Le visite dei pontefici
La Porziuncola è il luogo in cui San Francesco ha convinto il Papa a fare qualcosa di straordinario: regalare la misericordia di Dio, senza chiedere un soldo in cambio. Se vi state chiedendo come una piccola cappella di campagna sia diventata il "passaporto per il Paradiso", ecco la storia e il mistero di una delle rivoluzioni spirituali più grandi della storia.
Tutto inizia in una notte di luglio del 1216. Francesco è in preghiera nella chiesetta della Porziuncola. All'improvviso, la cappella si riempie di luce: ci sono Gesù, la Madonna e una schiera di angeli. La domanda divina è di quelle importanti: "Francesco, hai pregato tanto per i peccatori. Che grazia vuoi?". Francesco, che non era uomo da mezze misure, risponde subito: "Un perdono totale. Una cancellazione completa di tutte le colpe per chiunque entri in questa chiesa, confessato e pentito". La risposta è sì, ma c’è una clausola burocratica: bisogna chiedere il timbro ufficiale del Papa. Il mattino dopo, Francesco prende sotto braccio il fidato frate Masseo e corre a Perugia. Lì c'è Onorio III, eletto Pontefice da pochissimi giorni. I due frati si presentano davanti al Papa con una richiesta che, per l'epoca, è quasi scandalosa: un'indulgenza totalmente gratuita. Nel Medioevo le indulgenze erano legate a donazioni economiche o a rischiosi pellegrinaggi in Terra Santa. Immaginate la faccia della Curia romana davanti a questo frate che chiede la salvezza "low cost". Il dialogo riportato nel Diploma di Teobaldo del 1310, leggibile in Fonti Francescane ai nn. 2706-2710) è un capolavoro di diplomazia spirituale:
Il Papa: "Indicami quanti anni vuoi che io fissi per questa indulgenza".
Francesco: "Santo Padre, piaccia alla vostra santità concedermi, non anni, ma anime!"
Il Papa: "Molto è ciò che chiedi, Francesco; non è consuetudine della Curia romana concedere una simile indulgenza".
Francesco: "Signore, ciò che chiedo non viene da me, ma da Colui che mi ha mandato: il Signore Gesù Cristo".
Davanti a questa "raccomandazione" dall'Alto, Onorio III cede e ripete tre volte: «Ordino che tu l’abbia!». I cardinali presenti, preoccupati per la concorrenza con Roma e Gerusalemme, spingono per un compromesso commerciale: l'indulgenza varrà solo per 24 ore all'anno, dal tramonto del 1° agosto alla sera del 2 agosto. Mentre Francesco sta già correndo via felice, il Papa lo ferma: «O semplicione, dove vai? Che prove porti di questo accordo?». E Francesco, da poeta qual era, risponde:
«Per me basta la vostra parola. Se è opera di Dio, ci penserà Lui. Di questa indulgenza non voglio altri documenti: la Vergine Maria sia la carta, Cristo sia il notaio e gli angeli siano i testimoni».
Qui la storia si tinge di giallo. Se leggete la Leggenda maggiore scritta da San Bonaventura, o i testi di Tommaso da Celano, troverete tutto sulla Porziuncola: le visite degli angeli, l'arrivo di Santa Chiara, i grandi raduni dei frati. Ma sul Perdono di Assisi? Nemmeno una parola. Il silenzio più totale. L'unico indizio che Bonaventura ci lascia è il racconto simbolico di una visione:
«Un frate vide innumerevoli uomini colpiti da cecità, in ginocchio attorno alla Porziuncola, che piangevano invocando luce. All'improvviso, scese dal cielo uno splendore immenso che portò a tutti la salvezza».
Perché questo silenzio dei biografi ufficiali? Probabilmente per prudenza e per non entrare in rotta di collisione con i vertici della Chiesa dell'epoca, gelosi dei propri privilegi. La storia del Perdono è passata di bocca in bocca per quasi un secolo, custodita dal popolo e dai frati, fino a quando il vescovo Teobaldo, il 10 agosto 1310, l'ha messa nero su bianco nel suo celebre Diploma, blindando per sempre la verità storica dell'evento.
Nel giorno della consacrazione della Porziuncola, Francesco gridò al popolo: «Io vi voglio mandare tutti in paradiso!». Da quel giorno, quel piccolo pezzo di terra non ha mai smesso di accogliere cercatori di pace. Nel corso dei secoli, i Papi hanno capito che l'intuizione di Francesco era troppo bella per restare confinata tra le mura di una sola chies:
• 1921 (Papa Benedetto XV): concede il privilegio Toties Quoties, estendendo la grazia della Porziuncola a ogni giorno dell'anno per chi visita questo santuario.
• 1966 (Papa Paolo VI): celebra il 750° anniversario confermando la centralità della Porziuncola nella Chiesa.
• 1988 (Sacra Penitenzieria): dichiara il santuario un luogo di indulgenza plenaria quotidiana permanente.
Oggi, l'Indulgenza del 2 agosto si è estesa a tutte le chiese francescane e parrocchiali del mondo. Eppure, arrivare qui, varcare la soglia della Basilica di Santa Maria degli Angeli e camminare fino al cuore della Porziuncola, conserva un sapore unico.
1. Come funziona? Niente moduli da compilare, nessun algoritmo. Secondo il Manuale delle indulgenze, per ricevere questo regalo del Cielo (essendo intimamente decisi a dare un taglio netto al peccato), visitando una chiesa parrocchiale o francescana servono solo tre passi e un cuore aperto:
1. La Confessione: per fare pulizia profonda nel cuore (va bene farla anche nei giorni immediatamente precedenti o successivi).
2. La Comunione Eucaristica: per stringere un legame vivo e concreto con Cristo.
3. La Preghiera: una sosta spirituale visitando la chiesa, recitando il Credo dove professiamo la nostra fede e il Padre Nostro insieme all'Ave Maria secondo le intenzioni del Papa, per ricordarci che siamo parte di una grande famiglia: la Chiesa.
Francesco ci aspetta. Il Paradiso, qui, è ancora a porte aperte.
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