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Card. Becciu: Beata Edvige Carboni, “vita intrisa di Dio”

di Roberta Barbi
Card. Becciu: Beata Edvige Carboni, “vita intrisa di Dio”
Credit Foto - Vatican News

Ci sono vite ordinarie solo apparentemente, che agli occhi distratti degli altri sembrano monotone e uguali a quelle di tanti, forse anche un tantino tristi e sacrificate alle esigenze del prossimo. Così doveva parere la vita di Edvige Carboni a chi non la conosceva bene. Ma a guardare più da vicino, la vita di questa “laica suo malgrado”, era straordinaria “quanto a intimità con Dio, all’unione con Lui, fino a pervenire all’identificazione con Gesù”. Nella sua omelia per la cerimonia di Beatificazione, il card. Angelo Becciu esordisce così, parlando di una figlia della Sardegna che è per la sua terra “motivo di orgoglio e dimostrazione delle profonde radici cristiane che da sempre hanno ispirato i più alti valori umani della nostra gente”.

 

La Croce: una ricetta contro ogni amarezza

Nel raccontare la personalità e la santità della nuova Beata, il porporato evidenzia i punti forti che l’hanno condotta a essere indicata come esempio per noi cristiani: la costante contemplazione del Signore Crocifisso e l’Adorazione eucaristica. La sua, ma anche la nostra, “sorgente di vita”. “Soffermarsi davanti alla croce significa lasciarsi avvolgere dall’amore infinito di Dio – aggiunge il Prefetto – al quale non si può rispondere che con il dono totale di se stessi”. Se essere capaci di irradiare luce, speranza e conforto ai fratelli e contemporaneamente vivere una vita in pienezza è possibile solo abbracciando la croce, allora Edvige è più che una testimonianza vivente, arsa com’era dal desiderio di portare a Dio tutta l’umanità, a partire dai peccatori: “La Beata ha condiviso la Passione di Cristo con particolare intensità, ma malgrado l’abbondanza di carismi a lei concessi da Dio, fu sempre modesta”.

 

La preghiera come dialogo costante con il Signore

Ed ecco un altro “segreto” per vivere in pienezza che Edvige aveva compreso e fatto suo in profondità: pregare a lungo, “per far scomparire ogni traccia di aridità e di pigrizia spirituale”. Pregando, inoltre, la nuova Beata “compiva atti di riparazione in favore di coloro che erano nelle tenebre del peccato e implorava la misericordia divina su chi si ostinava a non lasciarsi raggiungere dalla grazia”, racconta ancora il card. Becciu. L’orazione prolungata, dunque, l’esercizio di questo dialogo continuo con il Signore, non può che rendere il cuore rigonfio di carità, che consente poi di trasmettere agli altri la propria fede, non con le parole ma con la testimonianza di vita.

 

Un esempio per le donne di oggi

Le donne di ogni età ed estrazione sociale possono trovare in Edvige Carboni un valido esempio da seguire, secondo il porporato, che descrive la nuova Beata come colei che “incarna le più belle virtù della donna sarda dell’epoca”. Semplicità, carità, umiltà e sorriso sono, perciò, un modello ancora attuale e la dimostrazione che “anche una vita semplice e ordinaria può sperimentare una solida comunione con Dio” che la rende unica e straordinaria. Perché è proprio nella piccolezza delle esperienze quotidiane e nell’umiltà che si vede la presenza di Dio e sono queste le scarpe da indossare per camminare sulla strada della “grande santità”: “Il suo chiodo fisso era il paradiso cui si augurava di arrivare sperimentando, nella prova, il soccorso della misericordia del Signore”. Queste le parole con cui il Prefetto conclude la sua omelia, rivolgendosi alla Beata Edvige Carboni, che preghi per noi.  VATICAN NEWS



Roberta Barbi

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