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Referendum in Svizzera: sì a norme più restrittive sulle armi

Gli elettori hanno approvato ad ampia maggioranza le misure più stringenti in materia di armi

Credit Foto - ANSA

La Svizzeraha detto sì a una legge più restrittiva sulle armi, secondo il modello delle norme antiterrorismo dell'Ue. I favorevoli sono stati il 63,7% dei votanti. Tra i Cantoni, solo nel Ticino la maggioranza è stata per il no. Al testo si erano opposti il partito conservatore e delle società sportive di tiro a segno.

Il governo aveva fatto intendere che un'eventuale bocciatura della legge avrebbe potuto comportare un'esclusione della Confederazione elvetica, che non appartiene all'Ue, dagli accordi di Schengen e Dublino, con conseguenze negative in settori chiave come asilo, sicurezza e turismo e perdite per le casse svizzere di "diverse migliaia di milioni di franchi l'anno".

Le armi circolanti in Svizzera sono circa 2,3 milioni, tre ogni dieci residenti, proporzione che piazza il Paese al 16esimo posto nella classifica di armi pro capite. Non esiste un registro centrale delle armi, nè la legge approvata con il referendum lo introduce. La normativa prevede, però, che chi possiede un'arma ne comunichi il modello alle autorità e specifica quali armi sono proibite e quali sono consentite soltanto a chi debba farne uso sportivo, in questo caso con una "autorizzazione speciale" e controlli periodici.

Gli elettori svizzeri hanno anche approvato ad ampia maggioranza in un referendum una riforma fiscale per adeguare la tassazione delle imprese agli standard internazionali. Chiamati alle urne, il 66,4% dei votanti e l'insieme dei 26 cantoni elvetici hanno detto "sì" al pacchetto di misure elaborato dal Parlamento e che associa la riforma della tassazione delle imprese a nuove misure per il finanziamento del principale pilastro del sistema pensionistico, l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (Avs).

La riforma dell'imposizione delle imprese è stata varata per evitare il rischio di sanzioni internazionali ed adeguare la legislazione svizzera agli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Standard che esigono l'abolizione di statuti fiscali speciali concessi a società che operano prevalentemente a livello internazionale e che che saranno quindi tassate come le altre.

Il testo approvato è denominato 'Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'Avs' (Rffa). Esso abbina infatti a questa riforma fiscale alcune misure per assicurare i finanziamenti delle pensioni. Una "compensazione sociale" pari a 2 miliardi di franchi l'anno che saranno versati nelle casse dell'Avs. Tale somma dovrebbe corrispondere all'importo perso dalla Confederazione e dai Cantoni per offrire anche in futuro una tassazione sufficientemente attraente per le imprese, affinché restino in Svizzera, dopo a riforma.

Molti oppositori alla legge hanno deplorato l'esito della votazione e criticato che il quesito abbia unito due tematiche tra loro estranee per assicurarsi la maggioranza. In passato, proposte presentate separatamente sui due temi erano state bocciate in votazione popolare.


Repubblica.it



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