francescanesimo

Donna Pica, la madre di Francesco

Antonio Tarallo
Pubblicato il 08-05-2021

Un ritratto della mamma del santo di Assisi

"Circondava di indicibile amore la Madre del Signore Gesù, per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà e ci ha ottenuto la misericordia. In lei principalmente, dopo che in Cristo, riponeva la sua fiducia, e perciò la costituì avvocata sua e dei suoi. In suo onore digiunava con grande devozione dalla festa degli apostoli Pietro e Paolo fino alla festa dell'Assunzione". Così San Bonaventura nella sua Legenda. Il frate, compagno di Francesco, ci parla della devozione mariana di Francesco. Colpiscono, soprattutto, queste parole: in lei, “riponeva la sua fiducia”. Era alla Madre di Cristo che San Francesco guardava con tenero sguardo. Lo sguardo del figlio verso la propria madre. Dunque, trovare in Maria, una mamma vera e propria, rappresentava per il santo di Assisi una naturale inclinazione del cuore: sappiamo più che bene che la Vergine Maria e Francesco erano un tutt’uno. Per l’alter Christus non poteva essere altrimenti. 

Ora, però, spostiamo l’attenzione dal locus dell’anima di Francesco, ad altro luogo. Siamo ad Assisi, la città del santo. Piazza della Chiesa Nuova. Questo sito, dal  XVII secolo è stato riconosciuto come l’ipotetica casa natale di San Francesco. In questo piazzale, vi sono due statue. Rappresentano un uomo e una donna. Sono Pietro di Bernardone e Pica de Bourlemont, i genitori del santo Poverello.Madonna Giovanna Pica” - così era chiamata all’epoca del piccolo Francesco - era originaria della Provenza. Nonostante la madre avesse fatto battezzare il bambino con il nome di Giovanni (in onore di Giovanni il Battista), Bernardone diede al figlio il nome di Francesco, un nomen obsoleto - in fondo - nell’Assisi dell’epoca.

Francesco come i “franchi”, in onore del popolo gallico delle origini materne.  Il Mezzogiorno francese era la culla dell’eresia e dei trovatori. Era la Francia acculturata e sempre pronta a ricevere nuovi impulsi dall’estero. Possiamo, dunque, immaginare una donna dallo sguardo ampio sia per l’aspetto sociale che quello culturale. Una donna che dava molta importanza alla letteratura e alle arti. Da lei, Francesco apprese la lingua della tenerezza: il francese, lingua dolce, lingua intellettualmente profonda. Ecco, allora, che in questo particolare possiamo trovare un punto cardine della personalità del santo: eleganza, semplicità e profondità. In San Francesco d’Assisi vivevano queste caratteristiche che - come abbiamo compreso - non potevano che essere state tramandate, infuse proprio dalla madre Pica. 

Di lei, abbiamo solo  qualche fuggevole cenno nelle Vitae di Tommaso da Celano: dalle parole del biografo si capisce che donna Pica ebbe per Francesco uno speciale amore anche rispetto all’altro figlio, il fratello di San Francesco, di nome Angelo. Fu proprio donna Pica ad adoperarsi - con indicibile tenerezza - a rendere meno aspre le punizioni inflitte dal padre a Francesco prima che egli abbandonasse la casa paterna. Tommaso da Celano, poi, la presenta come una donna ispirata da Dio, che profetizza addirittura la santità del figlio. Sebbene Francesco nei suoi scritti non parli mai direttamente della madre, sono numerosi i riferimenti alla centralità della figura della “madre” nella sua esperienza. 

Ad esempio, nella Regola di vita per gli eremi,  Francesco scrive: “Coloro che vogliono stare a condurre vita religiosa negli eremi, siano tre frati o al più quattro. Due di essi siano le madri e abbiano due figli o almeno uno. Quei due che fanno da madri seguano la vita di Marta, e i due figli seguano la vita di Maria. (...) I figli però talvolta assumano l’ufficio di madri”.  In queste parole, possiamo trovare l’esperienza materna vissuta da Francesco. E quella dell’amore della Madonna. E’ quella dell’amore di “Madonna Pica de Bourlemont”. 

 

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