua corte, dicendogli in visione: ' ... recati subito nella Chiesa di Santa Maria in Poggio, tira fuori la mia salma e portala nel monastero di Santa Maria dell'ordine di Santa Chiesa, poiché qui deve essere il luogo del mio riposo .. .'. Il papa ... si recò personalmente nel luogo indicato; tirato fuori il sacro corpo, lo trasportò nel monastero che gli era stato detto ... Dopo l'esumazione del sacro corpo, molti dissero che nel suo sepolcro era stata trovata una manna come olio profumato” (Vita seconda, c 12, nn. 23-24).

“ ... nel 1990 è stata avviata ... una terza ricognizione ... A me Vescovo di questa Chiesa viterbese sta a cuore testimoniare come l'avventura della 'rivisitazione' del Corpo di Santa Rosa sia stato, da un lato, un evento di eccezionale rilevanza scientifica e, dall'altro, abbia rappresentato un'esperienza spirituale non comune e fortemente suggestiva. Quanti hanno avuto contatto con la 'piccola mummia' che è il Corpo di Santa Rosa, o in ragione del diuturno e sofisticato lavoro scientifico del 'restauro' o per un devoto e affettuoso accompagnamento dell'operazione, sanno bene che il cuore ne è stato toccato e si è sperimentato un arricchimento ineffabile di umanità” (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

Nono giorno

“Ad immagine del santo che vi ha chiamati, diventate santi anche wi in tutta la vostra condotta” (1 Pt 1,16) “Poiché tutti saremo salvati per mezzo della fede e per mezzo della fede speriamo la vita eterna, adoriamo con fede incrollabile ciò che le sacre scritture narrano di Gesù Cristo nostro Signore ... e tra gli altri santi crediamo fermamente alla santità della vergine Rosa ... affinché la imitiamo mentre siamo in vita, e dopo la morte, per la sua intercessione presso Cristo, il Signore nostro Gesù Cristo si degni donarci la vita della felicità eterna” (Vita seconda, c. 12, n.25).

“ ... Santa Rosa: la giovinetta ... che si dischiuse, proprio come una rosa, ai raggi del sole infinito di Dio per un' eterna stagione di luce ... la memoria è viva; l'affetto è sincero; la devozione è profonda ... Sembra che la città ... , nella venerazione commossa, desideri raccoglierne il messaggio e la consegna. Quale messaggio? la convinzione e l'esperienza che la vita non si misura con il numero degli anni né con la quantità dei beni e neppure con la floridezza della salute: il valore vero della vita è nella donazione ... Quale consegna? la santità! Che non è, però, lilla condizione anomala, una esperienza fuori del comune, lilla straordinarietà di manifestazioni. No. Ma la santità che è verità, è giustizia, è libertà, è comunione, è pace, è amore" (Dagli "interventi" del Vescovo Lorenzo Chiarinelli).

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