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Quando le Paralimpiadi si facevano in Vaticano

Redazione

il 24 agosto al via le paralimpiadi di Tokyo 2020

“La notizia” non è che in Vaticano si svolgessero tra il 1905 e il 1908 campionati “mondiali” di atletica e che, la domenica, le parrocchie romane organizzassero gare sportive alla presenza di san Pio x.

“La notizia” è che, all’inizio del ’900, in Vaticano gareggiavano atleti con disabilità. Quarant’anni prima dell’avvio del movimento paralimpico, che ha preso le mosse dalle macerie della seconda guerra mondiale. Un progetto che si potrebbe rilanciare oggi attraverso Athletica Vaticana: un secolo dopo, seguendo la testimonianza di Francesco, il primo passo di Athletica Vaticana — la squadra del Papa — è stato proprio aprire la sezione paralimpica.

Nel settembre 1908 c’erano atleti amputati come Baldoni che gareggiava nella velocità (vittoria irlandese, per la cronaca). C’erano atleti sordi e, nel salto in alto, 9 giovani non vedenti dell’Istituto Sant’Alessio. Con il vincitore, Cittadini (1 metro e 10 centimetri), intervistato dal cronista de «L’Osservatore Romano». Forse le Paralimpiadi — che si aprono a Tokyo martedì 24 — sono nate proprio nel Cortile del Belvedere, trasformato in pista di atletica, davanti a Papa Sarto e al cardinale segretario di Stato Merry del Val. E a chi gli diceva: «dove andremo a finire?» — vedendo atleti correre nei Giardini vaticani — Pio x ebbe a rispondere in veneziano: «Caro elo, in paradiso!».

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(Giampaolo Mattei - L'Osservatore Romano)

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