francescanesimo

Il Perdono di Assisi: Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso

Lorraine Berthélémy

La storia dell'Indulgenza alla Porziuncola

Con queste potenti parole Francesco d’Assisi avrebbe annunciato alla folla l’approvazione dell’indulgenza in uno dei luoghi simbolo della sua esperienza evangelica e del francescanesimo: la Porziuncola.
Da quel momento, la piccola chiesa, ormai inglobata dalle mura della maestosa Basilica di Santa Maria degli Angeli, è diventata il luogo del Perdono e la meta di pellegrinaggio dal Medioevo fino ad oggi.

Le origini della celebrazione dell’Indulgenza nella Porziuncola - il cosiddetto Perdono di Assisi - risalgono al 1216, quando Francesco ebbe una visione di Gesù e della Madonna circondati da uno stuolo di angeli mentre pregava nella piccola chiesa.
Secondo la tradizione, fu chiesto a Francesco quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. Il Poverello rispose chiedendo che fosse concesso loro il perdono completo da tutte le colpe a tutti coloro che si fossero recati nella chiesetta della Porziuncola, confessandosi e facendo penitenza dei propri peccati. La richiesta sarebbe stata esaudita a condizione che egli si fosse rivolto al vicario di Cristo in Terra, ovvero il papa, per richiedere l’istituzione dell’indulgenza.
Nel luglio del 1216 il Santo si sarebbe dunque presentato dal pontefice Onorio III a Perugia e gli avrebbe sottoposto la richiesta per la concessione dell’indulgenza plenaria. A Onorio III, che gli domandò per quanti anni volesse l’indulgenza, Francesco rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”.

Il cristiano di oggi si interroga forse su che cosa possa significare un tale perdono. Per comprenderlo dobbiamo avere in mente che al tempo di Francesco, come forma principale di penitenza imposta dalla Chiesa, si era soliti intraprendere un pellegrinaggio a Santiago o Roma, ma soprattutto a Gerusalemme.
La richiesta di Francesco era dunque legata a qualcosa di nuovo: un' indulgenza che avrebbe dovuto cambiare la prassi penitenziale perché avrebbe avvicinato i peccatori pentiti al raggiungimento del Paradiso.

Francesco d’Assisi era spinto dalla sollecitudine per i poveri e i bisognosi, a cui mancavano i mezzi per un pellegrinaggio in Terra Santa. Loro non potevano dare altro che la loro fede, la loro preghiera e la loro disponibilità a vivere secondo il Vangelo per redimersi dai propri peccati. In questo senso, l’Indulgenza della Porziuncola è la penitenza di coloro che sono svantaggiati ed emarginati, e che la vita stessa carica già di una penitenza sufficiente.
Da allora ogni anno, il 1° e il 2 agosto, si ripete con grande partecipazione popolare il Perdono di Assisi, che ricorre nel giorno in cui il santo annunciò l’Indulgenza della Porziuncola.
E anche in tempo di pandemia, rimane sempre un’atmosfera di Paradiso nella piccola chiesa, pronta ad accogliere nei prossimi giorni i pellegrini che varcano la “Porta della vita eterna” per ricevere il dono dell’indulgenza plenaria: una manifestazione unica della grazia di Dio e un segno della vocazione apostolica di Francesco d’Assisi.

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