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Angeli e oscuri demoni: due lati della nostra anima

Giancristiano Desiderio Unsplash

Giunti alla fine dei nostri giorni, saremo accolti da un angelo o da un diavolo? 

Giunti alla fine dei nostri giorni, saremo accolti da un angelo o da un diavolo? Dalla luce e dalla grazia di un cherubino o dalle tenebre e dalla malvagità di un demonio? Chissà. Eppure, a ben vedere, la luce e le tenebre, l' angelo e il diavolo sono le immagini, i nomi e le metafore che usiamo per indicare il bene e il male. Le domande, e le risposte che s' intuiscono dietro ai quesiti, corrispondono alla nostra tradizione cristiana, romana, greca, ebraica, mediterranea. L' angelo e il diavolo sono nati entrambi dalle mani di Dio: sono sue creature e come tali non possono essere poi così difformi. Soprattutto, si contendono, come in un eterno gioco senza soluzione, il mondo che forse senza loro semplicemente non sarebbe.

Proprio come la nostra nuda esistenza è in balia del bene e del male. A chi obbediamo: al bene o al male? A chi ci ribelliamo: al bene o al male? O a entrambi? Marcello Simoni in questo suo Angeli e diavoli. L' obbedienza e la ribellione (Einaudi Stile libero) si muove tra Gerusalemme e Atene, l' antica Ugarit e Costantinopoli, tra la gnosi e la teologia, Agostino, Dante e Bernardo di Chiaravalle, con la stessa naturalezza con la quale voi vi muovete nelle stanze di casa vostra. A metà strada tra il saggio e la narrazione, l' autore ci guida in oltre tre millenni di storia sacra e profana, e tra leggende, folklore e segreti ci svela i misteri che avvolgono queste due figure angeliche e diaboliche che sono tra le più travisate ed equivoche della nostra cultura. Ma con un di più: i disegni. Ognuno dei dieci capitoli si apre con un' immagine tratteggiata dallo stesso Simoni che sembra divertirsi non solo a scrivere ma anche a delineare con la matita il Sacro Cavaliere con l' arcangelo Michele e il demone Gylou.

Quasi come se ne fosse incantato o ammaliato. Il libro, infatti, nasce da un' ossessione o da un «assillo», come dice Simoni, e più che essere un trattato o una ricerca è uno «zibaldone» o una «bottega di antiquariato» nella quale il lettore deve sentirsi libero di entrare e, facendosi guidare dall' istinto o dall' intuizione o da un' anamnesi, guardare e prendere ciò che gli garba o ciò che lo chiama. Nelle prime tre righe vi è il senso del libro: «Se i nostri esami di coscienza potessero materializzarsi su una scacchiera, le pedine più importanti a comparire sopra di esse, per molti di noi, avrebbero l' aspetto di angeli e di diavoli». Cosa significa? Sarà forse fede o filosofia, magia o superstizione? No. Più semplicemente gli angeli e i diavoli - queste creature celesti e terrestri, divine e soprattutto, come avrebbe detto Nietzsche, «umane, troppo umane» - entrano in gioco ogni qualvolta facciamo a pugni con la nostra vita e ci imbattiamo con il bene e con il male. Come se il nostro pensiero per interpretare la realtà facesse ricorso a uno schema duale. Insomma, bianco e nero, luce e ombra, paradiso e inferno.

Eppure, la storia, sia quella sacra sia quella profana, non è poi così banale. Piuttosto, la coppia insieme angelica e diabolica implica una relazione dialettica il cui frutto del peccato è la felix culpa : la libertà. Il diavolo è un angelo ribelle e la ribellione è un atto di superbia che, tra i sette peccati capitali, è quello che riguarda l' essere: come se l' angelo diabolico la sapesse più lunga di Dio fino al punto di non considerare più sé stesso una creatura tra le creature, bensì il principio e il fine dello stesso creato o essere. Superbo. Ma questa superbia che confida nella propria conoscenza è una mancanza di sapere, quasi una forma di cecità, che Dio condanna per l' eternità ad essere il male, la linea d' ombra che delimita la sapienza divina.

Ma se non vi fosse questa disobbedienza cosa ne sarebbe dell' umana condizione e del mondo? «Pare quasi una conseguenza inevitabile - dice Marcello Simoni - il fatto che un angelo, il più luminoso fra tutti, decise d' un tratto di ribellarsi. Come una stella sfuggita a una corona di luce». È solo attraverso i peccati del mondo che si conosce la grazia divina e gli angeli e i diavoli si rivelano per ciò che sono: due tendenze della nostra tragica anima. (Corriere della Sera)

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