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Angelus,Benedetto XVI: la falsità il male del mondo

di Redazione online

La fede precede la conoscenza di Dio. Lo ha ribadito nel corso della catechesi che preceduto l'Angelus, ricordando le parole rivolte da San Pietro a Gesù, in risposta alla domanda «Volete andarvene anche voi?». Pietro rispose: «Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. Offrendoci il tuo corpo e il tuo sangue. E noi abbiamo creduto e conosciuto».

La «falsità» è «il marchio del diavolo», e fu questa la «colpa più grave» di Giuda, ha ricordato ancora papa Ratzinger. Lui, inoltre, voleva «vendicarsi» di Gesù, da cui si sentiva «tradito», perchè essendo uno zelota «voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani».

All'Angelus Benedetto XVI si è soffermato sulla figura di Giuda, l'apostolo che tradì Gesù, commentando i brani del vangelo sui discepoli che abbandonarono il Cristo non credendo alle sue parole sul suo essere «il pane vivo discesodal cielo».

«Gesù - ha detto il Papa ai fedeli riuniti nel cortile interno della residenza di Castel Gandolfo - sapeva che anche tra i dodici Apostoli c'era uno che non credeva: Giuda. Anche Giuda avrebbe potuto andarsene, come fecero molti discepoli, anzi, avrebbe dovuto andarsene, se fosse stato onesto».

«Invece rimase con Gesù - ha proseguito -. Rimase non per fede, non per amore, ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro». «Perchè? - si è chiesto papa Ratzinger - Perchè Giuda si sentiva tradito da Gesù, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Ma Gesù aveva deluso queste attese».

Secondo il Pontefice, «il problema è che Giuda non se ne andò, e la sua colpa più grave fu la falsità, che è il marchio del diavolo. Per questo Gesù disse ai Dodici: Uno di voi è il diavolo!». Il Papa ha quindi invitato a pregare perchè si possa «credere in Gesù» ed «essere sempre sinceri con Lui e con tutti».(Vatican Insider)


Redazione online

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