fede

Sant’Ignazio di Loyola, le stanze nella Chiesa del Gesù a Roma

Antonio Tarallo

Nella Chiesa del Gesù ci sono le preziose stanze del fondatore dell'Ordine dei Gesuiti

Maestro del discernimento, monumento della Fede, fondatore di un ordine religioso, incredibile scrittore, santo-guerriero, profondo teologo, e tanto altro: questo è Sant’Ignazio di Loyola. Su lui innumerevoli pagine biografiche (tra mito e leggenda) sono state scritte. Sembra molte volte di leggere un romanzo avvincente, se guardiamo alla vita del famoso santo spagnolo, fondatore dell’Ordine dei Gesuiti: uno dei più importanti ordini religiosi del e nel mondo.
La sua vita affascina anche per le analogie - in molte occasioni - con il romanzo picaresco, un romanzo che tanto ricorda il Don Chisciotte di Cervantes, se vogliamo. Unica differenza: Ignazio non combatteva contro i mulini a vento e l’epilogo è assai diverso dal personaggio creato da Miguel de Cervantes. Ignazio di Loyola ha profondamente influenzato - grazie soprattutto al suo liber princeps, gli “Esercizi spirituali” - prima di tutto il cammino della Chiesa, ma anche il panorama letterario-religioso non solo del 1600 ma anche del mondo d’oggi. Sono rimasti famosi e fondamentali - per ogni persona che voglia intraprendere il cammino religioso - i suoi “Esercizi spirituali” che rappresentano la summa del discernimento vocazionale. Anche se - è necessario precisarlo - le pagine degli “Esercizi” ci aiutano anche nella vita “pratica” di ogni giorno. In estrema sintesi: Ignazio di Loyola, ossia l’arte di vivere.

E, la sua figura, è legata a una chiesa, in particolare. Si trova a Roma, e prende il nome di “Chiesa del Gesù”. La sua storia, come si è evoluta, i cambiamenti attuati rendono la famigerata chiesa dei gesuiti un polo d’arte nel centro di Roma, di grande spessore artistico e religioso. L’arte e la Fede si fondono. Piccola parentesi sulla storia della chiesa, doverosa. Fu lo stesso Sant’Ignazio, nel 1551, a commissionare all’architetto fiorentino Nanni di Baccio Biggio il disegno di una Chiesa per la Compagnia del Gesù, di cui era stato il fondatore. La pianta venne ridisegnata - successivamente - nel 1554 da Michelangelo, ma anche il suo progetto rimase sulla carta. Nel 1561, fu il cardinale Alessandro Farnese a fornire il finanziamento per la sua costruzione. Chiamò Jacopo Barozzi, meglio conosciuto come “Il Vignola”. Gli architetti gesuiti Giovanni Tristano e Giovanni de Rosis furono attivi collaboratori dei progetti interni e diressero l’attuale costruzione. Il disegno della facciata fatto dal Vignola, non soddisfò il Cardinale Alessandro Farnese: scelse, così, un progetto di Giacomo della Porta. La vera e propria costruzione della Chiesa avvenne nel 1568, e a concluderne l’esecuzione - dopo la morte del Vignola - fu Giacomo Della Porta. Era il 1575.

Le stanze di Sant’Ignazio

E, proprio in questa chiesa-scrigno vi è un tesoro nascosto, prezioso: le stanze di Sant’Ignazio. Le stanze si trovano all’ultimo piano della residenza costruita da sant’Ignazio e da Codacio tra il 1543 e il 1544. Quella casa, mal costruita, resistette fino al 1598, quando una disastrosa inondazione danneggiò le sue fondamenta. Le stanze, che tutt’ora si possono visitare, sono tutto ciò che resta di quel primo edificio. Il Padre Generale Acquaviva ottenne il patrocinio del Cardinale Odoardo Farnese, nipote del Cardinale Alessandro Farnese che aveva costruito la Chiesa del Gesù, per costruire l’attuale Casa Professa nel 1599. Un enorme palazzone, per poter accogliere i religiosi dell’ordine. Proprio in queste stanze, il padre fondatore dell’Ordine dei Gesuiti trascorse ben dodici anni, gli ultimi anni della sua vita. Queste mura accolsero i pensieri, le meditazioni, le preghiere, i dialoghi con Dio del santo spagnolo. Le camere di sant’Ignazio sono precedute da un corridoio con decorazione prospettica di Andrea Pozzo e affreschi del Borgognone: una perla barocca nascosta nel cuore di Roma. Nelle stanze sono conservati cimeli come ome lo scrittorio, l’armadio, le scarpe, il saio del santo spagnolo. Un tuffo nel passato per chiunque entri nelle stanze: possiamo immaginare il santo al suo scrittorio, concentrato nella preghiera, e intento a vergare le costituzioni dell’Ordine che furono redatte proprio fra quelle pareti.

Ma chi era Sant’Ignazio di Loyola? La sua vita, in breve

Íñigo López nasce alla vigilia del natale del 1491 nel castello di Loyola, vicino la città di Azpeitia (Spagna). Ultimo di tredici fratelli, la madre muore quando Ignazio ha solo sette anni. Diventa paggio al servizio di Juan Velázquez de Cuéllar, tesoriere del regno di Castiglia. Sono questi gli anni della sua vita cortigiana, dallo stile sregolato. Nel 1517 prende servizio nell'esercito. A seguito di una grave ferita subita durante la Battaglia di Pamplona (1521) vive un lungo periodo di convalescenza nel castello del padre. Durante la degenza ha occasione di leggere numerosi testi religiosi, molti dei quali dedicati alla vita di Gesù e dei santi. Avviene in questo periodo un incontro: quello con san Francesco d'Assisi: ammira la sua vita, la sua conversione. Comincia anche per lui un nuovo cammino, del tutto estraneo alla sua vita precedente. Decide di recarsi in Terra santa, per vivere come mendicante, ma presto è costretto a rientrare in Spagna. In questo periodo elabora un proprio metodo di preghiera e contemplazione, basato sul discernimento: gli "Esercizi Spirituali" raccoglieranno tutte queste esperienze.

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