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L'omaggio della Costiera alla sfogliatella Santarosa

Redazione

Uno dei simboli della tradizione dolciaria campana è nato in monastero

La Costiera Amalfitana rende omaggio a uno dei simboli indiscussi della tradizione dolciaria campana: la sfogliatella Santarosa che secondo la tradizione è stata sfornata per la prima volta, nel Settecento, dalle cucine del Monastero di Santa Rosa a picco sul mare di Conca dei Marini. La tradizione culinaria italiana è infatti costellata di ricette nate in conventi e monasteri, e la sfogliatella non fa eccezione.
br>Il 25 e 26 settembre si daranno appuntamento ad Amalfi i grandi nomi della pasticceria nazionale in occasione dell'ottava edizione del Santarosa Pastry Cup. Giacomo Besuschio (Pasticceria Besuschio, Abbiategrasso - MI), Vincenzo Faiella (Pasticceria Generoso, Ercolano), Salvatore Gabbiano (Pasticceria Gabbiano, Pompei), Galileo Reposo (Peck, Milano) e Carmen Vecchione (Dolciarte, Avellino) sono i cinque finalisti che giovedì prossimo saranno chiamati a sfidarsi a colpi di prelibatezze dolciarie, presentando una creazione chiaramente ispirata alla Santarosa, arricchendola, però, con un elemento "dal sapore francese" per renderla più "sciantosa", secondo il tema proposto quest'anno.

Ai concorrenti in gara, infatti, viene chiesto di collegare tre luoghi molto diversi tra loro: Conca dei Marini, il borgo costiero dove la Santarosa è stata preparata per la prima volta nel 1700 dalle abili mani delle suore dell'omonimo monastero a picco sul mare, la Parigi della Belle Epoque con la moda dei Café-Chantant e la Napoli di fine Ottocento che ha saputo rielaborare la tradizione transalpina con caratteri propri e distintivi. Proprio a Napoli, infatti, la chanteuse parigina si trasformò nella "sciantosa", una donna ammaliatrice e seducente, icona di stile e charme, affascinate d'aspetto, aggraziata nel portamento e misteriosa nello sguardo. Proprio come la Sfogliatella Santarosa, un dolce dalla croccantezza accattivante e dalla piacevole armonia di sapori che all'ombra del Vesuvio, incontrando i gusti dell'epoca, vestì i panni della sua versione "riccia".

Dopo la cena di benvenuto di mercoledì 25 settembre al Ristorante Dei Cappuccini del NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi, nel corso della quale verrà premiato il vincitore della sezione barman-barchef del concorso, a partire dal primo pomeriggio di giovedì 26 settembre, nell'esclusiva cornice del Sensi Restaurant di Amalfi, i pasticcieri in gara sottoporranno le loro personali interpretazioni della Santarosa alla valutazione di una giuria di qualità costituita da eccellenze assolute del settore: Gino Fabbri, Paolo Sacchetti, Yann Duytsche, Sal De Riso, Nicola Pansa, Alfonso Pepe, Natale Giunta, Mauro Bochicchio e Eleonora Cozzella.Per la categoria "Pastry Chef" sarà premiata la creazione di Giuseppe Amato, Maestro AMPI, pastry chef ed executive del 3 stelle Michelin La Pergola di Heinz Beck, miglior pasticcere d'Italia per le Guide de L'Espresso nel 2018 e, dal 2006, docente di corsi professionali nella scuola di cucina e pasticceria "A tavola con lo Chef" di Roma.
Nell'ottica di valorizzazione delle eccellenze locali, nel corso della manifestazione sarà inoltre riconosciuta una passerella particolare a Vincenzo Donnarumma di Pimonte (NA), astro nascente della pasticceria italiana, laureatosi campione jr al Sigep di Rimini lo scorso gennaio. La conduzione della kermesse sarà affidata a Veronica Maya.
La premiazione del pasticcere finalista avverrà a Conca dei Marini, nella chiesa di Santa Rosa (Santa Maria di Grado), annessa all'omonimo Monastero, location storicamente legittimata a concludere il Santarosa Pastry Cup.

Redazione ilvescovado.it

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