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Francescanesimo/Patti Smith, omaggio a San Francesco

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001



Senti parlare Patti Smith della scoperta di Giotto, dei monasteri italiani, di San Francesco e a un certo punto ti puoi sentire spiazzato. Poi magari la «sacerdotessa del rock» (ma che fastidio le etichette!) confida anche che ha appena composto una lunga canzone dedicata al santo di Assisi e allora la colleghi alle sue canzoni per il Tibet quando fu invaso dalla Cina, per Ginsberg e Burroughs quando morirono, aMadre Teresa, a Ho Chi Minh. E capisci che ciò rientra nel suo personale modo di vedere il mondo. E nel suo personale modo di scrivere di amore a di odio, di poesia, di dolori, di follie. In questi giorni Patti Smith è nella nostra regione. Lunedì presenterà allo Spazio Labò di via Frassinago 43/2c di Bologna (ore 18.30) Just kids (Feltrinelli), autobiografia (con foto) e soprattutto racconto appassionato sul rapporto tra lei e Robert Mapplethorpe. E martedì sarà protagonista a piazza dei Martiri a Carpi, insieme ai Litfiba e a Elio e le Storie Tese, della prima edizione di IMARTs (curato da International Music and Arts e Rock Tv. Biglietti da 90 a 42€ più prevendita presso circuiti TicketOne).

Torna spesso in Italia: il sospetto è che per lei sia un paese a cui è particolarmente legata.
«Naturalmente. Con il vostro paese ho un rapporto stretto. Qui ho molti amici e adoro certe cose, come l'aceto balsamico di Modena. Ma anche la vostra architettura, la fotografia, l'arte, i parchi, la natura. Amo persino la nebbia».

Prima del concerto di Carpi tornerà a Bologna per presentare «Just kids »: che tipo di rapporto è stato quello tra lei e Robert Mapplethorpe?
«Avevamo 20 anni, eravamo giovani artisti che facevano di tutto per emergere. La nostra fu soprattutto un'amicizia e questo era un libro che avrei dovuto scrivere. Infatti quando stava per morire gli promisi che lo avrei fatto e questo è il preciso motivo per cui è stato pubblicato».

Perché adesso?
«Prima era emotivamente difficile. Mio fratello era morto, e poi anche mio marito. Era dura ricostruire la vita».

A quel tempo volevate cambiare il mondo. Ci crede ancora?
«Sì. Ma possiamo farlo solo se la gente si unisce in grandi numeri per azioni globali di boicottaggio e di protesta. Deve alzare la voce. A cominciare da piccoli sforzi».

cominciare da piccoli sforzi». Le hanno dato moltissime etichette. Come se le sente addosso?
«Io mi sento una gran lavoratrice e una madre. Soprattutto una madre. Ogni definizio*ne è restrittiva. Regina del punk rock? Io lavoro per la mia arte e per i miei figli».

A proposito, ora sua figlia Jesse suona con lei al piano...
«Dopo mio figlio, ora lei. Emozionante».

Anticiperà qualche progetto al concerto di Carpi?
«A Carpi, che sarà un concerto molto forte ed elettrico, a differenza delle altre sedi, farò molti miei successi e una lunga canzone nuova dedicata a San Francesco».

A San Francesco?
«Sì. Ho fatto lunghe ricerche su Giotto, i monasteri, e mi ha colpito San Francesco perché tra grandi chiese, grandi affreschi, grandi crocifissi lui portava avanti il solo messaggio di Cristo: amore, amore, amore».

Questa dichiarazione ci ricorda la foto di papa Luciani che volle mettere nel sul album «Wave»...
«Anche lui per me rappresenta il pensiero della religione: essere semplici, puri e vicini alle persone».

È arrivata alla musica dopo altre esperienze, più volte se ne è allontanata. In che rapporti è ora con questa dimensione?
«C'era una famiglia da seguire. Ma ora è tornata ad essere prioritaria. E il rapporto col pubblico è la cosa più bella».

E quello italiano com'è?
«Il migliore! Ricordo ancora il concerto a Bologna negli anni '70. La gente qui ancora mi saluta e mi offre il caffè».

Che tipo è invece la Patti Smith fruitrice di cultura?
«Ascolto molta classica. Adoro la lirica: Verdi, Puccini, Wagner. Per la contemporanea ascolto gli amici: i Rem, Sinead O'Connor. Oltre ai miei figli. Leggo anche molta poesia. Ma l'ultimo libro è stato Revolutionary life».

Di cosa parla?
«Della vita di San Francesco».

Ha detto che rock, sesso e politica sono gli ingredienti per una rivoluzione...
«Avevo detto che il rock deve contenere sesso e politica. Ci credo ancora ma ha bisogno anche di poesia e danza».

E la politica di cosa ha bisogno? Cosa ne pensa, ad esempio, di Obama presidente?
«Non sempre sono d'accordo con lui ma Bush aveva fatto talmente tanti danni che non si può cambiare tutto. ma...»

Ma?
«Se vogliamo fare la rivoluzione dobbiamo cambiare tutti».(Corriere Bologna)

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